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Dallapiccola: ''Failoni? Si fa condizionare dall'Unione che porta avanti idee vecchie di 30 anni''

L'ex assessore commenta le proposte avanzate dal neo titolare al turismo tra riduzione delle Apt, risorse alla promozione e l'ipotesi Cda in Trentino Marketing: "Deve fare gli interessi di tutti, non seguire solo un'associazione di categoria"

Di Luca Andreazza - 12 dicembre 2018 - 20:20

TRENTO. "Quello di ridurre le Aziende per il turismo trentine è un vecchio mantra dell'Unione e commercio del Trentino. Un'istanza di quelle figure che reggono l'associazione ormai da 30 anni e che propongono modelli vecchi", queste le parole di Michele Dallapiccola, già assessore al turismo, che cinque anni fa era più o meno incappato nello stesso proclama di Roberto Failoni. Un'idea però presto accantonata, un po' per la ritrosia dei territori, ma soprattutto perché quello del numero delle Apt è un falso problema. Un semplice specchietto per le allodole, nessun risparmio e tanto da perdere.

 

"Il rischio - aggiunge l'ex assessore del Patt - è quello di portare avanti gli interessi di poche persone che non riescono a portare freschezza e novità in questo settore fondamentale per l'economia del Trentino. Piccolo non è solo bello, ma anche funzionale: le Aziende per il turismo interpretano e promuovono molto bene le peculiarità del territorio, sono molto puntuali e specifiche. Se accorpare queste realtà significa ridurre i Consigli d'amministrazione allora la mossa si può rivelare sbagliata, se non deleteria: i Cda delle Apt costano pochissimo e sono molto rappresentative del territorio".

 

Accorpare si traduce nella necessità di rivedere gli equilibri e le rappresentatività negli organi decisori, senza dimenticare che nel tempo ogni Azienda è riuscita a trovare il suo percorso e la sua formula. Il mondo è variegato e si va dalle Spa (Alpe Cimbra Folgaria-Lavarone-Luserna, Garda Trentino, Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena) alle società cooperative per azioni (Dolomiti Paganella e Val di Sole). E ancora le società cooperative (San Martino, Comano, Fassa, Val di Non, Valsugana e Rovereto/Vallagarina) e le società consortili a responsabilità limitata (Cembra e Pinè, Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Fiemme). I matrimoni si annuncerebbero già in salita.

 

E se il riferimento è l'Alto Adige, le fusioni sono una controtendenza. Dietro Idm, la Trentino Marketing altoatesina, ci sono 76 associazioni turistiche che operano per confezionare i prodotti da promuovere. Qui ci sono 14 Apt, 1 Consorzio pronto a diventare Apt (Val di Ledro) e cinque Consorzi turistici. 

 

"Ogni Azienda per il turismo - dice Dallapiccola - ha la sua storia e le sue peculiarità, non solo territoriali. La semplificazione non sempre diventa ottimizzazione di risorse e operatività. La situazione in Alto Adige certifica l'importanza di riuscire a restare aderenti all'ambito di competenza. Oggi è importante saper gestire e distribuire le risorse".

 

Negli ultimi cinque anni l'ex assessore si è trovato nel mezzo ad una piccola rivoluzione. Il forte impulso alla promozione digitale, ma anche un drastico calo di risorse tamponata dall'introduzione della tassa di soggiorno dopo un braccio di ferro con le categorie. "Un passaggio obbligato - commenta l'ex assessore - i fondi a disposizione per il turismo sono diminuiti di molto, ma il settore si è sempre mantenuto in salute. La Provincia incamera la tassa che viene alzata del 40% (circa 8 milioni di euro) e quindi interamente distribuito alle Apt per un totale di 23 milioni. Il fondo è quindi direttamente proporzionale alla bravura dei territori nel generare flussi. Siamo l'unico caso nazionale che adotta questo sistema, molto trasparente perché poi si finanziano i servizi".

 

Un competente al turismo, albergatore a Pinzolo, ma il rischio che si corre è quello del cortocircuito. Se le lamentele sono quelle che il turismo spinge particolarmente verso Garda CampiglioFassa e Fiemme, la tendenza potrebbe accentuarsi proprio verso la Val Rendena, territorio già molto forte. 

 

"Sarebbe importante non avere assessori direttamente interessati nelle materie - evidenzia Dallapiccola - la criticità del conflitto è evidente. Proprio Failoni nel consiglio d'amministrazione dell'Apt aveva proposto di aumentare la tassa di soggiorno solo agli appartamenti: si sarebbe dovuti passare da 25 a 50 euro. Ricordo una levata di scudi incredibile sul territorio, un periodo davvero infuocato e la Provincia non ha potuto ratificare la proposta, ma anzi intervenire per dirimere e mediare la questione. Più della competenza specifica, un buon amministratore deve avere la forma mentis per sviluppare gli interessi di tutti".

 

Bocciata anche la proposta di riproporre un Cda a dirigere Trentino Marketing, un organo presente fino a qualche anno fa e poi rimosso perché farraginoso. "E' un ente pubblico e quindi la norma nazionale vieta la possibilità di chiamare i privati a decidere. L'indirizzo politico è giusto e doveroso - spiega l'esponente del Patt - ma poi serve anche autonomia. Le programmazioni possono essere portate avanti in modo collegiale: c'è il Tavolo azzurro, ci sono i presidenti e i direttori delle Apt".

 

A circa un mese dall'insediamento inizia a serpeggiare molta preoccupazione. Il nuovo governo si muove bene quando ascolta e incontra i territori - conclude Dallapiccola - ma adesso è il momento di programmare e costruire. Iniziamo ad essere preoccupati perché non si muove nulla e le scadenze sono sempre più vicine".

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