Stupro di Maso Ginocchio, condannato a 7 anni torna in carcere e tenta di togliersi la vita
Il nigeriano è ora ricoverato in prognosi riservata. Tre degli altri imputati rinviati a giudizio e uno prosciolto. I fatti risalgono al gennaio scorso

TRENTO. Accusati per lo stupro di gruppo che si è consumato nel dicembre del 2017 a Maso Ginocchio, cinque nigeriani hanno dovuto affrontare ieri l'udienza preliminare. Tre i rinviati a giudizio, uno prosciolto dalle accuse e uno condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione.
Dramma per quest'ultimo giovane che, rientrato in carcere, ha tentato il suicidio. Verso le 14.30 dal carcere di Spini è partito l'allarme e in pochi minuti si sono portate sul posto ambulanze e automedica. Il nigeriano è ora ricoverato in terapia intensiva e la prognosi è riservata.
Il giudice lo ha ritenuto colpevole, infliggendogli addirittura una condanna superiore a quella richiesta dal Pubblico ministero, sei anni. Per il magistrato le prove di colpevolezza erano sufficienti, tra cui il possesso dello zainetto della ragazza che aveva subito la violenze.
Diverse le posizioni degli altri quattro imputati, uno è stato addirittura prosciolto. Emmanule Social Ehimamingho, difeso dall'avvocato Filippo Fedrizzi, è stato riconosciuto innocente. Dopo un anno lascia il carcere di Spini.
Carcere da cui era uscito, per andare agli arresti domiciliari, un altro degli imputati che nello scorso gennaio aveva tentato il suicidio professandosi innocente. Per lui e per altri due imputati, il rinvio a giudizio. "Ma siamo fiduciosi - spiega l'avvocata Franzini che lo difende - perché avremo modo di dimostrare durante il dibattimento la sua estraneità".
I fatti. Nel gennaio 2017 in un bar di San Pio X era stata organizzata una festa. Aveva partecipato anche una ragazza nigeriana residente fuori provincia e un connazionale l'avrebbe avvicinata, convincendola ad allontanarsi verso Maso Ginocchio con una scusa.
Minacciata con una bottiglia rotta, era stata costretta ad avere rapporti sessuali con più persone, tra cui uno che le aveva anche rubato lo zainetto. Aveva fatto denuncia e la Squadra mobile aveva iniziato le indagini finite con l'arresto di 5 persone.













