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Dalla prostituzione allo spaccio, la mafia nigeriana anche in Trentino. L'esperto: ''Dalle strade spostati negli appartamenti. Le organizzazioni cercano 'zone fertili' come la nostra''

Massimo Kunle D'Accordi, giurista, ricercatore e consulente in materia di immigrazione è un profondo conoscitore della mafia nigeriana. Sua una delle ricerche più importanti sul fenomeno. Fondamentale l'attenzione messa dalle forze dell'ordine. "Sul piano locale - spiega - la penetrazione e il radicamento delle organizzazioni mafiose nigeriane dipenderà anche dalle azioni, sul piano sociale e della conoscenza, che il Trentino saprà attuare per fronteggiare il fenomeno"

Foto da internet
Di Giuseppe Fin - 13 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. Si avvale della forza di intimidazione trasformandosi in vero e proprio carnefice, ha una struttura e soprattutto riesce ad assoggettare le proprie vittime puntando sull'omertà. La mafia nigeriana qualcuno l'ha già definita una sorta di “piovra nera”. I suoi tentacoli sono arrivati anche in Trentino. I segnali sono tanti e lo confermano le operazioni condotte da carabinieri e polizia molto attente a questo fenomeno.

 

Non stiamo parlando solo di tratta e sfruttamento della prostituzione. Ma per la mafia nigeriana il Trentino è terra vergine per l'attività di spaccio di cocaina, di passaggio per i cosiddetti ovulatori per raggiungere poi l'Europa e per l'accattonaggio. Se nel resto d'Italia per occupare le piazze deve scendere a patti con la camorra e cosa nostra, qui nel ricco Trentino la strada è ancora pressoché libera. I nigeriani vanno ad occupare quegli spazi e quelle attività lasciate dalla malavita italiana che nel corso degli anni è diventata sempre più strutturata e interessata a ben altri affari economico-finanziari.

 

Non conta il luogo. Si può trovare in piazza Dante tra gli spacciatori nigeriani che ormai hanno preso il posto dei magrebini ma anche nelle valli. E' una mafia molto mobile. E in tutti i casi le donne conservano un ruolo apicale.

 

La tratta e lo sfruttamento della prostituzione è solo quindi una parte, se pur importante, dell'attività. (Lo si può ben vedere anche nel film drammatico 'Joy' diretto e scritto da Sudabeh Mortezai, disponibile su Netflix, che racconta la storia di una ragazza nigeriana costretta a stare in strada per saldare il proprio debito ai suoi carnefici).

 

Il fenomeno è stato studiato e approfondito sul campo da Massimo Kunle D'Accordi, giurista, ricercatore e consulente in materia di immigrazione, nato in Nigeria e cittadino italiano, è un esperto di organizzazioni criminali nigeriane. Ha svolto ricerche scientifiche in Nigeria e in altri Paesi dell’Africa occidentale, in materia di organizzazioni criminali transnazionali, tratta di esseri umani, traffico di migranti e traffico di droga.

 

 

Ci sono state, anche di recente, alcune operazioni delle Forze di Polizia che hanno fatto venire a galla degli episodi di tratta degli esseri umani e di sfruttamento della prostituzione anche in Trentino. Sono nuovi campanelli d'allarme per il nostro territorio? Come è oggi la situazione?

 

Sì, anche in Trentino, come in Alto Adige e in tutto il territorio nazionale, dal 2013 in poi, vi sono state delle operazioni delle forze di polizia per contrastare le associazioni per delinquere finalizzate alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione di giovani donne nigeriane. Il territorio del Trentino rappresenta un luogo di passaggio verso l'Austria, la Germania, l'Olanda e altri Paesi europei, dove le giovani donne nigeriane vengono avviate alla prostituzione o ad altre forme di sfruttamento sessuale. In Trentino, la situazione è "stazionaria" e le associazioni che si occupano del fenomeno compiono ogni giorno azioni volte ad aiutare le giovani donne a recuperare la loro libertà e dignità.

 

Anche in Trentino lo sfruttamento della prostituzione sta cambiando? Alcune associazioni e cooperative che seguono il fenomeno hanno spiegato che si è passati dalla strada agli appartamenti e sono aumentate le difficoltà di mettersi in contatto con le ragazze per aiutarle.

Si registra un aumento della prostituzione indoor, all'interno di appartamenti o in occasione di feste organizzate in locali. E' molto difficile mettersi in contatto con le giovani donne nigeriane, a causa delle intimidazioni delle organizzazioni criminali, della condizione di assoggettamento delle vittime e dell'omertà all'interno della comunità nigeriana.

 

Come vengono sottomesse le giovani donne vittime di tratta?

Con il juju, rito animistico ed esoterico caratterizzato da spiritismo e misticismo, del quale si servono le organizzazioni criminali per assoggettare psicologicamente le giovani donne da avviare alla prostituzione. Le ragazze sono terrorizzate anche per le possibili ritorsioni nei confronti dei familiari rimasti in Nigeria.

 

Da dove arrivano le ragazze che vengono costrette alla prostituzione a Trento o Rovereto? Che fascia di età hanno? Si è sentito parlare sempre più spesso di prostituzione cinese. E' un nuovo fenomeno?

Con riferimento alla Nigeria, le giovani donne che vengono costrette alla prostituzione, arrivano dalla zona meridionale di questo Paese, precisamente dall'Edo State e da Benin City, dove sono presenti organizzazioni criminali di carattere transnazionale. In altre parti d'Italia, lo sfruttamento della prostituzione cinese avviene in centri massaggi che offrono massaggi "relax" o "romantici", dietro i quali si cela lo sfruttamento della prostituzione. Non si può escludere che anche le organizzazioni criminali cinesi siano interessate a insediarsi in Trentino.

