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Stele Alba Chiara, tanti attestati di stima, ma il sindaco di Tenno conferma le dimissioni

Il primo cittadino si è dimesso dall'incarico dopo la spaccatura in maggioranza per posizionare il ricordo alla 20enne vittima di femminicidio: "Non sono con l'una o con l'altra famiglia, ma sono con Alba Chiara, perché lei non ha potuto decidere. C'è il silenzio del rispetto, ma anche quello dell'indifferenza"

Di Luca Andreazza - 24 May 2018 - 20:47

TENNO. La decisione è fatta e il sindaco resta irremovibile. Le dimissioni sono sul tavolo. Non bastano gli attestati di stima, come quello del Comitato Non Ultime ("Un grande gesto di umanità, coraggio e sensibilità. Questo gesto dice molto: sostiene le donne, combatte la paura dell’omertà e della diffidenza, lavora per una cultura maschile del rispetto, nonostante la paura, la sofferenza"), così come quelli della comunità, ma anche sotto il blog di Massimiliano Pilati, presidente del Forum trentino per la pace, pubblicato sulla pagina facebook de Il Dolomiti (Qui articolo). 

 

Il sindaco Gianluca Frizzi tira dritto. "Non sono - ribadisce - con l'una o con l'altra famiglia, ma sono con Alba Chiara, perché lei non ha potuto decidere, non siamo sempre padroni della nostra vita", l'ormai ex primo cittadino ripete le parole usate per chiudere l'esperienza amministrativa, che aggiunge: "Una risposta forte - dice - nel segno del grande rispetto per un fatto che ha lacerato una comunità piccola come la nostra".

 

La memoria corre a quel terribile 31 luglio, quando il fidanzato prima uccide a colpi di pistola Alba Chiara Baroni di 20 anni, e quindi si toglie la vita. E Consiglio comunale e maggioranza, a quasi un anno di distanza, si divide nel sostegno alla posa di una stele in ricordo di Alba Chiara: "Rispetto per la vita e per il sorriso di Alba Chiara vittima di femminicidio", il testo che dovrebbe finire sulla lapide.

 

"Abbiamo ricevuto mesi fa - prosegue Frizzi - la richiesta della famiglia: non si può aspettare e ho scelto di andare avanti nel pieno rispetto di tutti. Anche se non è facile, questa tragedia deve essere ricordata. C'è il silenzio del rispetto, quello giusto, ma anche il silenzio dell'indifferenza e dell'ipocrisia: ho deciso da quale parte stare".

 

La comunità, però, sembra non riuscire a dare una risposta compatta di condanna contro il femminicidio. "Non dobbiamo dimenticare - evidenzia l'ex sindaco - che siamo davanti a un dramma per entrambe le famiglie. Nessuno giudica l'atto, ma non si può restare indifferenti davanti alla richiesta della famiglia".

 

L'intenzione del sindaco è quella comunque di lasciare, ma non prima di aver presentato la richiesta in consiglio comunale per prendere questa decisione davanti alla richiesta della famiglia: "", "No" o "Astenuto".

 

"Ho già indicato il mio "Sì" - conclude Frizzi -. Oggi sono rimasto blindato in casa, ma durante la messa di domenica scorsa non ho parlato con i miei concittadini, ma è bastato uno sguardo con loro per capire che ero sulla strada giusta. Siamo in questa tempesta e il capitano della neve decide: dobbiamo ricordare perché quanto accaduto è inaccettabile e inqualificabile".

 

Ora anche i consiglieri hanno qualche giorno per decidere da quale parte stare.

 

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