Inchiesta Benko, Vittorio Fravezzi torna agli arresti domiciliari: avrebbe continuato a svolgere attività all'Apsp "Residenza Molino"
L'ex senatore e sindaco di Dro coinvolto nell'inchiesta sugli intrecci tra affari e politica avrebbe continuato ad operare nella struttura nonostante l'obbligo di evitare contatti con la pubblica amministrazione

TRENTO. Vittorio Fravezzi torna agli arresti domiciliari. Questa la decisione del giudice dopo che l'ex senatore e sindaco di Dro, coinvolto nell'inchiesta sugli intrecci tra affari e politica "Romeo", aveva goduto dell'obbligo di dimora per due mesi.
Nel dettaglio, dopo che nei suoi confronti erano scattati i domiciliari lo scorso 3 dicembre, la Procura aveva richiesto la sostituzione della misura con l'obbligo di dimora, con il successivo ok del Gip ad inizio febbraio (QUI ARTICOLO) da quel momento la limitazione per Fravezzi, libero di circolare nel comune di residenza, era però quella di evitare i contatti con la pubblica amministrazione.
Così però, a quanto pare, non è stato: i carabinieri infatti hanno rilevato infatti alcuni elementi che farebbero risultare che Fravezzi, presidente della Apsp "Residenza Molino" di Dro, avrebbe continuato ad operare nella struttura, recandosi inoltre all'interno della stessa.
Dopo la segnalazione, inoltrata ai pubblici ministeri titolari dell'inchiesta "Romeo" Davide Ognibene e Alessandro Clemente, in breve tempo il giudice ha quindi disposto la revoca della misura dell'obbligo di dimora, disponendo da venerdì 18 aprile il ritorno di Fravezzi agli arresti domiciliari.













