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Cane Miro, oggi l'udienza del riesame per il dissequestro. Rilevate alcune criticità sulle perizie portate dal vicino

Per l'avvocata  "non corrisponde al sentire dei cittadini che un animale possa essere trattato come un oggetto"

Di G.Fin - 10 aprile 2018 - 12:12

TRENTO. Entro fine settimana dovrebbe arrivare la decisione da parte del Tribunale del riesame di Trento sul dissequestro di Miro, il pastore maremmano sequestrato dai carabinieri il 22 marzo su provvedimento giudiziario dopo alcune denunce di un vicino di casa, perché abbaiava troppo.

 

Questa mattina alle 10 si è tenuta l'udienza davanti ai giudici del riesame per chiedere il dissequestro del cane. L'avvocata Cecilia Venturini ha portato le ragioni della famiglia Munter, proprietaria del cane. “Tenuto conto anche dell'attenzione mediatica legata a questo caso – ha spiegato l'avvocata - abbiamo voluto far presente la domanda di diritto che sta alla base della petizione; non corrisponde al sentire dei cittadini che un animale possa essere trattato come un oggetto. Questo, quindi, è stato il primo punto. La premessa per poter poi esaminare tutti gli aspetti processuali successivi”.

 

Tenuto conto che la questione riguarda anche le difficoltà di rapporti tra vicini, durante l'udienza è stata registrata una importante disponibilità da parte della famiglia di ricreare una serenità di rapporti di vicinato. “Non solo la proprietaria ma anche tutti i parenti – ha affermato l'avvocata Venturini - si sono impegnati formalmente a vigilare e controllare che il cane non tenga nei comportamenti tali che possano arrecare disturbo”.

 

Nelle dichiarazioni presentate da parte dei responsabili del canile dove tuttora Miro si trova, è risultato che l'animale non ha alcun bisogno di un percorso di riabilitazione. Miro, viene spiegato, ha un comportamento mite, non abbaia in modo smodato e non manifesta altri sintomi che possano indurre qualche genere di riabilitazione pur essendo stato sottratto in maniera repentina dal proprio habitat.

 

“Questa dichiarazione - ha spiegato ancora l'avvocata – assieme alla disponibilità da parte della famiglia proprietaria, riteniamo possano essere elementi in sostegno affinché venga accolta la nostra istanza di riesame”.

 

In merito alle prove portate dal vicino che mostravano il superamento dei limiti di rumore con l'abbaiare del cane, sono state evidenziate alcune criticità. Le rilevazioni sono state fatte solo in due giornate e la perizia non da alcuna descrizione con riferimento al secondo giorno. La rilevazione della prima giornata si limita al tardo pomeriggio fino alle 22. In questo lasso di tempo sono stati rilevati due momenti di abbaio di cane. Questo già dimostrerebbe che non si è davanti ad un abbaiare smodato del cane.

 

Si dovrà ora attendere alcuni giorni per conoscere la decisione del riesame e capire che Mirò potrà ritornare a casa.

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