''L'Italia che resiste'' riempie piazza Battisti: i manifestanti ''Prima di tutto le persone''
Richiamo al corteo contro il Congresso per le famiglie di Verona: ''Solidali a chi protesta contro interventi misogini e omofobi''

TRENTO. "Prima gli esseri umani, prima le persone", "Tu, noi, loro, tutte/i semplicemente umani. R-esistiamo insieme", "Il Trentino, terra d'amore", "La dignità della persona prima della poltrona". Sono solo alcuni degli slogan e delle scritte sui cartelloni che hanno animato la piazza de il "Trentino che R-esiste" sabato pomeriggio. Una manifestazione che ha riempito di persone, bandiere, sorrisi e ideali piazza Cesare Battisti.
Diverse centinaia di persone si sono ritrovate alle 15 per manifestare "a difesa dell'accoglienza, della cooperazione internazionale, dell'inclusione, della parità di genere e dei diritti civili". Un appuntamento, fanno sapere gli organizzatori, "di tutte e di tutti, dove musica, poesia, satira, parola, colore e canto sono espressione positiva di contrasto alle minacce ai diritti di tutte le persone. Le stesse persone che si riconoscono in un unico grande appello: "Restiamo umani"".

Un evento che ha seguito quello che si era tenuto in via Belenzani il 2 febbraio (qui articolo) in contemporanea con altre cento città italiane "per contrastare le scelte di chi vorrebbe lasciar morire in mare coloro che scappano da guerra, fame e povertà, di chi interrompe i percorsi di assistenza e integrazione, di chi istiga all'odio e alla paura del diverso dimenticando gli storici valori di accoglienza e convivenza civile propri del popolo trentino".
E oggi tra letture teatrali, discorsi, canti e musiche (di Milo Brugnara, Manuel Innocenti, Giacomo Turra & Jayslot), trampolieri e perfino un'area di elaborazione artistica per bimbi, è trascorso il pomeriggio. In una piazza affollata (e assolata) si sono viste sventolare bandiere di tutti i colori, della pace, dell'Europa, dell'Anpi, della Cgil, della Uil, di Futura, del Pd, dei Giovani democratici, di Liberi e uguali, delle Acli, dell'Unione degli universitari, dell'Operazione Colombia.







Al megafono gli interventi di alcuni rappresentanti della società civile (tra cui quelli di Vincenzo Passerini, Mario Cossali, i giovani di Fridays for future, Claudio Bassetti), poi le performance di EstroTeatro, EmitFlesti e dei Trampolieri dell'arcobaleno. Nella folla anche alcuni volti noti delle istituzioni, della politica e non solo, tra cui quelli del consigliere provinciale di Futura Paolo Ghezzi, della segretaria del Pd Lucia Maestri, dei sindacalisti Franco Ianeselli (Cgil), Paolo Burli (Cgil) e Walter Alotti (Uil), dell'assessore Italo Gilmozzi, di Lorenzo Dellai, Bruno Dorigatti, Donata Borgonovo Re, Michele Nardelli.
E ancora, slogan, richiami al corteo di protesta contro il Congresso per le famiglie in corso contemporaneamente a Verona ("Siamo solidali con le persone che sono a Verona per manifestare contro la presenza di ospiti e interventi misogini e omofobi al World congress of families" qui l'articolo), applausi e cori: un pomeriggio "per far sentire la voce di chi non accetta le politiche che stanno fomentando odio, divisione, discriminazione, xenofobia e razzismo".
"Restiamo umani, perché la questione non è "prima i trentini", ma piuttosto "prima le persone", tutte le persone, ognuna con le proprie caratteristiche, peculiarità, forza e debolezze. Chiediamo più attenzione a livello nazionale e locale per la cooperazione internazionale, perché si lavori per l'inclusione di tutte le persone, che la parità di genere possa diventare effettivamente una realtà, che i porti tornino a essere quello per cui sono nati, che la discussione sui percorsi scolastici sia frutto di un vero confronto" è l'appello.



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