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I lavoratori del portierato e delle pulizie protestano davanti al Palazzo della Provincia: "La giunta se n'è lavata le mani"

Continua la vertenza dei lavoratori del settore delle pulizie, che questa mattina hanno assistito all'interrogazione consiliare del pentastellato Degasperi. La risposta di Fugatti pare non averli soddisfatti, e per domani è previsto un presidio di protesta anche contro il bando confezionato dal Comune di Trento

Di Davide Leveghi - 10 September 2019 - 19:28

TRENTO. Continua la battaglia sindacale degli addetti ai servizi di pulizia. Questa mattina i lavoratori delle tre sigle sindacali hanno protestato davanti al Consiglio provinciale, partecipando da spettatori alla interrogazione consiliare del pentastellato Filippo Degasperi, in cui si chiedeva maggiore chiarezza sul ruolo dell'amministrazione pubblica nella concessione degli appalti ad aziende esterne e sulle condizioni contrattuali peggiorative.

 

L'esito dell'intervento, con la successiva risposta del governatore Maurizio Fugatti, ha lasciato l'amaro in bocca ai lavoratori, che per bocca delle sindacaliste Paola Bassetti (Filcams) e Francesca Vespa (Fisascat) hanno dichiarato: “Siamo assolutamente insoddisfatti dalle parole del presidente Fugatti. Da lui e dalla giunta ci aspettiamo una presa di posizione politica sulla questione degli appalti. Invece il presidente ha preferito lavarsene le mani nascondendosi dietro una risposta meramente tecnica, senza affrontare il nodo politico della situazione. In ogni caso resta il fatto che Apac ha responsabilità precise sull'appalto dell'Università. Non ammetterlo è grave”.

 

A protestare sotto il Palazzo provinciale c'erano infatti i lavoratori e le lavoratrici del portierato dell'Università, soggetti con il nuovo contratti a condizioni salariali e lavorative peggiorative. La protesta continua da mesi, senza trovare nell'interlocutore pubblico alcun riscontro positivo o alcun appoggio per una soluzione di tutela dei diritti dei lavoratori.

 

Le questioni in ballo nella manifestazione di oggi erano diverse, unendo diversi bandi confezionati da Apac, non solo per il portierato, con la riduzione delle retribuzioni e il peggioramento delle condizioni contrattuali di 54 persone, ma anche per il mega-appalto per la gestione delle pulizie di tutti gli enti locali trentini. In totale, nella nostra provincia, i lavoratori coinvolti sarebbero circa 200.

 

Duri i tre segretari generali delle tre principali sigle sindacali, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Aletti: “E' inconcepibile e grave che il presidente Fugatti non intenda incontrare chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore che con i nuovi bandi di gara rischiano di restare senza lavoro o, nella più rosea delle ipotesi, di vedersi decurtati i già miseri stipendi. Quanto sta accadendo è sotto gli occhi di tutti. Lo dimostra il nuovo affidamento per il servizio di portineria dell'Università”.

 

Siamo di fronte ad un tentativo – continuano – di tagliare sui costi dei servizi, senza assicurare adeguate tutele ai lavoratori, che ricordiamo in questo caso sono tutti lavoratori deboli, spesso con contratti part time e paghe bassissime”. Il cambio di contratto, infatti, non rispetterebbe la clausola sociale creata per mantenere stabili le condizioni economiche in caso di passaggio ad una nuova azienda appaltatrice.

 

“ La clausola sociale rafforzata prevista dalla legge provinciale sugli appalti prevede questa tutela – insistono i sindacati – e per questo è stata condivisa nel Tavolo Appalti. Quanto accaduto agli addetti alle portinerie è la dimostrazione, però, che interpretazioni non corrette da parte dell’Amministrazione provinciale rendono meno efficace la norma a tutela dei lavoratori. Ciò, per quanto ci riguarda, non può accadere”.

 

La questione sollevata dai sindacati, d'altronde, non si limita alla vertenza dei lavoratori delle pulizie, ma interessa tutti quegli appalti di servizi dove il costo del lavoro rappresenta la parte più consistente della base d'asta, per cui, a loro modo di vedere, si dovrebbe procedere con gare solo sull'offerta tecnica e quindi a prezzo fisso, senza permettere l'abbassamento dei salari. A riguardo, i tre leader sindacali hanno aggiunto: “ Anche per questo continuiamo a chiedere la sospensione dell'aggiudicazione della gara per i servizi di pulizia in fase di analisi presso l'Apac e la garanzia di una soluzione che tuteli le condizioni salariali e di lavoro di chi opera nell'appalto delle portinerie, a partire da quelle dell'Università di Trento”.

 

E mentre la vertenza provinciale prosegue, con la richiesta ribadita da parte dei sindacati di un incontro chiarificatore e decisivo con la giunta, anche in campo comunale si rinnovano le proteste. Domani infatti i lavoratori hanno annunciato un presidio davanti a Palazzo Thun contro il bando confezionato dall'amministrazione sindacale dalle 17 alle 19. “ Ci attendiamo delle risposte dal Comune – hanno affermato Bassetti e Valente - ma ad oggi tutto resta in silenzio. Le informazioni sull’evolversi della situazione, sui vari incontri di approfondimento le apprendiamo solo dai mezzi di informazione, nonostante avessimo avuto precise rassicurazioni di essere informati tempestivamente da parte del sindaco”.

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