Spiava i conti dei vicini di casa con cui era in lite, dipendente della banca condannata a 4 mesi
Ha messo il naso nei movimenti bancari di una coppia per più di 400 volte, ora dovrà risarcire i coniugi con 3 mila euro

TRENTO. Ficcava il naso nei conti correnti dei vicini di casa con cui non andava d'accordo, e lo faceva attraverso i sistemi informatici protetti della banca in cui lavorava. Era un'ossessione, considerato che dai tabulati depositati agli atti risulta che la donna, una 34 enne di del Primiero, spiava i movimenti bancari anche più volte al giorno: sono infatti 434 le 'incursioni' negli affari altrui.
Accusata di accesso abusivo a sistema informatico, è stata condannata a quattro mesi di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro a ciascuna delle parti civili, la coppia dei vicini spiati. La pena contenuta è dovuta al rito abbreviato scelto dalla difesa dell'imputata.
La vicenda inizia nel 2010, quando la donna si trasferisce in un appartamento che confina con quello della coppia parte lesa. Liti tra vicini, che portano a una denuncia, poi archiviata. Ma da quella denuncia sono emerse le 'visite' al conto corrente dei vicini e da questo è nato il nuovo procedimento che ha portato ad una nuova indagine e ieri alla condanna.













