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"La morte di Margot è una cosa terribile ma il mio Pit Bull è sfuggito dal guinzaglio perché lei era libera e aveva la pallina''

La piccola Jack Russell è stata uccisa a gennaio dopo un'aggressione a Riva. Il suo padrone ha scritto su Facebook, dopo le notizie di questi giorni, e gli ha replicato il proprietario del Pit Bull: "Non voglio sminuire il grave episodio ma sta di fatto che (quella ndr) era proprietà privata e sia il padrone che il cane non sarebbero dovuti entrare"

Di Luca Pianesi - 23 aprile 2018 - 17:18

RIVA DEL GARDA. "Non voglio sminuire il grave episodio ma quella era una proprietà privata. Purtroppo il mio cane, vedendo correre Margot con la pallina, mi è sfuggito ed è successo quello che non vorrei accadesse mai a nessuno". A parlare è il padrone del Pit Bull che il 17 gennaio ha attaccato e ucciso una piccola Jack Russell di nome Margot. Lo fa all'indomani del messaggio postato dal padrone della cagnolina uccisa tre mesi fa.

 

Questi, infatti, dopo l'aggressione, avvenuta pochi giorni fa sempre a Riva, da parte di un altro Pit Bull ai danni di un turista tedesco che stava andando in bicicletta e la successiva denuncia che ha rimesso al centro della discussione, anche politica, la questione legata ai cani liberi ha scritto così: "Ci risiamo un altro episodio, Riva del Garda zona Ceole, con una differenza: la parte lesa è un turista tedesco mentre il 17 gennaio la parte lesa ero io (con lesioni), mia figlia e la mia piccola Margot (deceduta causa le lesioni) causate da un Rottweiler e da un Pit Bull, causa l’imprudenza di un padrone che abita in via delle Ginestre. Forse per i turisti ci sono trattamenti diversi (abbiamo paura di fare brutta figura all’estero!!!!), forse si è più immediati e reattivi rispetto ai residenti a Riva del Garda. Dico questo perché a distanza di tre mesi, apparentemente non sono stati disposti provvedimenti per garantire la sicurezza pubblica. Vorrei vedere qualche presa di posizione. Non vorrei che quanto è capito a me non succeda a qualcuno altro, specialmente a bambini vista la zona con alta densità, asili, scuole, piscina, parchi gioco ecc".

 

Dopo queste parole (riportate anche sui giornali cartacei) è intervenuto su Facebook su "Sei di Riva Se.." il padrone del cane Enzo che ha voluto spiegare che il suo Pit Bull era al guinzaglio ma gli è scappato quando ha visto la piccola Margot saltellare con la pallina in bocca. "Sono il padrone del cane - scrive - che mi è sfuggito dal guinzaglio (quando) sotto il prato di casa mia c'era un cagnolino che giocava col suo padrone senza il guinzaglio e purtroppo la piccola Margot è morta. In seguito è venuto a casa mia il veterinario mandato dal tribunale che è rimasto circa 15 minuti con i miei cani e ha scritto sul verbale che non erano aggressivi". 

 

"La cosa che mi scoccia - prosegue  - è che il suo padrone addirittura mi definisce un personaggio etc. Non voglio sminuire il grave episodio ma sta di fatto che (quella ndr) era proprietà privata e sia il padrone che il cane non sarebbero dovuti entrare. Oltretutto la strada è per i residenti con divieto di transito per chi non ha il permesso e nel piazzale di casa mia c'era anche la sua macchina parcheggiata. Purtroppo il mio cane vedendo correre Margot con la pallina è sfuggito (dal guinzaglio ndr) ed è successo quello che non vorrei accadesse mai a nessuno. A mia difesa, anche se vale poco, posso dire che se i divieti di circolazione e di entrata in un piazzale privato fossero stati rispettati almeno tenendo il cane (Margot ndr) col guinzaglio ciò non sarebbe successo. Ripeto non giustifico il grave episodio però, solo perché il cane è un Pit Bull, non significa che sia un cane pericoloso".

 

Insomma per Enzo il suo cane, che era al guinzaglio e all'interno di una proprietà privata, avrebbe visto la cagnolina correre libera con la pallina e, d'istinto, sarebbe partito strattonandolo e divincolandosi. Il messaggio di Enzo è chiaro: ribadendo il fatto che è dispiaciutissimo per l'accaduto e prendendosi, responsabilmente, la colpa per non essere riuscito a trattenere il suo cane o non avergli messo la museruola (anche se si trovava all'interno di una proprietà privata) vuole aggiungere al dibattito pubblico una nota di verità e quindi che non era il suo cane ad essere libero ma l'altro e che non è una questione legata esclusivamente ai Pit Bull, troppo spesso considerati cattivi a prescindere. Nel suo caso si sarebbe trattato di una tragica fatalità condita da errori compiuti da entrambi i padroni. Noi non sappiamo chi ha ragione, ma era giusto dare spazio a entrambe le posizioni ricordando che alla fine i cani c'entrano sempre poco: dipende quasi tutto dai loro amici umani. 

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