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Caporalato in Trentino, costretti a lavorare sorvegliati e controllati con il Gps. Coinvolti 82 lavoratori

Le indagini portate avanti dalle Fiamme Gialle di Egna hanno consentito di individuare la persona che reclutava un numero elevato di lavoratori di nazionalità pakistana e indiana soprattutto nella zona di Trento. 

Di G. Fin - 27 June 2019 - 12:37

TRENTO. Venivano reclutati principalmente nella zona di Trento per consegnare volantini sia in Trentino che in Alto Adige. Lavoravano dalle 12 alle 15 ore al giorno, spesso anche durante i giorni festivi, percependo un salario giornaliero tra i 30 e i 50 euro. Senza malattia retribuita, ferie e riposi settimanali. Durante tutte le ore di lavoro venivano sorvegliati e monitorati con il Gps.

 

E' un'operazione di contrasto al caporalato quella che i Finanzieri della Tenenza di Egna sono riusciti a portare a termine portando alla luce un grave fenomeno di sfruttamento del lavoro realizzato mediante condotte di prevaricazione nei confronti di 82 lavoratori.

 

L’attività ha preso le mosse dal monitoraggio di alcuni lavoratori, tutti stranieri, impiegati nella consegna di volantini pubblicitari “porta a porta” nella bassa atesina e in altre zone della provincia di Bolzano e di Trento. Per gli spostamenti e le consegne i lavoratori utilizzavano biciclette messe a disposizione dal datore di lavoro.

 

Gli accertamenti eseguiti, sia in merito agli orari di lavoro che alle modalità di svolgimento del rapporto d’impiego, hanno condotto i militari a sviluppare più approfondite indagini, che hanno consentito d’individuare un’impresa individuale (con sede in provincia di Vicenza) che aveva reclutato un numero elevato di lavoratori di nazionalità pakistana e indiana. Il titolare della ditta aveva creato un sistema volto ad allargare il proprio giro d’affari mediante l’impiego irregolare di manodopera.

 

I lavoratori, privi di mezzi di sussistenza alternativi, venivano reclutati, principalmente, nella zona di Trento e trasportati sui luoghi di lavoro in tutta la regione. Gli addetti, in sella alle biciclette che venivano loro fornite, erano costretti a lavorare sotto continua sorveglianza, dato che seguivano dei percorsi di distribuzione prestabiliti e venivano monitorati tramite sistemi GPS.

 

La Guardia di Finanza di Egna, dopo un’approfondita indagine contraddistinta da numerosi rilievi e riscontri, nonché dall’acquisizione di molteplici testimonianze, ha deferito alla Procura della Repubblica di Bolzano una persona di nazionalità indiana di 38 anni residente in provincia di Vicenza, ritenuta responsabile del reato di sfruttamento del lavoro (il cosiddetto “caporalato”), che prevede la pena della reclusione da uno a sei anni.

 

Nel caso specifico, essendo il numero di lavoratori sfruttati molto elevato, è previsto un significativo aumento di pena. Per ragioni collegate alla competenza territoriale, l’inchiesta giudiziaria è stata successivamente radicata presso la Procura della Repubblica di Trento. Al termine dell’attività investigativa, il reparto ha provveduto a notiziare gli uffici competenti dell’Inps e dell’Inail di Bolzano per il recupero dei contributi previdenziali e assistenziali non versati nonché per l’applicazione nei confronti del datore di lavoro delle previste sanzioni amministrative.

 

L’attività svolta dalla Guardia di Finanza di Egna, fa seguito a un’analoga operazione portata a termine a maggio dello scorso anno. (QUI L'ARTICOLO)

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