Contenuto sponsorizzato

Ex Lettere alla prima tappa in consiglio comunale: cultura, sfide e incognite

Oggi in aula il progetto preliminare da 3,8 milioni di lavori allo stabile che dovrà diventare polo culturale multifunzionale ma per il quale ci sono ancora solo idee di massima nonostante i due anni di "dite la vostra" organizzati dall'ex assessore Robol. Il prof Sacco, esperto ingaggiato da poco, ha dato le prime interessanti indicazioni che il neo assessore Bungaro dovrà tradurre in proposte concrete e praticabili. L'idea forte: spazi culturali in funzione anti degrado e per includere tutte le fasce sociali

Di Carmine Ragozzino - 03 dicembre 2018 - 18:49

TRENTO. Due anni e spiccioli. Tanto il tempo trascorso ad immaginare con dubitabile immaginazione il “che fare” dell’ex facoltà di lettere. Come si è immaginato? Con la democrazia non sempre produttiva del “dite la vostra”. Il fu assessore comunale alla cultura, Andrea Robol – l’uomo al quale il Pd ha imposto la generosità elettorale riducendolo a consigliere semplice dopo batosta d’urna – ha gestito un’estenuante operazione ascolto. Tra associazioni e privati.

 

Robol aveva raccolto e catalogato idee e desiderata: inevitabilmente incoerenti tra loro. Doveva alla città una sintesi praticabile e condivisibile. Non è arrivato a proporla. Forse è perfino un bene perché sarebbe stata impresa impossibile portare a senso comune quasi una trentina di progetti eterogenei.

 

Ora l’incombenza è passata al neo assessore musicista: il post rimpasto, Corrado Bungaro.

 

Nel frattempo la vicenda è arrivata – accadrà questa sera in consiglio comunale – ad un passaggio piuttosto concreto. Il consiglio comunale dovrà infatti decidere se dare il via libera al progetto preliminare di lavori per l’ex facoltà di lettere. La spesa? Mica sono bruscolini: tre milioni e 800 mila euro da spendere per una ristrutturazione "flessibile" e "leggera" dello stabile.

Italo Gilmozzi, il signor lavori pubblici che sta nella giunta Andreatta, ha spiegato qualche tempo fa in una stralunata doppia commissione, (urbanistica e cultura) che l’intervento risponde ad esigenze irrinunciabili, (impiantistica, esterni) e segue alcune indicazioni di massima, (ma proprio di massima) uscite dall’eterna operazione ascolto roboliana.

 

E quindi via un po’ di “tramezze”, (erano aule, bene non scordarlo). Creazione al secondo piano di una sala ampia, 500 metri quadri. E più in su, verso il sottotetto, realizzazione di quel che serve a fare degli spazi una foresteria – (stanze eccetera) – per dare residenza ad artisti e creativi.

 

Gilmozzi, e il suo team, sono gente di cazzuola. E visto dal loro punto di vista, tecnico, il piano che viene presentato in consiglio comunale non fa una piega. Eppure di pieghe c’è né tante da fare un origami gigante. Anzi c’è un piegone, o per dirla come a Propaganda di Zoro e Malcox, ci vorrebbe uno “spiegone” che faccia capire come è possibile arrivare in aula dopo due anni con un preliminare che impegna una spesa ingente su un progetto che nel dettaglio non ha purtroppo ancora nulla.

 

Ovviamente lo “spiegone” non può venire dal neo assessore, Bungaro. E’ assessore da un niente e dunque niente gli si può onestamente imputare. Per altro lui e gli altri tre del suo gruppo, (Scalfi, Salizzoni e Carlin), avevano insistito già parecchio tempo fa sull’urgenza di affidarsi oltre che al metodo “dite la vostra” anche al classico ingaggio di un esperto indubitabile e inattaccabile.

