"L'Italia che resiste", anche a Trento sabato il presidio contro le ''Politiche inumane del Governo''
Si terrà sabato a partire dalle 14 in via Belenzani davanti il palazzo del Comune. I promotori: ''E' l’ora di assumersi una responsabilità in prima persona e di contarci. Dobbiamo mettere davanti a tutto l’esigenza di costruire un grande movimento di resistenza civile che riscatti l’Italia"

TRENTO. Dire no alle scelte di chi vorrebbe lasciare morire in mare coloro che scappano da guerra, fame e povertà, di chi interrompe i percorsi di assistenza e integrazione, di chi istiga all’odio e alla xenofobia dimenticando gli storici valori di accoglienza e convivenza civile. Il 2 febbraio anche a Trento, davanti il palazzo del Comune, ci sarà “L'Italia che resiste”, il presidio di cittadini e associazioni che si sono autoconvocati per dire no alle attuali politiche portate avanti dal governo locale e nazionale.
L'iniziativa coinvolge tante altre città italiane. Sabato 2 febbraio alle 14 l'appuntamento è fuori dalle porte del Comune di Trento per dare vita a una manifestazione pacifica e apolitica per far sentire la propria voce e dire basta, in contemporanea in tantissime altre città italiane e insieme a altre persone scese in strada per “L’Italia che resiste”.
“L’aspirazione – hanno spiegato gli organizzatori in una nota - è quella di far passare il concetto che ci sono migliaia di cittadine e cittadini intenzionati a contrastare le politiche del Governo che vanno riportando nel nostro paese razzismo e xenofobia. Manifestiamo per restare umani e chiediamo a ciascuno di sentirsi come una cellula di un grande organismo carico di dignità e di solidarietà, è l’ora di assumersi una responsabilità in prima persona e di contarci. Dobbiamo mettere davanti a tutto l’esigenza di costruire un grande movimento di resistenza civile che riscatti l’Italia, portando con sé valori positivi di uguaglianza e di integrazione, mettendo al bando ogni rancore, che divide e non risolve alcun problema. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti”.
All'iniziativa finora hanno aderito e dato supporto: Comitato associazioni Pace e Diritti Umani, Ipsia del Trentino, ATAS onlus, Anpi Trentino, CNCA Trentino Alto Adige, La Savana Onlus - Pagina Ufficiale, ACLI Trentine, Cgil del Trentino, Uil, Caritas Trento, Arte Migrante Trento, Comun'Orto, Primaveratrentina, Docenti Senza Frontiere, Tam Tam Per Korogocho, Unimondo, FUTURA2018, Viração&Jangada, Movimento Nonviolento del Trentino, Liberi E Uguali del Trentino, Non una di meno – Trento, GAV Gruppo Autonomo Volontari per la Cooperazione e lo Sviluppo del Terzo Mondo, CAVA Coordinamento Associazioni della Vallagarina per l'Africa, Arcigay Trento, I sentinelli di Trento, associazione culturale Lavistaperta di Lavis.


















