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| 10 set 2019 | 11:06

Omicidio di Nago, Manfrini continua a non parlare. C'è pericolo di fuga e ci sono gravi indizi di colpevolezza, resta in carcere

Al carcere di Spini si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto. Se nei giorni scorsi solo gli inquirenti, coordinati dal pm Fabrizio De Angelis, hanno trattato il caso, ieri è toccato al gip Monica Izzo esprimersi sulla vicenda: ci sono gli estremi per tenere Manfrini in carcere in quanto ci sono gravi indizi di colpevolezza, sufficienti in questa fase preliminare, e un pericolo di fuga

Omicidio di Nago, Manfrini continua a non parlare
di Redazione

TRENTO. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Marco Manfrini, il 50enne in carcere da giovedì scorso e accusato di aver ucciso la moglie Elena Perraro nel giardino del bar "Sesto Grado" di Nago (Qui articolo). Oggi sono previsti i funerali della 43enne nella chiesa Arcipretale di Riva del Garda.

 

Al carcere di Spini si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto. Se nei giorni scorsi solo gli inquirenti, coordinati dal pm Fabrizio De Angelis, hanno trattato il caso, ieri è toccato al gip Monica Izzo esprimersi sulla vicenda: ci sono gli estremi per tenere Manfrini in carcere in quanto ci sono gravi indizi di colpevolezza, sufficienti in questa fase preliminare, e un pericolo di fuga.

 

La vicenda è ormai, purtroppo, nota ma ancora non è chiaro quanto sia effettivamente accaduto quella notte tra mercoledì e giovedì, quando l'uomo, classe '69 di Rovereto, che era in stato confusionale e diceva di essersi svegliato con al fianco la moglie morta, ha chiamato i soccorsi.

 

Gli indizi partono dal fatto che Manfrini era sul luogo del delitto, l'ultimo ad aver visto Perrone viva, quindi era rimasto con lei in giardino e ha chiamato i soccorsi. La donna aveva segni di violenza sul volto, sulla testa e sul collo tra botte e morsi. E la dentiera dell'uomo è stata trovata a terra tra i pouf. I testimoni riferiscono di una sera tranquilla tra la coppia, compreso il post su Facebook di poche ore prima, ma la mattina dopo il 50enne era coperto di sangue. 

 

Si attendono gli esami di laboratorio, dal tossicologico ai rilievi del Ris su indumenti, dentiera e stoffa, ma anche dei pouf, mentre non si esclude di affidarsi a una consulenza psichiatrica, anche per definire la capacità di intendere e volere, e quella del medico legale per ricostruire quei tragici momenti. 

 

carico dell’uomo si è scoperto, risulta esserci poi un ammonimento orale del questore di Trento notificatogli il 28 agosto 2019 dal commissariato di pubblica sicurezza del capoluogo a seguito di emissione di referto medico della moglie del pronto soccorso di Rovereto fattasi visitare dopo una lite coniugale.

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