 

Chi sono le vittime di tratta che vengono accolte in Trentino?

Le vittime di tratta accolte in Trentino provengono principalmente dalla Nigeria e dai Paesi dell'Est Europa. Per quanto riguarda la Nigeria, si tratta di donne giovani, quasi sempre tra i 16 e i 25 anni, con un basso livello di istruzione. Provengono da famiglie particolarmente disagiate e con problemi economici, da contesti socio-ambientali non semplici. A volte, sul loro corpo sono evidenti i segni delle violenze e delle torture subite. Spesso rivelano problemi comportamentali, aggressività e introversione. Le vittime di tratta e di sfruttamento sono principalmente giovani donne, ma vi sono anche giovani uomini.

 

Le ragazze vittime di questi fenomeni come vengono a contatto con i criminali? Cosa viene a loro promesso?

Le ragazze nigeriane vengono reclutate in Nigeria con la falsa promessa di un lavoro in Italia o in Europa. Può accadere che le ragazze siano costrette o convinte, dai propri familiari, a venire in Italia, ben sapendo che il loro destino sarà la schiavitù sessuale. Per arrivare in Italia, le ragazze vengono sottoposte al già citato rito juju e si impegnano a consegnare alle loro sfruttatrici (dette madam) i proventi derivanti dalla prostituzione fino alla somma di 25-30 mila euro, al fine di essere liberate. Per alcune ragazze, l'arrivo in Italia è il frutto di una scelta, per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle della famiglia rimasta in Nigeria.

 

Non si conosceva nel nostro territorio, ma la mafia nigeriana si sta affacciando anche da noi? Come funziona? C'è una gerarchia o una qualche struttura?

La mafia nigeriana è penetrata in Italia verso la fine degli anni 90. Si tratta di una organizzazione con una struttura a cellule, collegate da un fitto network basato sull’appartenenza etnico-familiare, prima ancora che nazionale. La mafia nigeriana origina nella parte meridionale della Nigeria, in particolare da Benin City, che è la capitale dell'Edo State.

Nel panorama delle mafie straniere le formazioni nigeriane si confermano le più dinamiche e strutturate. La dimensione che questo fenomeno criminale ha assunto in Italia trova conferma anche nella Relazione della Direzione Investigativa Antimafia del 2018.

 

Gli interessi prevalenti delle organizzazioni criminali nigeriane sono nel traffico e nello spaccio di droga, nell’immigrazione clandestina, nella tratta degli esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione. Si tratta di gruppi che operano all’interno di una rete articolata che collega alla madrepatria aggregati criminali disseminati in tutta Europa e nel resto del mondo.

 

Negli ultimi anni, le indagini delle forze di polizia hanno rivelato la penetrazione nel territorio nazionale della mafia nigeriana, tramite i secret cults. Black Axe, Eiye, Maphite, Vikings sono i nomi dei principali secret cults presenti in Italia. Nel Sud della Nigeria, ne esistono tanti altri, anche composti solamente da donne, come Daughters of Jezebel o Black Bra. Si tratta di gruppi criminali con una organizzazione interna che prevede riti di affiliazione, ruoli, gradi, gerarchie e codici di comportamento che gli affiliati devono rispettare.

 

E' necessario alzare la soglia di attenzione sul fenomeno della mafia nigeriana?

La mafia nigeriana va analizzata e affrontata in chiave comparata e transnazionale, tenendo in considerazione il contesto di origine di questo fenomeno e le sue proiezioni a livello internazionale. In relazione a una organizzazione criminale nigeriana attiva a Torino, la Corte di Cassazione nel 2015 ha riconosciuto il reato associativo mafioso ex art. 416 bis del codice penale, perché sono state dimostrate la forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, la condizione di assoggettamento e di omertà dei membri dell'organizzazione, il controllo dei sodali del gruppo criminale e la commissione di gravi condotte delittuose. In Trentino, la mafia nigeriana penetra "silenziosamente", con reati come la tratta di persone, lo sfruttamento della prostituzione, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

 

Che situazione riscontra in Trentino?

Il Trentino va collegato con l'Alto Adige e va tenuta in considerazione la posizione geografica di confine in relazione al transito di persone e al traffico di droga. Inoltre, va tenuta in considerazione la vicinanza con il Veneto, la Lombardia e l'Emilia Romagna, dove vi sono state ripetute operazioni delle forze di polizia per contrastare le attività delle organizzazioni criminali nigeriane. Le organizzazioni criminali nigeriane cercano "zone fertili" come il Trentino. Tuttavia il contrasto a questo fenomeno da parte delle forze di polizia è stato sinora tempestivo ed efficace.

 

Un territorio come il nostro è capace di affrontare questi fenomeni? Come?

Sul piano locale, la penetrazione e il radicamento delle organizzazioni mafiose nigeriane dipenderà anche dalle azioni che il Trentino saprà attuare per fronteggiare il fenomeno. Da un lato, azioni sul piano sociale, al fine di favorire una costruttiva presenza della comunità nigeriana, basata sulla legalità. Importantissimo, in questo senso, il ruolo degli enti pubblici e della società civile. Da un altro lato, il fenomeno va contrastato con strategie innovative, basate sulla conoscenza. In questo senso, si potrebbe pensare a dei corsi di formazione specifici sulla Nigeria e sulle organizzazioni criminali nigeriane, per arricchire il patrimonio di conoscenze dei corpi di polizia locale e delle altre forze di polizia.

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