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Punto nascite Cavalese, 7 parti in 48 ore? I conti non tornano. Futura: ''Servirebbe una riflessione, senza pregiudizi ideologici''. Il Dolomiti interroga la politica

Ancora una volta vengono lanciati dati diversi rispetto alla realtà. Se si uniscono i numeri fin qui raggiunti al punto nascite nel mese di agosto, i parti sono stati 14, in linea rispetto al trend che si è delineato da quando ha riaperto. Futura: "I numeri dovrebbero chiamare a una riflessione, senza pregiudizi ideologici. Due sono i fattori cruciali: la salute e la sicurezza di partorienti e nascituri e la professionalità del personale sanitario"

Di Luca Andreazza e Luca Pianesi - 23 agosto 2019 - 19:31

CAVALESE. ''Sette parti in 48 ore all'ospedale di Cavalese'', titola oggi, venerdì 23 agosto, il quotidiano l'Adige con un articolo che riporta le dichiarazioni (noi lo avevamo fatto ieri QUI PER LEGGERE) di Alessandro Arici, portavoce dell'associazione Parto per Fiemme che comincia così: "Rispetto il ruolo di tutti, ma i dati di fatto sono completamente diversi rispetto a quanto apparso in questi giorni contro il punto nascita di Cavalese".

 

In realtà, ancora una volta questi dati sono diversi dalla realtà (era già successo le scorse settimane quando sempre lo stesso Adige titolava ''Sabato fortunato con cinque parti'' e sull'online ''All'ospedale di Cavalese nati 5 bimbi in un giorno'' quando vi abbiamo dimostrato che quel sabato 3 agosto c'erano stati 2 parti, uno il giorno prima, poi ce n'era stato uno tre giorni prima e uno il 30 luglio il tutto per 5 parti su  5 giorni, gli unici avvenuti, in totale in 14 giorni - QUI ARTICOLO). I numeri ufficiali riferiti dall'Azienda sanitaria sono, infatti, i seguenti: un parto il 22 agosto, quattro parti il 21, 1 parto il 20 e 1 parto il 19 per un totale di 7 parti in 4 giorni, non in 48 ore (e considerando che l'ultimo nato risaliva al 14 agosto si tratta di 7 parti in 8 giorni). 

 

Questi i dati aggiornati e forniti a Il Dolomiti dall'Azienda provincia per i servizi sanitari. Se si uniscono i numeri fin qui raggiunti al punto nascite nel mese di agosto, i parti sono stati 14, in linea rispetto al trend che si è delineato da quando ha riaperto. E se è auspicabile che il mese di agosto possa portare a qualche nato in più rispetto alla media, non c'è una vera "tendenza progressiva alla crescita" come riferito dallo stesso Arici anche al nostro giornale, visto che a gennaio ci sono stati 14 parti, a febbraio 19, a marzo 13, ad aprile 12, a maggio 12, a giugno 13 e luglio 14.

 

Insomma questi sono i numeri e il trend. E se la Provincia in questi giorni ha ricordato a più riprese che non può farsi guidare da mere valutazioni economiche (QUI ARTICOLO), la riapertura è stata una risposta alle forti richieste della popolazione (QUI ARTICOLO), senza entrare nel merito dell'alto tasso percentuale di cesarei (24,27% dei parti), il commento del presidente dell'ordine dei medici Marco Ioppi al riguardo è stato chiarissimo: ''L'elevata percentuale di tagli cesarei a Cavalese è il risultato, purtroppo, del ricorso alla medicina difensiva e questo conferma che vengono a mancare quei requisiti di sicurezza che sono irrinunciabili per svolgere un'attività così importante e rischiosa come quella della sala partoI medici hanno il dovere di tutelare la salute e il benessere delle persone ed evitare che corrano rischi".

 

Il trend, secondo le valutazioni del presidente dell'Ordine, non sarebbe destinato a variare, le stime parlano di 170 nascite in 12 mesi. "L'indice di feritilità è sempre più in riduzione. Se si considera il solo bacino di utenza di Fiemme e Fassa - aveva evidenziato Ioppi - si possono ipotizzare un massimo di 270 parti all'anno. Ci sono poi i casi a rischio e la personale scelta di partorire dove si vuole, il trend ci lascia presupporre che in futuro non ci saranno grossi cambiamenti: si può arrivare intorno ai 200 parti in un anno a Cavalese? E' un dato piuttosto strutturale" (QUI ARTICOLO).

 

Se l'associazione Parto per Fiemme non sembra particolarmente preoccupata dai dati, una certa preoccupazione serpeggia in Futura. "I dati sul punto nascita di Cavalese - commenta Roberto Gabrielli, componente del direttivo del movimento politico e referente per le valli di Fiemme e Fassa - dovrebbero chiamare a una riflessione, senza pregiudizi ideologici. Due sono i fattori cruciali: la salute e la sicurezza di partorienti e nascituri e la professionalità del personale sanitario".

 

Due obiettivi che si intrecciano. "Più sono esperti medici e infermieri - aggiunge Gabrielli - più il livello di sicurezza cresce. Purtroppo i numeri oggettivi non consentono di garantire la tranquillità necessaria per un parto in sicurezza. Questa è la nostra preoccupazione. Ribadiamo la necessità di una sanità periferica intelligente e innovativa che superi la logica del 'tutto dappertutto' (che finisce per far scadere la qualità) e che invece garantisca servizi diffusi e percorsi in grado di intrecciare virtuosamente le varie strutture provinciali già presenti. Venendo al caso di Cavalese, sicuramente occorre procedere con celerità sul nuovo ospedale capace di garantire servizi indispensabili come il pronto soccorso".

 

E' fondamentale un metodo. "Che deve essere scientifico e non per sentito dire o peggio per convenienze elettorali. Per questo - conclude Gabrielli - i consiglieri provinciali di Futura propongono una conferenza informativa, non solo sul punto nascite di Cavalese ma sulla sostenibilità del sistema sanitario provinciale e sull'appropriatezza delle prestazioni così organizzate sul territorio".

 

"Un'ulteriore nota positiva - aveva detto Arici - è che, per la prima volta da 4 anni, quest'estate le 900.000 persone presenti nelle tre vallate, possono dirsi veramente accolte dal sistema sanitario ed è normale che sia così considerati i costi sostenuti dai turisti per passare le vacanze nelle nostre Valli trentine. Per quanto riguarda le difficoltà nel reperire personale medico per i reparti di Cavalese mi permetto di segnalare che si tratta di una realtà trentina e italiana e che, a fronte di un pediatra che ha recentemente scelto per motivi famigliari di trasferirsi altrove, ve ne sono due che hanno chiesto e ottenuto di lavorare all’Ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra".

 

E alla luce delle diverse prese di posizione, dati e numeri, i costi di un parto a Cavalese (12.900 euro contro i 2.270 euro nelle altre strutture provinciali ) e l'investimento da un milione per la sala operatoria dedicata a fronte di un "efficientamento" da 120 milioni di euroqueste sono le domande che Il Dolomiti pone alla politica
1. Le risorse spese per curare i turisti si pagano con soldi dedicati o con il bilancio dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari
2. Il recupero delle risorse della mobilità sanitaria nazionale e internazionale come funziona?
3. Vista la riduzione del fondo sanitario da 120 milioni, chi pagherà? Tutti i trentini contribuenti o anche le parti economiche che guadagnano con i servizi sanitari?
4. Quali saranno i servizi tagliati? Quelli a favore dei trentini o dei turisti?

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