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Annamaria è tornata in piazza con il cartello ''Io sto con i migranti''. Con lei Passerini: ''Folle tagliare i fondi per l'integrazione''

Tante persone oggi con la signora che per prima, due domeniche fa, era scesa in piazza da sola con un cartello per l'accoglienza e l'integrazione. Oggi con lei anche il presidente del Cnca Passerini: "Noi guardiamo negli occhi le persone che abbiamo davanti senza chiederci da dove vengano, che lingua parlino o che religione professino. Questo è il senso della solidarietà"

Di Tiziano Grottolo - 12 agosto 2018 - 12:08

ARCO. Al fianco di Annamaria Agnini alla manifestazione ‘pro-accoglienza’ di oggi, tra le tante persone c’era anche Vincenzo Passerini: una vita fatta di impegno politico e sociale sempre dalla parte ‘degli ultimi’. Negli anni ’70 fu tra i fondatori dell’associazione per l'educazione alla politica e alla democrazia Rosa Bianca.

 

Nel 1991 fu tra i promotori del partito politico ‘Movimento per la Democrazia - La Rete’ per il quale venne eletto in Consiglio provinciale nel 1993 e nel 1998. Durante il suo secondo mandato venne eletto presidente del Forum trentino per la pace infine dal 2015 ricopre la carica di presidente Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) del Trentino-Alto Adige.

 

“Quando si parla di accoglienza – osserva Passerini – si fa riferimento ad un ampio spettro di soggetti deboli che la società tende ad emarginare. Trent’anni fa, quando venne fondato il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, la parola accoglienza si riferiva soprattutto a tossicodipendenti, carcerati, minori in affido, malati di AIDS, senza dimora". 

 

Ma l'accoglienza di oggi è anche quella che chiede la signora Annamaria Agnini, con quel cartello che dice "Io sto con loro". "Questa definizione negli anni si è via via allargata fino a comprendere le persone che fuggono. Nel nostro coordinamento ci sono infatti associazioni e cooperative sociali impegnate su tutti i fronti dell’accoglienza: dai minori, agli anziani, passando per carcerati e disabili, senza dimenticare profughi e rifugiati”.

 

È il 16 gennaio 1986 quando a Torino si costituisce giuridicamente la Federazione Cnca, il presidente eletto sarà don Luigi Ciotti. Tra i promotori di questa iniziativa si trovano i nomi di don Gallo, don Dante Clauser, Giancarlo Bertagnolli e altri, tutte persone che hanno segnato la storia della cooperazione sociale e dell’aiuto agli emarginati.

 

Oggi il Coordinamento delle Comunità Accoglienti è presente su tutto il territorio nazionale in Trentino Alto Adige le organizzazioni aderenti si sono costituite in federazione nel 2006. Di questa realtà fanno parte la cooperativa Progetto 92, associazione A.M.A., cooperativa Villa S. Ignaio e la cooperativa La Rete

 

Non facciamo differenze tra i ‘nostri’ e gli ‘altri’ – spiega ancora Passerini – chi lavora con i poveri e gli emarginati non ha mai conosciuto questa differenza. Noi guardiamo negli occhi le persone che abbiamo davanti senza chiederci da dove vengano, che lingua parlino, o che religione professino, si cerca di accompagnarli e di stare loro vicino, questo è il senso della solidarietà".

 

Passerini è attivo da anni nel campo dell’accoglienza ai migranti e recentemente si è occupato anche del Campo profughi di Marco. “Per quanto riguarda il campo di Marco da quando sono intervenuto a gennaio, e con me anche associazioni e volontari, la situazione è migliorata".

 

"In generale - spiega - l’accoglienza in Trentino è buona ma ci sono zone e situazioni che devono essere migliorate, come nel caso di Marco. Non si può dire che tutto va bene, ma non si può nemmeno dire, come fanno alcuni, che tutto va male".

 

"Io sto con i migranti", la signora Annamaria è tornata in piazza e con lei anche Vincenzo Passerini

"Abbiamo circa 1.550 profughi in Trentino e la situazione di queste persone è andata migliorando anche perché laddove i migranti, in piccoli gruppi, hanno trovato accoglienza nei comuni c’è stata più possibilità di integrazione, di rapporto con la comunità locale".

 

"Certo è un percorso faticoso - ammette Passerini - e ci sono stati anche dei problemi e delle ostilità, ma questa presenza con il tempo ha fatto cambiare idea alle persone che erano contrarie. Bisogna dire che in quella settantina di comuni che hanno accolto i profughi i progetti di integrazione stanno dando i loro frutti".

 

Racconta che sono stati avviati numerosi tirocini di lavoro e alcuni dei richiedenti asilo hanno anche trovato occupazioni saltuarie. "Ora anche gli altri cento comuni trentini che non accolgono nessuno dovrebbero fare la loro parte”.

 

Per Vincenzo Passerini l’integrazione è la chiave per un’accoglienza migliore che aiuta tutti, sia i residenti locali i trentini che i migranti. Ma il nuovo ministro dell'Interno Matteo Salvini ha annunciato che i fondi per l'integrazione saranno tagliati

 

 “Sì infatti, il taglio dei fondi per l’integrazione annunciato a livello nazionale dal ministro degli interni è una follia. A tutti i richiedenti asilo verranno assicurati i servizi assistenziali di prima accoglienza, mentre gli interventi per favorire l’inclusione sociale saranno riservati esclusivamente ai beneficiari di forme di protezione”.

 

Tradotto: dal momento che molti migranti stanno ancora aspettando una risposta alla loro richiesta d’asilo potrebbero pertanto essere esclusi dai progetti di integrazione messi in piedi dalla Provincia. “Quello che aiuta – riprende Passerini – è accompagnare queste persone che entrano nelle nostre comunità e che ne diventano parte".

 

"Abbandonare questi progetti di integrazione - dice preoccupato - significa gettare queste persone sulla strada. Poi loro – riferendosi al fronte dei contrari all’accoglienza –  sono i primi a lamentarsi di questa situazione, Salvini è il primo a lamentarsi e a sbandierare il vessillo della sicurezza,  ma sono loro che mandano le persone sulla strada tagliando i fondi ai progetti di integrazioni”.

 

Questa decisione è un suicidio - afferma - e mi auguro che le persone capiscano che non è su questa strada che si aiuta l’integrazione e la convivenza, in questo modo non si fa che aggravare l’emarginazione. Noi abbiamo la dimostrazione che dove ci sono progetti di inserimento, di integrazione, di apprendimento della lingua, di tirocinio di lavoro, i problemi sono di gran lunga ridotti se non addirittura scomparsi, lasciando emergere gli aspetti positivi della convivenza”.

 

Un'accoglienza dignitosa che permetta un'integrazione positiva, utile per tutti. Questo pensano quelli che oggi si sono raccolti attorno alla signora Annamaria, che con Passerini e tanti altri hanno voluto scendere in piazza con il loro cartello che dice "io sto con i migranti". 

 

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