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A Trento arriva 'Il Muro della Gentilezza', in piazza Fiera si potranno donare abiti per i meno fortunati

La proposta è arrivata dal consigliere Cristian Zanetti. Dalla prossima settimana chi ha un cappotto, un vestito, una giacca in buono stato che non usa più, potrà appenderli in questo “armadio speciale”. A chi invece manca qualcosa per proteggersi dal freddo, potrà prendere quello che gli serve senza restituirlo

Foto tratta da internet nel quartiere Brancaccio
Pubblicato il - 10 dicembre 2019 - 12:52

TRENTO. Si chiamano “walls of kindness”, appunto muri della gentilezza, quei luoghi in città dove è possibile procurarsi, o al contrario donare, giacche, sciarpe, cappelli, maglioni e tanto altro che può servire per affrontare meglio l’inverno.

 

L'iniziativa diffusa, in numerose parti del mondo, ora arriverà anche a Trento. Il Consiglio comunale su proposta del consigliere Cristian Zanetti ha deciso di realizzare il 'Muro della gentilezza' posizionando una sorta di armadio in piazza Fiera e incoraggiando la gente a donare abiti che non usa più e che possono usare le persone meno fortunate.


L’idea del 'Muro della gentilezza' è nata nel 2015 in Iran da un movimento caritatevole che prevedeva appendiabiti sui muri in strada, per donare abbigliamento invernale ai senzatetto e fu chiamato “The wall of Kidness”. Poi si è diffuso in Cina, in Svezia e in tanti posti del mondo comprese numerose città italiane.

 

A Trento il progetto è stato portato avanti dall’ufficio Politiche giovanili. L’armadio, ad oggi spoglio, verrà completato e decorato nel prossimo fine settimana con una pittura artistica ad opera dell’artista Senka Semak, che sarà al lavoro nelle giornate di sabato e domenica. “Il Muro della gentilezza – ha spiegato l'artista - oltre alla sua funzione pratica, veicola già di per sé un messaggio di condivisione, solidarietà sociale e di cura dell’altro o del meno fortunato”.

 

La pittura trasformerà l'armadio in una sorta di corridoio nello spazio, da cui escono dei palloncini bianchi che porteranno appesi i vari capi. “Il palloncino – viene spiegato - trascinato dalle correnti, si presta al concetto del donare senza ricevere, del dare all’altro senza necessità di conoscerlo, del lasciare che il vento porti il tuo dono a chi ne ha bisogno”. Lo slogan usato sarà quello già citato in tutto il mondo: “Se non ne hai bisogno lascialo. Se ne hai bisogno prendilo”.

 

Dalla prossima settimana chi ha un cappotto, un vestito, una giacca in buono stato che non usa più, potrà appenderli in questo “armadio speciale”. A chi invece manca qualcosa per proteggersi dal freddo, potrà prendere quello che gli serve senza restituirlo.

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