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Trento dedica un luogo a Bartali e ricorda l'eroe della Resistenza Giannantonio Manci

Il consiglio comunale di Trento ha dato il via libera (all'unanimità) alla proposta di Cristian Zanetti di ricordare il grande campione di ciclismo che ha salvato centinaia di ebrei dalla furia nazifascista. Questa mattina la cerimonia per i 74 anni dalla morte del partigiano trentino. L'Anpi: "Resistere oggi vuol dire anche indossare una maglietta rossa pensando a chi muore nel mediterraneo"

Di Luca Pianesi - 06 July 2018 - 17:18

TRENTO. I valori dell'Antifascismo e della Resistenza ribaditi dal Comune di Trento con due mosse avvenute a poche ore di distanza l'una dall'altra: l'ok, arrivato ieri, dal consiglio comunale alla titolazione di un luogo della città a Gino Bartali su input del consigliere di Forza Italia Cristian Zanetti e la commemorazione di Giannantonio Manci avvenuta, alla presenza anche del sindaco Andreatta, questa mattina nella Galleria dei Partigiani tra Piazza Cesare Battisti e via Manci. Nel primo caso si è avuta l'unanimità assoluta dei consiglieri comunali, da destra a sinistra, nel secondo la presenza di molte Anpi provinciali e regionali che hanno ricordato come "resistere oggi" voglia dire anche "indossare una maglietta rossa pensando a chi muore nel mediterraneo e ricordare alla politica il valore dell'umanità".

 

Valore dell'umanità che conosceva bene Gino Bartoli indiscusso campione che rischiò la sua vita per salvare centinai di ebrei dalla furia nazi-fascista. Sotto il sellino della sua bici, infatti, mentre fingeva di allenarsi tra Firenze e Assisi, su è giù per l'Italia centrale, Bartali nascondeva documenti che si rivelarono essenziali per salvare circa 800 ebrei nascosti perché perseguitati. Un uomo straordinario che ha riscattato, in parte, l'onore di un'Italia che si era macchiata di alcuni dei crimini più abietti della storia dell'umanità: le Leggi Razziali e le conseguenti persecuzioni. E per questa ragione è stato inserito tra i "Giusti tra le Nazioni'' dallo Stato di Israele e un mese fa è anche diventato cittadino onorario, postumo visto che è morto nel 2000, di quello stato. 

 

Oggi Trento, come hanno fatto in passato altre città italiane (come Signa, per esempio, che l'anno scorso ha dedicato al grande campione una strada vicina al campo sportivo intitolato a Ferenc Puskàs, fuoriclasse ungherese del calcio anche lui con una storia sportiva e umana straordinaria), ha voluto ricordare il grande campione e, con lui, il 70° anniversario della fondazione di Israele (celebrato anche dal Giro d'Italia qualche settimana fa). La proposta come detto, è arrivata da Forza Italia e anche se era stata lanciata a metà maggio, mentre Trump spostava la sede dell'ambasciata a Gerusalemme con tutto quel che ne è seguito, fortunatamente ha superato rischiose strumentalizzazioni e si è trasformata in una bella occasione per ribadire la straordinarietà di questo campione e così tutto il consiglio comunale, da destra a sinistra, si è trovato d'accordo nell'approvare la mozione.

 

Come straordinario è stato Giannantonio Manci, fiero antifascista durante il ventennio e dal '43 alla testa del Cln e della resistenza trentina. Fu tradito da una spia e arrestato dalla Gestapo il 28 giugno 1944. Dopo giorni di prigionia a Bolzano il 6 luglio del '44 si gettò da una finestra togliendosi la vita piuttosto che rischiare di parlare sotto tortura. Per questo ottenne la medaglia d'oro al valor militare e oggi è stato ricordato davanti alla lapide della Galleria dei Partigiani. Due uomini importanti e amati che si sono battuti per ribadire il valore dell'umanità ieri come oggi.  

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