Contenuto sponsorizzato
| 30 apr 2019 | 14:23

Pinzolo, il sindaco può rientrare a casa. Il tribunale del riesame annulla il divieto di dimora. Cereghini: ''Un grande affetto dai cittadini''

Il sindaco è indagato per turbativa d'asta e peculato, ma può rientrare nel territorio comunale. Michele Cereghini: "La fiducia nella magistratura è stata ben riposta e spero di ritornare alla quotidianità e alla normalità quanto prima". Anche Alessandro Giacomini, ex segretario dei Laici del Trentino, si schiera a favore del primo cittadino

Pinzolo, il sindaco può rientrare a casa

PINZOLO. "La fiducia nella magistratura è stata ben riposta e spero di ritornare alla quotidianità e alla normalità quanto prima", queste le parole di Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo, nel commentare l'annullamento del divieto di dimora all'interno del comune. Il tribunale del riesame di Trento ha, infatti, accolto il ricorso della difesa e per togliere la misura cautelare. 

 

"Questa sera - prosegue il primo cittadino - spero di ritornare dalla mia famiglia e quindi anche al lavoro. Aspetto la notifica per rientrare in comune. In questo periodo sono rimasto molto colpito da calore, fiducia e stima della valle e dei cittadini. Una vicinanza che mi ha aiutato molto in questo momento molto difficile per l'allontanamento dal territorio".

 

Il sindaco è indagato per turbativa d'asta e peculato (Qui articolo). L'inchiesta che coinvolge il sindaco di Pinzolo si è allargata nei giorni scorsi e sarebbero sei gli indagati tra amministrazione comunale e vertici dell'Azienda per il turismo Madonna di CampiglioPinzolo e Valrendena (Qui articolo).

 

Il primo cittadino incassa anche il pieno appoggio di Alessandro Giacomini: "La  misura cautelare, coercitiva e obbligatoria, imposta al divieto di dimora nei confronti del sindaco Michele Cereghini, pone riflessioni e aspetti sul metodo di tale decisione. Molti conterranei si sono chiesti il motivo per cui si è arrivati a tutto ciò, la risposta è semplice ed univoca: l’onestà del sindaco fa troppo rumore. Fa rumore soprattutto quando la stessa risiede in ambienti dove la sua latitanza è storica. Rievoco, ad esempio, un recente passato amministrativo di Pinzolo, dove il bene pubblico per eccellenza, l’acqua, ha sostituito il proprio storico marchio universale con quello “familiare”, così come si è riusciti nell’impresa di corrispondere ad una giornalista 50 mila euro di soldi pubblici".

 

L'ex segretario dei Laici del Trentino prosegue. "Ecco che allora diventa 'necessario' screditare per conformare il tutto, contro la correttezza morale politica e istituzionale del sindaco di Pinzolo, si interviene con la delazione anonima che fin dai tempi antichi era considerata una bestialità, già l’imperatore Traiano, in una lettera a Plino il Giovane riassume alcune raccomandazioni tra cui il divieto assoluto di dar corso a denunce anonime. Questo non è certo il modo, bisogna assumersi ogni responsabilità mettendoci la faccia, troppo semplice attivare la procura della repubblica con l’anonimato, chi ha architettato tutto ciò ha prodotto un doppio danno, ha intenzionalmente intasato la procura in una vacua indagine sottraendo la stessa da altre inchieste, ma soprattutto ha strappato l’onesto primo cittadino dalla propria famiglia. Quindi la procura è secondaria alla vicenda, coinvolta meramente per obblighi istituzionali, chi ha invece agito per delegittimare il rispettabile primo cittadino è riscontrabile nella omertosa e occulta lobby paesana. Tutta la valle è consapevole di chi ha fatto delazione ma nessuno si espone. Quanto sopra indica la strada di chi è il responsabile del tutto".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato