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Tagli all'accoglienza, mobilitazione dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil scendono in piazza: ''Provvedimento che crea disoccupazione, insicurezza e marginalità''

Giovedì l'appuntamento è alle 10 in piazza Dante sotto il palazzo della Provincia. I sindacati attaccano anche la politica fiscale: "Il presidente sottovaluta la questione, rischiano di pagare lavoratori dipendenti e pensionati"

Pubblicato il - 25 dicembre 2018 - 20:30

TRENTO. “I tagli al sistema di accoglienza colpiscono migranti e lavoratori trentini e in tanti rimarranno disoccupati”. Giovedì alle 10 i sindacati CgilCisl e Uil hanno deciso di scendere in piazza per manifestare contro la decisione del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti , di tagliare i servizi legati a Cinformi.

 

Le chiusure di Cinformi, hanno spiegato i sindacati, con il taglio del 50% dei servizi, e del Centro di Marco, la soppressione dei corsi di lingua italiana, del supporto psicologico e di orientamento al lavoro produrranno almeno il 45/50% di disoccupati nel settore, costituito da giovani in larga parte laureati, con formazione specifica, che difficilmente troveranno ricollocazione in altri ambiti delle stesse Cooperative ed Enti spesso costituiti da una decina di dipendenti in tutto.

 

Il presidio a cui faranno parte sia i lavoratori coinvolti che la società civile, si terrà in piazza Dante sotto il palazzo della Provincia. La richiesta è quella di garantire i diritti ai migranti e ai lavoratori.

 

I sindacati spiegano per quali motivi i cittadini saranno colpiti dai tagli: “ Senza assistenza per imparare l’italiano o per l’orientamento al lavoro aumenteranno le difficoltà del migrante per rapportarsi con gli enti pubblici e privati del territorio: quindi maggiori code al pronto soccorso perché il personale non capisce cosa stia dicendo uno straniero o quelle in un qualsiasi altro ufficio perché il migrante non conosce una certa procedura o non sa come muoversi”.

 

Il tutto, concludono Cgil Cisl e Uil si tradurrà in maggiore marginalità, esclusione e insicurezza: "Il venir meno - spiegano - della minima assistenza significa perdere il controllo sociale delle vie della città e delle nostre valli. Lascia anche sbigottiti e perplessi l’assoluta mancanza di interlocuzione con le organizzazioni sindacali delle categorie dei lavoratori che saranno espulsi dal circuito lavorativo o che subiranno una riduzione agli organici delle cooperative sociali, del terziario e dei servizi pubblici interessati al fenomeno migratorio". 

Preoccupa la Uil anche la mancata approvazione dell’emendamento “salva bilancio Pat” nella Legge finanziaria appena approvata dal Senato, che rischia di appesantire di almeno 70 milioni le entrate del bilancio 2019 della Provincia. "Il presidente sottovaluta - dice Alotti - l’applicazione della flat tax e della riduzione delle imposte alle partite Iva: una misura equa ma non vengono adeguate le pensioni appena sopra i 1.500 euro e non sono previsti sgravi fiscali per il lavoro dipendente, che anche in Trentino rappresenta più del 90% del gettito fiscale".

 

La richiesta è quella di incontrare Fugatti: "Chiediamo - conclude Alotti - un quadro della proposta di politica fiscale locale 2019 (addizionale Irpef, sgravi Irap e Imis) che la Giunta vuole portare avanti a favore, sembra di capire, solo delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori autonomi, attraverso l'utilizzo delle risorse certe e assai più rilevanti del gettito fiscale anche trentino, prodotto da lavoratori dipendenti e pensionati. Siamo pronti a dare battaglia". 

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