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Miro, sono state raccolte 90 mila firme. I proprietari: "Sta soffrendo lontano dalla sua famiglia". Ecco il VIDEO nel canile

Il 10 aprile ci sarà l'udienza per il dissequestro del cane. L'avvocata Cecilia Venturini: "Siamo fiduciosi in un esito positivo del caso". Intanto i proprietari sono preoccupati: "Miro vive la situazione come una punizione, mangia e beve sempre meno"

Di gf - 01 aprile 2018 - 06:01

ROVERE' DELLA LUNA. Sono  90 mila le firme raccolte nella petizione che è stata lanciata da circa una settimana per far tornare a casa Miro, il pastore maremmano-abruzzese di Roveré della Luna sequestrato dai carabinieri il 22 marzo su provvedimento giudiziario dopo alcune denunce di un vicino di casa, perché abbaia troppo.

 

Immediatamente attraverso la piattaforma change.org la famiglia ha lanciato una petizione diretta al tribunale del riesame di Trento, attraverso la quale si chiede “di sospendere questa istanza di sequestro” e di permettere ai proprietari di affrontare il processo che ci sarà dopo Pasqua fianco a fianco dell’animale che da anni è entrato nel mirino del querelante.

Una petizione che è stata fatta propria da moltissime persone in tutta Italia che hanno promosso la causa utilizzando i social network e arrivando a circa 90 mila firme in soli sette giorni. La storia di Miro viene raccontata da una dei suoi padroni all'interno della petizione.

 

“Il 22 marzo Miro, il mio cane, è stato prelevato dai Carabinieri, sequestrato e portato in un canile (Pan Ente Provinciale Protezione Animali E Ambiente a Rovereto -TN-) perché accusato da un vicino di abbaiare. Miro è un pastore abruzzese di circa tre anni, che viveva a Roverè della Luna, un piccolo paese in provincia di Trento, in una casa con giardino. 

 

E' bastato che una sola persona dichiarasse che il cane abbaiava per dar via a questa assurdo provvedimento, nonostante il resto del vicinato non avesse lamentato rumori molesti o fastidio, anche con le finestre aperte. Più volte le Forze dell'Ordine sono accorse sul posto in seguito alle chiamate del mio vicino e tutte le volte hanno constatato che Miro non stava abbaiando. Nonostante questo la vicenda è andata avanti con due querele, trasformate poi in due decreti penali di condanna, per l'abbaiare del cane che non permetterebbe loro di dormire. Un'accusa infondata, dal momento che il cane di notte viene fatto entrare in casa, proprio per evitare ogni possibile disturbo.

 

Ora è chiuso in uno spazio ristretto, senza la sua famiglia e lontano da chi lo ama. Questo è il provvedimento preventivo richiesto dal suddetto vicino che si definisce 'amante degli animali', in attesa che la situazione si chiarisca. Ma per farlo si dovrà attendere il processo dibattimentale in Tribunale a Trento che è fissato per fine aprile”.

 

L'udienza per capire le sorti sul dissequestro di Miro è fissata per martedì 10 aprile. A fine mese, invece, ci sarà l'udienza del processo penale.  I proprietari del cane, infatti, erano già stati raggiunti da due decreti penali, uno a ottobre scorso e un altro a gennaio, di circa  150 e 70 euro. "Si è deciso di non pagare e di andare a processo - ha spiegato l'avvocata - per non fare passare il messaggio che il problema fosse il cane". 

 

Intanto Miro si trova al canile. “Lo andiamo a trovare ogni giorno – spiegano dalla famiglia – ma lui mangia e beve sempre meno. Quando lo salutiamo per andare via e lo rinchiudono di nuovo in gabbia soffre purtroppo tantissimo”.

 

Qui sotto il video di Miro durante un'ora d'aria e il suo rientro nella gabbia

 

 

Ad occuparsi del caso è l'avvocata Cecilia Venturini che si dice ottimista per la sua soluzione . “Nell'udienza che avremo – ha spiegato telefonicamente – faremo presente sia la grande mobilitazione che si è creata attorno a Miro ma anche che non vi è un elemento che possa configurare il disturbo alla quiete pubblica da parte del cane perché vi è solo una persona che ha denunciato mentre gli altri vicini di casa non hanno riscontrato alcun problema”.

 

Il querelante, spiega sempre l'avvocata, ha in attivo un altro procedimento sempre con la famiglia proprietaria di Miro ma che riguarda altri aspetti. “A breve, in questo secondo caso, andremo davanti al giudice di pace – spiega Venturini – e quello che è successo a Miro potrebbe essere un pretesto visto gli attriti che ci sono tra vicini”.

 

Sarebbe stata portata come prova del disturbo provocato dal cane anche una misurazione acustica. “Una misurazione – spiega sempre l'avvocata – che pur attestando il rumore sopra ai limiti non ne indica la fonte e quindi potrebbe essere qualsiasi cosa”.

In attesa dell'udienza Miro si trova al canile Pan Ente Provinciale Protezione Animali E Ambiente a Rovereto. “E' un cane abituato a vivere in campagna dove ha ampi spazi dove stare - conclude Cecilia Venturini - e ora soffre nello stare in gabbia e quando i padroni lo lasciano dopo essere andati a trovarlo lui vive la situazione come una punizione, si accascia a terra e non si vuole più muovere”.

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