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''Restiamo umani'', dopo la nonnina ad Arco altri scendono in piazza per dire ''Siamo tutti migranti''

Oggi la signora Annamaria non c'era, troppo il clamore mediatico suscitato dalla sua iniziativa della scorsa settimana. Al suo posto una trentina di persone. Rosa, di 91 anni spiega: ''Per noi che abbiamo vissuto il fascismo è più facile capire i migranti''

Di Tiziano Grottolo - 05 agosto 2018 - 13:20

ARCO. La signora Annamaria ha dato l'esempio una settimana fa e oggi a raccogliere il suo testimone si sono presentati in una trentina. Tutti uniti per dire "Restiamo Umani'', ''Siamo tutti migranti'', ''mai più fascismi''. La nonnina di Arco domenica scorsa si era posizionata fuori dalla chiesa di Santa Maria Assunta con un cartello che recitava: "Io cristiana dico sì ai migranti, nel mio paese e nella mia casa". Questa mattina lei in piazza non c’era. Troppo il clamore mediatico suscitato dalla sua iniziativa (con la notizia che, dopo che è stata pubblicata da ilDoloimti, è rimbalzata su tutti i principali quotidiani nazionali).

 

In piazza 3 novembre, ad Arco, all'ombra della chiesa di Santa Maria Assunta, però, oggi c'erano molte più persone. Una trentina tra giovani e meno giovani che nell’arco della mattinata si sono alternate per manifestare in favore dell’accoglienza e contro il razzismo. Niente di organizzato, solo persone, che spontaneamente hanno deciso di presentarsi dopo aver letto della signora Annamaria. Tra loro anche la signora Rosa, 91 anni di Arco che dice: “Per noi che abbiamo vissuto il fascismo è più facile capire i migranti. Questa rinascita così forte del razzismo ci dà fastidio non solo è antiumana e antisociale, ma in un mondo così globalizzato questi atteggiamenti sono fuori luogo”.

 


 

Probabilmente non è un caso che chi, anche da piccolo o nei racconti dei genitori, ha sperimentato gli anni della dittatura abbia scelto di schierarsi dalla parte dei migranti. E infatti anche il signor Carlo, 83 anni di Linfano ci tiene a dire la sua: “Per come vanno adesso le cose per me, vanno bene. Sono pensionato e non ho troppi problemi, ma se penso ai tempi del fascismo mi vien paura. Essere fascisti significava essere arroganti, comandare senza rispetto per chi la pensa in maniera differente. Salvini secondo me sta diventando troppo arrogante ma – completa Carlo - non sono preoccupato perché penso che la gente non si lasci più sottomettere come allora e questo probabilmente è anche il pensiero di chi è sceso oggi in piazza".

 

In mattinata si sono visti anche alcuni esponenti del Partito Democratico, tra cui Paolo Serra capogruppo comunale a Trento, che hanno incontrato la signora Annamaria Agnini, la prima a scendere in piazza la settimana scorsa che ha detto loro: "L'ho fatto perché non si può iniziare a dividere le persone tra quelle che ci piacciono e quelle da escludere. Il fascismo e la guerra sono iniziate così. Non parlate di me, parlate con la gente in piazza". E in strada c'era anche Gianantonio Pfleger, presidente della sezione locale dell’Anpi: “Questa è una bella risposta da parte della cittadinanza, nata solo tramite il passaparola. Oggi stiamo dimostrando che valori come solidarietà e antirazzismo valgono ancora qualcosa”.

 

Alla manifestazione erano presenti uomini e donne di estrazione molto diversa che hanno scelto di partecipare a titolo personale per manifestare solidarietà ai migranti che proprio in questi giorni sono stati vittime di numerose aggressioni. Tra queste persone c’erano anche alcuni esponenti di Potere al Popolo che ci tengono a precisare di essere venuti ‘senza bandiere’ – “Perché la manifestazione è di tutti”. Anche i pastafariani hanno aderito all’iniziativa come spiega un loro ‘seguace’ – “Il valore dell’accoglienza è parte integrante della nostra chiesa”.

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