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"Opera e Università lavorano assieme per il bene degli studenti. Ora a rischio la loro autonomia". La lettera del vicepresidente Giacomo Gallo

Sulle polemiche di queste ore in merito agli emendamenti presentati in Consiglio provinciale dalla maggioranza che porterebbero la Provincia ad avere potere decisionale assoluto per la scelta del presidente dell'Opera Universitaria, interviene il vicepresidente dell'ente per il diritto allo studio 

Pubblicato il - 28 luglio 2019 - 20:46

TRENTO. “Negli anni, Opera e Università hanno dato la piena dimostrazione di saper lavorare in tandem per il bene esclusivo di noi studenti, spogliate da logiche proprie della Politica, in condizione di autonomia”, un valore importante che ora rischia di venir meno. Queste le parole che arrivano da Giacomo Gallo, vicepresidente dell'Opera Universitaria e rappresentante di UniTIN in merito alla querelle che si sta sviluppando in queste ore sulla nomina del presidente che si occupa di diritto allo studio ma non solo.

 

“Sosteniamo con forza – spiega nella lettera Gallo - l’importanza di un’intesa tra Università e Provincia e riteniamo dannosi gli emendamenti, proposti in questi giorni, volti a negarla. È stato paventato uno “strapotere” dell’Università sulla Provincia, ma non è ciò che accadrà, esattamente come ciò non è mai accaduto in passato: Piazza Dante è, infatti, sempre stata ben rappresentata all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Opera stessa”.

 

 

Qui la lettera completa

 

In questi giorni, insieme ai miei colleghi Alberto Fallucca e Veronica Cipriani, assisto – con perplessità e preoccupazione – alla discussione sul futuro dell’Opera Universitaria, Ente in cui abbiamo l’onere e l’onore di rappresentare i 17.000 studenti dell’Ateneo trentino. Come studenti, come fruitori primari dei servizi offerti da Opera, riteniamo che l’Università debba avere un ruolo di comprimario – ruolo che tradizionalmente le è sempre stato riconosciuto dagli scranni più alti di Piazza Dante – e non di mero gregario rispetto a istituzioni e logiche politiche. Siamo preoccupati perché temiamo le conseguenze negative che potrebbero scaturire da un allontanamento tra le realtà coinvolte: conseguenze che, inevitabilmente, ricadrebbero su studentesse e studenti.

 

Sul futuro Presidente si è incentrata in questi giorni la querelle di cui si è potuto leggere qualcosa sulla stampa. Con piacere prendiamo atto delle nette prese di posizione del Consiglio degli Studenti e delle principali associazioni studentesche dell’Ateneo; parole che non solo sottoscriviamo, ma vogliamo arricchire col nostro pensiero.

 

Negli anni, Opera e Università hanno dato la piena dimostrazione di saper lavorare in tandem per il bene esclusivo di noi studenti, spogliate da logiche proprie della Politica, in condizione di autonomia. Tandem che ha certamente influito nel rendere l’Università di Trento uno dei migliori Atenei d’Italia, prestigio confermato, da ultimo, dalla classifica Censis pubblicata solo poche settimane fa: prestigio per il Trentino e per la sua autonomia. Innalzamento della fascia ISEE, rinnovamento degli alloggi e costruzione di nuovi studentati, supporto economico in favore dell’associazionismo studentesco sono solo alcune declinazioni di ciò che questo circolo virtuoso ha saputo produrre. Circolo virtuoso che, a nostro avviso, trova nella condivisione delle scelte più importanti un primo, imprescindibile, elemento.

 

Non comprendiamo come sia possibile cercare di esautorare l’Università da una sua fondamentale prerogativa, alimentando, se non un clima di tensione, un atteggiamento di sconcerto e perplessità da parte delle controparti interessate. Non capiamo per quale motivo si possa optare per il cambiamento in un Ente che ha dimostrato di saper lavorare e saperlo fare bene. Ci meravigliamo per la mancanza di dialogo costruttivo che ha condotto fino a qui, fino al coup de theatre che ora minaccia disequilibro e carenza di dialogo tra Provincia e Università, tra Opera e Università, se non addirittura diffidenza tra le istituzioni.

Con due emendamenti in Consiglio Provinciale, dei quali uno ci risulta già essere stato ritirato, la Maggioranza provinciale potrebbe non solo approvare la modifica delle modalità di nomina, ma pure dei criteri di accesso al ruolo di Presidente. La politica punta i piedi e chiude la porta in faccia all’Università: è una scelta per noi grave e inaccettabile.

 

Come studenti, come rappresentanti dei nostri compagni e colleghi, come Consiglieri di Amministrazione e Vicepresidente dell’Opera Universitaria riteniamo sia questa una scelta sbagliata, che non porterà al bene degli universitari, e una minaccia per l’autonomia dell’Università e degli enti che assicurano il funzionamento dei servizi ad essa complementari.

 

Sosteniamo con forza l’importanza di un’intesa tra Università e Provincia e riteniamo dannosi gli emendamenti, proposti in questi giorni, volti a negarla. È stato paventato uno “strapotere” dell’Università sulla Provincia, ma non è ciò che accadrà, esattamente come ciò non è mai accaduto in passato: Piazza Dante è, infatti, sempre stata ben rappresentata all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Opera stessa.

L’Opera Universitaria è un Ente fondamentale per la comunità studentesca trentina. È l’Ente in cui abbiamo l’onore e il piacere di spenderci per chi, come noi, ha scelto Trento per i propri studi. Speriamo che il futuro sia ancora più positivo rispetto a questi ultimi anni – in cui sono già stati raggiunti risultati straordinari – e riteniamo perniciosa, se non addirittura miope, la strumentalizzazione cui Opera è soggetta in questi giorni, verso la quale esprimiamo il nostro più forte e convinto disappunto.

Giacomo Gallo, vicepresidente Opera Universitaria

 

 

 

 

 

 

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