 

Hanno chiesto e imposto alla giunta una consulenza – recente, recentissima – a Pierluigi Sacco, un punto di riferimento non solo nazionale nell’elaborazione di teorie e pratiche del rapporto cultura-economia. Sarà probabilmente “un Sacco bello”, (benedetto Verdone), valutare tra qualche mese le proposte concrete del professore che fa spola tra l’Italia, l’Europa e gli Usa. Ma per la tappa consigliare – (quella dei 3 milioni e otto), si deve prendere atto che nemmeno Sacco può miracoli. Sulla tempistica, almeno.

 

All’assessore Bungaro il professor Sacco ha fin qui fornito una traccia di lavoro, una serie di indicazioni ancora generali, che dovranno tradursi in concretezza nei prossimi mesi e comunque prima che ad Ex Lettere, (presumibilmente nel 2020), si impianti un cantiere

 

Ma Sacco non le butta lì tanto per buttare.  La traccia con la quale Bungaro conta di convincere l’aula al sì vola comunque abbastanza in alto senza tuttavia essere materia evanescente. Si parla di usare ex lettere per dare alla proposta culturale cittadina una direzione innovativa ma anche inclusiva. Si dice che ad ex lettere non ci dovranno essere duplicazioni di logiche già esistenti, (ad esempio espositive) ma piuttosto di individuare nuove possibilità ed integrarle a quello che già c’è. Di ex lettere e della sua funzione culturale e aggregativa si sottolinea poi la missione anti micro degrado urbano dell’area.

 

E ancora si definisce un contesto – da riempire ovviamente di contenuti – capace di trasformare ex lettere in un polo di supporto e internazionalizzazione per i produttori di cultura locali. Quelli che non sin guardano l’ombelico, naturalmente. Un richiamo ripetuto di Sacco, e di Bungaro of course, è alla  Naec, (nuova agenda europea per la cultura) che declimna le iniziative culturali anche come terapia irrinunciabile contro l’emarginazione e per la partecipazione attiva delle fasce d’età più avanzate, (terza e quarta età). Cultura del benessere e della salute, ginnastica sì ma mentale con l’apertura, lo stimolo, il confronto.

 

Cultura a tutto tondo ma come? Ecco alcuni passaggi della traccia di Sacco che finalmente danno un’idea senza troppe nebbie attorno. “ Dal punto di vista della produzione culturale, quello che manca a Trento attualmente è uno spazio progettuale, di ricerca, che permetta soprattutto ai giovani artisti e professionisti creativi trentini di crescere, di avere un punto di riferimento in cui incontrarsi e confrontarsi, e di connettersi alla scena internazionale.

Dal punto di vista della partecipazione inclusiva, quello che manca a Trento è un luogo che fornisca occasioni di partecipazione culturale quotidiana e il più possibile attiva, non legata cioè all’essere spettatori di un ‘evento’ di qualunque natura quanto piuttosto di poter essere coinvolti direttamente in attività stimolanti che permettano l’acquisizione di nuova competenze e incoraggino la fruizione dell’offerta culturale dell’intero sistema.

 

Questo significa in particolare non rivolgersi unicamente a quella fascia della popolazione che già frequenta assiduamente le iniziative culturali in programma, ma anche a quei cittadini che di norma sono meno coinvolti ed interessati, ma che rappresentano proprio per questo un obiettivo primario in una logica di inclusione. 

 

Bisogna quindi immaginare il nuovo polo come una realtà  multifunzionale che fa uso dei suoi spazi in modo aperto e flessibile. Dal punto di vista della produzione sono importanti almeno tre funzioni: laboratori di produzione per specifici media (studio di produzione digitale, atelier, sala prove), la cui configurazione specifica andrà individuata sulla base di una precisa diagnosi delle strutture attualmente disponibili e delle conseguenti lacune della dotazione territoriale attuale; spazi per residenze artistiche (alloggio + atelier); piccoli spazi per la presentazione di progetti (‘project rooms’ più che veri e propri spazi espositivi).

