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| 28 lug 2019 | 23:03

Opera Universitaria, bocciato l'emendamento Cia. Il Consiglio degli Studenti: ''Salvaguardata l'autonomia dell'ente per il bene degli studenti''

La legge provinciale non cambia. Il rettore Paolo Collini e l'assessore Mirko Bisesti dovranno ora trovare la quadra su un nome per la presidenza dell'Opera. Edoardo Meneghini: "Positivo che si sia capito che il metodo di cambiare legge provinciale non era quello giusto. Ora speriamo che Provincia e Università trovino un accordo"

Opera Universitaria, bocciato l'emendamento Cia
di Redazione

TRENTO. Dopo giorni di polemiche attorno alla nomina del presidente dell'Opera Universitaria, questa sera l'emendamento presentato dal consigliere di Agire, Claudio Cia è stato bocciato.

 

Il testo prevedeva, attraverso la modifica di una legge provinciale, la scelta del presidente dell'Opera Universitaria in poche parole direttamente dalla Provincia e il rettore poteva essere sentito ma non sarebbe più servita una intesa. (Qui l'articolo)

 

I voti da parte della maggioranza questa sera non sono però arrivati e l'emendamento Cia è stato respinto. Nel corso della giornata lo stesso assessore Mirko Bisesti aveva parlato di “decisione saggia trovare un accordo con il rettore” sul futuro presidente dell'Opera senza arrivare ad uno scontro (Qui l'articolo). Pensiero questo avvallato anche dalla decisione di ritirare l'emendamento Dalzocchio che aveva un testo simile a quello del consigliere di Agire.

 

La legge provinciale, quindi, rimane tale e quale. Il presidente dovrà essere scelto d'intesa con il rettore dell'Università. Ciò significa che entrambe le parti dovranno accordarsi e questo per il bene degli studenti.

 

Contenti del risultato le rappresentanze studentesche. “E' molto positivo – ha spiegato Edoardo Meneghini, presidente del Consiglio degli Studenti – che all'interno della maggioranza ci si sia resi conto di come cambiare una legge provinciale per certi fini non fosse un metodo adeguato per trovare un'intesa. Ora speriamo davvero che l'Università e la Provincia trovino un accordo su un nome che vada bene ad entrambe”.

 

Per gli studenti, quindi “la decisione della maggioranza di bocciare l'emendamento Cia è stato un gesto che va nella giusta direzione per trovare un soluzione comune”.

 

“Se la Provincia – ha concluso Meneghini – vuole presidiare più attentamente l'università lo può tranquillamente fare attraverso il dialogo”.

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