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Opera universitaria, ritirato l'emendamento Dalzocchio ma Cia tira dritto. Bisesti: ''Saggio trovare accordo''. Gli studenti: ''Non si modifica la legge a proprio piacimento''

Questa mattina è stato chiesto e accettato il ritiro dell'emendamento proposto dalla capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio. Rimane però l'emendamento di Claudio Cia che spiega: "La Pat mette 20 milioni nell'Opera Universitaria e deve poter decidere". Edoardo Meneghini (Consiglio degli Studenti) "Giusto trovare un accordo e per questo si usa la parola 'd'Intesa'. Non si raggiunge, però, modificando a piacimento una legge provinciale"

Di Giuseppe Fin - 28 luglio 2019 - 18:50

TRENTO. E' stata una giornata di tensione all'interno del Consiglio provinciale tra maggioranza e opposizione nella discussione dell'assestamento di bilancio. Al centro ancora le polemiche riguardanti la scelta del presidente dell'Opera universitaria.

 

Un muro contro muro iniziato nei giorni scorsi con la presentazione di due emendamenti, uno della capogruppo della Lega Mara Dalzocchio e l'altro del consigliere di Agire per il Trentino, Claudio Cia, che attraverso la modifica di una legge provinciale, farebbero in modo che il presidente dell'Opera Universitaria fosse deciso unitariamente dalla Provincia. (QUI L'ARTICOLO)

 

Due interventi nati dal mancato accordo tra il rettore Paolo Collini e l'assessore Mirko Bisesti sul nome per la presidenza dell'Ente che si occupa di diritto allo studio. Questa mattina però, qualcosa è cambiato. L'assessore Mirko Bisesti, infatti, ha chiesto alla capogruppo Dalzocchio di ritirare il proprio emendamento. Una richiesta accettata. A rimanere sul tavolo, però, è quello di Claudio Cia che è invece intenzionato a tirare dritto anche in caso di un accordo che potrebbe arrivare proprio in queste ore.

 

“Il dialogo tra me e il rettore continua – ha spiegato l'assessore Bisesti a margine del Consiglio provinciale – anche se speravo di non arrivare ad oggi senza una intesa visto che stiamo discutendo da diverso tempo. Dopo però il diniego arrivato dal rettore su tre nomi che avevo proposto alcune forze della maggioranza non hanno gradito”.

 

Da qui, quindi, la decisione di Cia di andare avanti. I tre nomi proposta dalla Provincia al rettorato sono stati quelli di Franca Penasa, Carlo Andreotti e della professoressa Caterina Mordeglia.

“Fino ad ora – ha spiegato Bisesti - non si è trovata una intesa. Il mio primo nome è stato quello della professoressa Mordeglia ma mi è stato detto di fare altre proposte per una questione gestionale. Ecco allora che abbiamo proposto altri due nomi che dal punto di vista proprio gestionale sono molto competenti”.

 

L'accordo, come già detto, non è arrivato e si sta lavorando per riuscire a trovarlo in tempi brevissimi. Fatto sta che se confermato, l'emendamento di Cia continuerà ad esserci. “Ci tengo a sottolineare – ha chiarito Bisesti - che come esiste giustamente una indicazione da parte dell'Università, ovviamente trattandosi dell'Opera universitaria ed essendo una scelta “d'intesa”, si presume che anche la controparte possa dire qualcosa. Sono convinto che sarebbe saggio trovare un'intesa evitando qualsiasi scontro”.

 

Il consigliere di Agire, Claudio Cia, dal canto suo, non ha per nulla gradito il rifiuto dei tre nomi da parte del rettore. “Io credo che la Giunta debba sentire il rettore e poi decidere – spiega – e non viceversa. Abbiamo proposto tre nomi ma il rettore ha deciso di incaponirsi sul nome dell'attuale presidente dell'Opera Molinari che tra l'altro è stato scelto dall'altra Giunta. Una Provincia che mette oltre 20 milioni di euro sull'Opera Universitaria, che nulla ha a che fare con l'autonomia dell'insegnamento, deve poter decidere”.

 

Ad intervenire nuovamente è anche Edoardo Meneghini, presidente degli Consiglio degli Studenti. “Cambiare la legge provinciale per imporre il proprio punto di vista non significa trovare un accordo” ha spiegato Meneghini che già ieri, facendosi portavoce dell'intero Consiglio che riunisce le varie associazioni studentesche, aveva criticato gli emendamenti.

 

“Noi siamo profondamente convinti – ha continuato - del fatto che sia giusto trovare un accordo in quanto l'Opera universitaria è un ente funzionale della Pat. Proprio per questo nel testo della legge provinciale si usa “d'intesa”. Se la Provincia è disponibile al dialogo ed è interessata a trovare una soluzione comune allora lo dimostri ritirando l'emendamento e sedendosi ad un tavolo”.

 

Per Edoardo Meneghini è comunque positivo “il passo indietro fatto da Bisesti che si è reso conto dell'importanza della collaborazione con l'Università che finora ha portato importanti risultati”. Sulla questione sono tornati ad esprimersi i rappresentanti dell'Unione degli Universitari. Da parte di Udu un appello al consigliere Claudio Cia di “stracciare” l'emendamento e “di lasciare in pace l'Ateneo”.

 

Da qui l'invito a tutti gli studenti a spedire una mail a agireperiltrentino@consiglio.provincia.tn.it con il testo: “Caro Claudio Cia, Le scrivo perché sono una delle molte persone interessate dai recenti avvenimenti che hanno riguardato la nostra Università, vero e proprio fiore all'occhiello del Trentino. In questi giorni, sto assistendo al tentativo di legare il destino del mio Ateneo a quello della Giunta provinciale. Sono rimasto sorpreso dal vostro comportamento: come si può anche solo pensare di arrogarsi l’esclusività della decisione di una figura come quella del presidente dell’Opera Universitaria, che ha la responsabilità del portare avanti, insieme al Rettore e agli organi partecipati, la vita dell’Università e degli studenti? Non posso accettare che il mio futuro possa essere unilateralmente affidato alle vostre amicizie, a nomine e favori politici, senza che vengano richieste le adeguate qualificazioni. Mi auguro di veder ritirato il suo emendamento e che l’Assessore Bisesti, se veramente ha a cuore il futuro dell’Università e del Trentino, si confronti seriamente con il Rettore, al fine di trovare il miglior accordo sul futuro presidente dell’Opera Universitaria”.

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