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Dolomiti Pride, anche Villa Lagarina dà il patrocinio: ''Opportunità di inclusione, autodeterminazione e uguaglianza''

Dopo il no di Rossi, il sì di Kompatscher, le adesioni di Trento, Bolzano e Merano,. di aggiunge anche il Comune di Villa Lagarina. Mentre si attende la risposta del sindaco Valduga da ormai 40 giorni

Pubblicato il - 21 maggio 2018 - 12:54

VILLA LAGARINA. Se il sindaco di Rovereto nicchia e non decide, la sindaca di Villa Lagarina Romina Baroni ha detto sì: il suo comune concede il patrocinio al Dolomiti Pride "per dare voce e visibilità alle istanze di libertà, autodeterminazione, inclusione e uguaglianza della comunità Lgbtqi*".

 

"Il nostro è un territorio di confine e di minoranze, abituato alla ricchezza dell’incontro e alla contaminazione - spiega la sindaca - tuttavia non si possono nascondere qualche tensione e discriminazione che vanno combattute con la forza della conoscenza, del dialogo, della solidarietà e dell’accoglienza. In questa prospettiva il significato del nostro patrocinio".

 

Il patrocinio di Villa Lagarina si aggiunge a quelli istituzionali che già sono stati concessi dalla Provincia di Bolzano, dai Comuni di Trento, Bolzano e Merano, dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e dalla Commissione provinciale Pari Opportunità tra uomo e donna.

 

Numerose anche le adesioni della società civile, tra cui spiccano quelle di CGIL del Trentino e dell’Alto Adige, UIL del Trentino e dell’Alto Adige, Arci del Trentino, ANPI Trentino e ANPI Alto Adige, ATAS Onlus, Centro Astalli.

 

"Il 'Pride' è un percorso di riflessione e sensibilizzazione che culmina in una grande parata aperta a tutta la cittadinanza per dare visibilità a tutte le diversità". E la nota del Comune spiega anche la genesi storica di questa manifestazione: "Il 28 giugno 1969 la transessuale Sylvia Rivera contestò per prima l'ennesima vessazione delle forze dell'ordine contro la comunità Lgbt newyorkese, dando vita ai moti di Stonewall".

 

"Oggi come allora - continua la nota - il Pride è un'opportunità per ribadire valori di inclusione, autodeterminazione, uguaglianza e lotta all'omo-bi-transfobia, anche per chi non può ancora esprimere al meglio se stesso/a in questa società".

 

"Le persone Lgbt sono i/le nostri/e colleghi/e, vicini/e, amici/che, familiari, figli/e, costretti/e a negare la propria identità per assecondare aspettative che non tengono conto delle loro esistenze e dei loro desideri. Lottare contro l’omo-bi-transfobia - viene spiegato - significa combattere i propri piccoli, grandi pregiudizi e regalarsi l’occasione di incontro con l’altro/a. Scendere in piazza è necessario perché la visibilità è un potente strumento di libertà".

 

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