L'alpino Pio Lorenzini scomparso nel '43 è ''tornato'' a casa. Alla famiglia la piastrina di riconoscimento
Il sindaco Alessandro Andreatta ha consegnato la piastrina alla famiglia nel corso di una serata organizzata dalla sezione di Trento dell'Ana a Mattarello

TRENTO. Pio Lorenzini, a 23 anni, era stato arruolato nel 1940 e di lui non si seppe più nulla dopo la tragica battaglia di Nikolaevka. Dal fronte russo era arrivata la sua ultima lettera datata 1 gennaio 1943 e poi nessuno aveva più avuto notizie dell'alpino partito da Mattarello a combattere per il suo Paese.
Dopo oltre 70 anni la sua famiglia ha potuto stringere fra le sue mani la sua piastrina di riconoscimento. A consegnarla alla sorella Maria e ai nipoti che vivono ancora nella casa da dove l'alpino partì per la guerra è stato venerdì sera il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta.
L'occasione è stata l'iniziativa “Una gioventù spezzata” organizzata a Mattarello dalla sezione di Trento degli Alpini ed ha visto anche la lettura di alcune lettere che lo stesso Pio Lorenzini aveva inviato alla propria famiglia.
Nella battaglia di Nikolaevka le perdite italiane furono altissime, le truppe sul fronte furono decimate e completamente disorganizzate anche se riuscirono comunque a raggiungere Shebekino il 31 gennaio del 1943, località al di fuori della "tenaglia" russa. Il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata, il Corpo d'Armata Alpino contava 61.155 uomini. Dopo la battaglia di Nikolaevka si contarono 13.420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7.500 feriti o congelati. Circa 40.000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati. Migliaia di soldati vennero presi prigionieri e radunati dai sovietici in vari campi.




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