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Per i sindacati è emergenza: ''La Giunta Fugatti taglia 5,5 milioni alle politiche del lavoro. A rischio il sostegno all'occupazione''

Per Cgil, Cisl e Uil il ridimensionamento del bilancio di Agenzia del Lavoro si tradurrà in un contenimento della spesa per la formazione e la riqualificazione professionale, blocco agli incentivi alle assunzioni stabili per i disoccupati deboli, azzeramento della staffetta occupazionale, stop al reddito di attivazione. Il tutto mentre si investono 8 milioni in strategie di welfare che saranno superate dal governo nazionale

Di L.P. - 13 dicembre 2019 - 18:58

TRENTO. Tagli per 5,5 milioni di euro alle politiche del lavoro: per Cgil, Cisl e Uil quanto sta decidendo la giunta Fugatti con la nuova finanziaria rischia di creare una vera e propria emergenza mettendo a rischio molte misure a sostegno dell’occupazione mentre, contemporaneamente, finirebbe per a sprecare 8 milioni di euro dei trentini sul welfare familiare. Per questa ragione Piazza Dante, per l'ennesima volta in queste settimane, tornerà a riempirsi di lavoratori in protesta (il presidio è fissato alle 15 sotto la Provincia) dopo che, in questi giorni, hanno manifestato molte categorie deluse dalle politiche provinciali: dai precari dei musei agli insegnanti passando per i dipendenti pubblici e il personale dei trasporti.

 

La critica alla manovra è netta e tranchant perché parte dal lontano: ''Dopo aver tolto agli stranieri tagliando sull’accoglienza e allungando gli anni di residenza per l’accesso al welfare - comunicano i sindacati - dopo aver ridotto anche gli aiuti internazionali, in barba al motto aiutiamoli a casa loro, mentre propongono di aumentare le tasse sui redditi più bassi dei trentini alzando l’addizionale Irpef per i redditi tra 15 a 20 mila euro annui, adesso la Giunta Fugatti cala la mannaia sul lavoro''. Il riferimento è proprio al taglio di 5,5 milioni alle politiche del lavoro.

 

“Una scelta gravissima che determinerà una vera emergenza – dicono i tre segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino, Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E’ incomprensibile, anche alla luce delle decisioni che l’esecutivo ha assunto sul fronte delle imprese in questa legge di stabilità. Di fatto tutte le misure a sostegno delle aziende vengono confermate, sia gli sgravi Irap che gli incentivi, rimandando all’anno prossimo il nuovo assetto delle imposte locali e a marzo la revisione dei contributi alle imprese che a quanto ci risulta sta avvenendo con un confronto riservato alle associazione datoriali. Qui, invece, si taglia sul lavoro e senza neppure aprire un vero dialogo con chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori in Trentino”.

 

Per i sindacati il ridimensionamento del bilancio di Agenzia del Lavoro si tradurrà in un contenimento della spesa per la formazione e la riqualificazione professionale, verranno bloccati gli incentivi alle assunzioni stabili per i disoccupati deboli, si cancella la staffetta occupazionale che garantisce non solo una riduzione d’orario ai lavoratori anziani, ma soprattutto l’ingresso stabile di giovani sul mercato del lavoro. Stop, inoltre, al reddito di attivazione, cioè l’incentivo economico per i disoccupati che accettano una nuova occupazione, e alle misure di conciliazione per le lavoratrici autonome; c’è il rischio più che concreto, spiegano ancora Cgil, Cisl e Uil, infine, che, almeno in prospettiva, anche i lavori socialmente utili per disabili e svantaggiati vengano ridotti.

 

Il tutto, parrebbe per una precisa scelta politica perché non parrebbe collegato al fatto che calano le risorse nel bilancio della Provincia. La giunta Fugatti, infatti, continuerebbe a insistere su politiche di welfare familiare che tra pochi mesi saranno superate, perché più vantaggiose per i cittadini, dalle norme del tanto vituperato governo nazionale (come vi avevamo spiegato QUI). ''Non ha alcun senso insistere su bonus bebè e bonus nido a livello locale quando ci sono misure analoghe che verranno assunte a livello nazionale. Questi interventi non saranno tra loro cumulabili, se non parzialmente – insistono i tre segretari -. Le risorse provinciali potenzialmente risparmiabili, che valgono 8 milioni di euro del bilancio Pat, vanno investite per incentivare l’occupazione femminile ed estendere i servizi di conciliazione per sostenere le donne che lavorano e per le famiglie che hanno carichi di cura importanti, legati ai figli ma anche, e sempre di più, ai familiari anziani. E’ inconcepibile pensare di poter sprecare risorse dei trentini senza alcun vantaggio per la nostra comunità”.

 

Su questo fronte i sindacati denunciano il fatto di aver chiesto un incontro al Presidente Fugatti il 13 novembre scorso, ma di non aver mai ricevuto risposta. Per questo chiedono non solo di approvare in consiglio provinciale l’emendamento che demanda alla Giunta il blocco delle misure provinciali simili a quelle attuate dallo Stato, ma di destinare subito i risparmi prodotti ad altre voci di bilancio. A questo proposito Cgil Cisl Uil ribadiscono quanto emerso anche nell’ultimo Festival della Famiglia: “I bonus hanno un’efficacia minima o nulla sull’aumento della natalità. Le coppie fanno figli se hanno un buon lavoro e una rete di servizi che li sostenga. Per questo dal nostro punto di vista va esteso e rafforzato l’assegno unico, anche oltre il diciottesimo anno dei figli e servono più servizi per i bambini a cominciare dai nidi, mentre per gli anziani va sostenuto l’invecchiamento attivo e resa capillare la rete di assistenza domiciliare. Si sta sottovalutando quanto investire in questi servizi rappresenti una formidabile occasione di crescita per la nostra economia e l’occasione di creare nuove opportunità di lavoro. Continuare ad immaginare un Trentino dove le persone sono costrette a scegliere tra lavoro e famiglia è avere una visione corta, che guarda al passato invece che al futuro”.

Per tutti questi motivi e per sollecitare la Giunta provinciale ad adottare in Consiglio provinciale le necessarie modifiche al bilancio di previsione della Provincia, Cgil Cisl e Uil organizzeranno lunedì pomeriggio alle 15 un presidio in piazza Dante a Trento.

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