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I 30 profughi destinati in Trentino e dirottati a Torino. Probabile errore, o Fugatti e Salvini ci hanno messo lo zampino?

Se fosse così, e avessero deciso il 'dirottamento' solo per motivi politici, sarebbe grave. Le ripartizioni dei richiedenti asilo sono frutto di un accordo Stato-Regioni. Ma il sottosegretario smentisce: "Io? Ma no, è stato un caso"

Di db - 28 July 2018 - 18:37

TRENTO. Entusiasmo, giubilo: "Il ministro Salvini ci ha ascoltati e ha annullato l'invio di 30 profughi destinati al Trentino". Lo scrivono i militanti leghisti sulle loro bacheche. Ma come mai questi richiedenti asilo sono stati dirottati altrove? Si tratta di un motivo (o errore) tecnico o di una volontà politica?

 

I militanti del carroccio corrono a postare la notizia, come fa soddisfatta la segretaria della Lega della Valle dei Laghi Alessia Ambrosi sulla sua pagina Facebook:

Ma quando si chiede al sottosegretario una spiegazione, smentisce categoricamente e nega la sua interlocuzione con il ministro al fine di far sloggiare i 30 profughi. Alla nostra domanda, se ci avesse per caso messo lo zampino, risponde così: "Nooo... ma scherzi vero? Casualmente i 30 profughi non sono arrivati. Ma sono cose che capitano... succede...".

 

Insomma, lo dice lui: sono arrivati sulle coste della Calabria e in ottemperanza della ripartizione nazionale che ad ogni regione assegna una quota proporzionale sono stati suddivisi. Forse i funzionari del ministero si sono confusi tra le parole 'Torino' e 'Trentino', per l'assonanza. Chi lo sa.

 

Ma la frase è sibillina e potrebbe trattarsi di una sottile ironia che sottende altro. Ma la posizione ufficiale è questa: "Sono stato informato delle parole di Rossi sull'arrivo dei richiedenti asilo - afferma Fugatti - e sono stato informato anche delle sue strumentalizzazioni politiche. Poi casualmente - dice misterioso il sottosegretario - i 30 migranti sono andati altrove". 

 

"Quando ne arrivavano 300 - spiega Fugatti - non informava mai in diretta l’aula!", e Fugatti si riferisce all'intervento durante i lavori sull'assestamento di bilancio, quando il governatore, parlando di accoglienza, informava che di lì a poche ore sarebbero arrivati altri profughi.

 

Ne abbiamo scritto anche noi, e abbiamo scritto del contrordine arrivato poco dopo. Riportiamo ora il comunicato di Fugatti scritto successivamente, che senza attribuire a se stesso o al ministro la decisione, la valuta comunque positivamente: 

 

"La decisione presa dal Ministero degli Interni di annullare l’arrivo in Trentino dei previsti 30 profughi nonostante la disponibilità alla accoglienza dimostrata dalla Provincia di Trento, va nella giusta considerazione delle esigenze del territorio trentino che finora ha dato molto in tema di accoglienza e di solidarietà nei confronti dei richiedenti asilo fino ad oggi sopraggiunti".

 

Gli risponde indirettamente l'assessore Luca Zeni: "Il Trentino ha dato il giusto in tema di accoglienza, come tutte le altre Regioni italiane. Forse Fugatti non lo sa ma ci sono regole ben precise per la suddivisione dei richiedenti asilo. Non sono decisioni a discrezione del ministro, non dovrebbe essere così, altrimenti non si capirebbe come mai Veneto e Lombardia hanno 20 mila richiedenti asilo ognuna". 

 

Infatti, il quoziente deciso dalla Conferenza stato-Regioni rimane invariato: al Trentino spetta lo 0,9% degli arrivi sul territorio nazionale. Se un'interferenza politica o unilaterale (del solo Governo) andasse a modificare questo accordo, si tratterebbe si una forzatura che potrebbe far arrabbiare molte Regione.

 

Se dopo le parole di Rossi, che tra le righe faceva notare che ora è il governo della Lega che manda a Trento i richiedenti asilo, il sottosegretario avesse chiamato il ministro dell'interno per fargli fare marcia indietro, sarebbe grave. Ma Fugatti dice "nooo,.. ma scherzi, vero? Sono cose che capitano".

 

 

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