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Dalzocchio attacca Rossi per l'astensione sui voucher. Lui replica: ''Semplice: io non sono in quella commissione non posso votare''

La capogruppo in consiglio provinciale attacca anche Luca Zeni per il voto di astensione. Il consigliere del Pd risponde: "Fra un'invettiva e l’altra, forse servirebbe un po’ di tempo anche per considerare gli avvenimenti per come sono e senza alcun occhiale salvinianamente deformante della realtà"

Pubblicato il - 26 September 2019 - 20:51

TRENTO. “Peccato che, con uno spirito di dissenso ormai aprioristico, i consiglieri Rossi e Zeni abbiano optato per un voto di astensione verso quella che, in fin dei conti, è la conferma di una misura già varata nella precedente Legislatura e, quindi, da loro stessi”. E' questo il commento che è arrivato quest'oggi dalla capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio, in merito alla votazione che si è tenuta in Quarta Commissione e che come primo punto all'ordine del giorno, ha riguardato “Voucher culturale per le famiglie”.

 

Un commento che potrebbe rientrare nella normale dialettica politica tra maggioranza e opposizione se non fosse per un particolare: il consigliere del Patt Ugo Rossi non è un componente della commissione.

 

Nella quarta commissione, quella che si occupa di politiche sociali, sanità, sport, attività ricreative e edilizia abitativa, sono presenti Claudio Cia come presidente e poi Paola Demagri (Vicepresidente) e a seguire Katia Rossato, Alessia Ambrosi, Lucia Coppola, Mara Dalzocchio, Luca Zeni, Pietro De Godenz, Filippo Degasperi, Luca Guglielmi, Giorgio Leonardi e Vanessa Masè.

 

Come si può ben notare Rossi non è presente e a stretto giro è arrivato il comunicato dell'ex governatore. “ La collega Dalzoccchio forse presa dalla foga comunicativa e censoria dei comportamenti altrui, era probabilmente distratta perché io non ho votato in quanto non faccio parte della quarta commissione, ma ero presente per le audizioni di un mio ddl”.

 

L'attacco della consigliera leghista è diretto anche a Luca Zeni. “Nello specifico – ha spiegato sempre nello stesso comunicato - osservo come il consigliere Zeni, pur di attaccare la Giunta, abbia sostenuto la tesi di un 'taglio' delle risorse per il voucher culturale che, semplicemente, non esiste. Infatti, come non ha mancato di evidenziare l’Assessore Segnana, ciò a cui il consigliere del Pd ha fatto riferimento è il ridimensionamento dal carnet per il percorso teatri/cinema da 140 a 100 euro per minore. Peccato che non sia 'un taglio', bensì una deliberata rimodulazione per consentire ai minori di soddisfare la percentuale dell’80% del percorso musicale, dato che lo scorso anno era risultato difficile far utilizzare al minore 10 ingressi a cinema e teatri nel corso di un anno. Con il carnet a 100 euro è invece risultato più facile raggiungere la percentuale dell’80% prevista dai criteri”.

 

Anche in questo caso a rispondere alla capogruppo della Lega è il diretto interessato. “Il sottoscritto – ha spiegato Luca Zeni - ancora in data 12 settembre scorso, aveva presentato su tale questione una interrogazione in Consiglio provinciale, interrogazione che, come sempre più spesso accade alla legittima attività di controllo dei Consiglieri, non ha ottenuto risposta alcuna dalla Giunta provinciale, secondo una ormai nota prassi davanti a quesiti politicamente difficili e complessi.

Fra un invettiva e l’altra, forse servirebbe un po’ di tempo anche per considerare gli avvenimenti per come sono e senza alcun occhiale salvinianamente deformante della realtà. Ne conseguirebbe che, di fronte ad un voto di astensione - che è bene rammentarlo non è un voto contrario, bensì una modalità di possibile condivisione contenutistica e di differenziazione metodologica e ideologica – l’urgenza della critica potrebbe cedere il passo alla ragionevolezza. Quanto poi scambiare comunque un taglio di fondi per un aiuto, la dice lunga circa la percezione della realtà e se proprio si voleva “migliorare” l’offerta dei “voucher” culturali estendendoli ad una maggior utenza, bastava ridurre la percentuale di utilizzo prevista tra i criteri per l’erogazione, anziché il fondo che li finanzia”.

 

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