 

Dal punto di vista della partecipazione culturale occorre invece una programmazione organizzata lungo l’arco della giornata che consenta di adeguare la proposta di attività alle esigenze delle diverse categorie di cittadinanza”.

 

Su questa base sembra meno azzardato il greco antico con il quale Bungaro dà sfoggio di fiducia: “Kalos gar o kindunos”. Tradotto “bello in rischio”. Sì, perché il rischio c’è ed è legato ad una variegata gamma di incognite: quali e quante sono le “imprese culturali” vere a Trento e in Trentino? Quali e quante sono le realtà capaci davvero di innovare e misurarsi con quel che avviene in Italia e all’estero? Come farà il polo multifunzione di ex lettere a campare di economia propria?

 

La gestione sarà privata, semipubblica o pubblica? Gli introiti verranno da affitti di spazi? Ci sarà mai un privato disposto ad accollarsi l’onere senza avere per esempio la possibilità di far rientrare le spese con la ristorazione che è prevista nell’ex mensa universitaria secondo un progetto, sempre comunale, che viaggia su binari che non intersecano, (follia) quelli della ristrutturazione di ex lettere? E se mai tutto – come si spera – dovesse decollare qualcuno ha pensato al contesto urbano, ai parcheggi e ai servizi?

La strada è in salita. Ma non è una salita impraticabile se di qui in avanti Sacco, Bungaro ma più di loro il Comune tutto sapranno muoversi con realismo e con coraggio, creando un equilibrio (anche operativo) tra istituzioni culturali che già gravitano nell’area, (Santa Chiara, Conservatorio) e nuove realtà che lì volessero e dovessero insediarsi. E non è detto che non si possano riproporre anche scelte mai considerate come il trasferimento ad ex lettere di Centro Musica e Centro Teatro, (strutture comunali) per inserirle in un contesto di crescita meno anonimo di quello attualmente decentrato e ignorato dai più.

 

L’auspicio è che il traguardo della prima tappa sia tagliato questa sera in consiglio comunale senza problemi. Ma l’auspicio è che da lì al progetto definitivo – ci vorrà un anno – ex lettere diventi davvero un argomento centrale, una priorità, per il Comune.

 

Anche perché il rapporto con la “nuova Provincia”, chiamata a sostenere finanziariamente il percorso che non costerà solo i 3 milioni e otto, è un altro punto interrogativo. Su questo tema l’assessore Bungaro la mette così: “Con Bisesti e con Fugatti si parla e si parlerà ogni volta che ce ne sarà bisogno. Senza alcun pregiudizio e senza mettersi in difesa. Non governiamo certo il Comune contro la giunta provinciale. La giunta provinciale non governa certo contro il Comune”. Kalos gar o kindunos: bello il rischio.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 01 giugno 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

02 giugno - 06:01

Ci sono date che incarnano più di altre i passaggi decisivi della storia di un Paese. Il 2 giugno 1946 ha per una famiglia roveretana una doppia valenza, legata alla vicenda di un fante partito per la guerra in Africa settentrionale, caduto prigioniero degli inglesi e ritornato in patria proprio quando c'era da decidere tra "Repubblica" e "Monarchia". Riabbracciati i propri cari, Aldo Farinati non avrebbe avuto dubbi su cosa votare

01 giugno - 19:46

Ci sono 5.435 casi e 466 decessi in Trentino per l'emergenza coronavirus. I tamponi analizzati sono stati 685 (326 letti da Apss e 359 da Fondazione Mach) per un rapporto contagi/tamponi che si attesta a 0,44% di test positivi. Sono 3 i nuovi casi e nessun morto legato a Covid-19 nelle ultime 24 ore

01 giugno - 18:47

Preoccupano i mesi di settembre e ottobre con l'arrivo dell'influenza ma soprattutto gli affollamenti nei luoghi al chiuso. Ferro: "E' terreno fertile per il coronavirus, riconoscerlo dall'influenza è difficile per questo abbiamo impostato una vaccinazione di massa"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato