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Congresso per le famiglie di Verona, Fugatti dal palco sulla serata Bisesti-Segnana: ''Quelle persone che dissentono non sono democratiche e pacifiche''

Intanto per le vie di Verona si è svolta anche la marcia delle associazioni femministe, tanti i trentini in strada, tante le associazioni che si sono portate nella città scaligera per manifestare il proprio dissenso. Le autorità parlano di circa 20 mila persone. Ferrari: "Minoranza di fanatici, pochi e pericolosi", Conzatti: "Il congresso non mi rappresenta nei toni e nei contenuti"

Di Luca Andreazza - 30 marzo 2019 - 18:59

VERONA. "Noi abbiamo cercato di portare un contributo teorico a questa discussione, ma quelle persone che non sono d'accordo hanno provato a farsi sentire in modo non democratico e non pacifico", queste le parole di Maurizio Fugatti in chiusura del proprio intervento dal palco del Congresso per le famiglie, prima del ministro Lorenzo Fontana e del vicepremier Matteo Salvini

 

Un'accusa durissima su quanto avvenuto nel corso del convegno organizzato dagli assessori Stefania Segnana e Mirko Bisesti. "A Trento - spiega il presidente - è nata una polemica, collegata anche a questo congresso. La giunta precedente aveva introdotto dei corsi sulla relazione di genere. Iniziative particolari, che non sono molto chiare. Un conto è parlare di uguaglianza della persona e bullismo, un altro è il genere. Abbiamo interrotto tutto".

 

E il governatore viene invece interrotto dagli applausi della platea. "Una forte polemica - riprende Fugatti - ma abbiamo organizzato un convegno per parlare di queste tematiche e del rischio sul tema del gender. Il risultato è stato pesanti scontri e le porte della Provincia manomesse per entrare. Noi volevamo portare un contributo teorico a questa discussione, ma quelle persone che non sono d'accordo hanno provato a farsi sentire in modo non democratico e non pacifico".

 

Intanto per le vie di Verona si è svolta anche la marcia delle associazioni femministe, tanti i trentini in strada, tante le associazioni che si sono portate nella città scaligera per manifestare il proprio dissenso. Le autorità parlano di circa 20 mila persone. "Una manifestazione bella, colorata e ottimista. La maggioranza - dice l'ex assessora Sara Ferrari - non è pronta a passi indietro in materia diritti civili".

 

Anche a Trento centinaia di persone si sono portate in piazza Battisti (Qui articolo), mentre a Verona un corteo partito poco dopo le 14.30 dal piazzale davanti alla stazione di Porta Nuova. "Non si deve abbassare la guardia - prosegue la consigliera provinciale del Pd - si deve evitare il ritorno al medioevo. Dobbiamo continuare a manifestare, la società civile deve continuare a far sentire la voce. Questa del congresso è una minoranza di fanatici: pochi e pericolosi perché occupano posizioni importanti in parlamento. La sensibilità pubblica deve restare alta e vivace".

 

Anche la senatrice Donatella Conzatti di Forza Italia prende le distanze dal congresso e si affida anche ai social. "Nei toni e nei contenuti non mi rappresenta. Non rappresenta - scrive - chi comprende la complessità delle relazioni affettive e non ama i fanatismi. A Roma abbiamo fatto anche ciò che il Governo non fa: depositato al senato un disegno di legge che parla di welfare: pannolini, asili nido, bonus cultura e scuola, misure per l'acquisto della casa, conciliazione famiglia lavoro, cultura delle relazioni libere dalle violenze, pari opportunità. A Verona ho aggiunto un passo in più a favore delle donne, sottoscrivendo il Manifesto verso gli Stati generali delle donne: per ribadire che le donne hanno la medesima dignità degli uomini e sono libere di amare, di studiare e di accedere ai ruoli professionali e politici e se lo desiderano di diventare madri".

 

Poi è arrivato il turno di Matteo Salvini sul palco. "Non sono qui - dice il ministro - per togliere qualcosa a qualcuno, non si tocca niente a nessuno. La 194 non è in discussione. Sono qui per aiutare chi fa figli. Sono venuto nonostante le polemiche. A chi dà fastidio la parola mamma o la parola papà? Il problema è solo suo. Ognuno nella sua vita privata fa quello che vuole e fa l'amore con chi vuole. Da ministro però voglio rimettere al centro i bambini che non possono essere vittime dei litigi degli adulti. Occorre modificare il diritto di famiglia: gli adulti possono litigare e i matrimoni possono fallire, ma i bambini devono continuare ad avere un papà e una mamma, non genitore 1 e genitore 2". A fine intervento il ministro degli interni si è scagliato contro la pratica dell'utero in affitto. 

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