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Punto nascite Cavalese, interviene Parto per Fiemme: ''Tendenza alla progressiva crescita dei parti è evidente. Parte dei cesarei sono programmati anche da fuori provincia''

Il rappresentante dell'associazione comunica che ci sono stati 5 parti in 24 ore ed effettivamente i dati dall'Apss confermano che ci sono stati 4 nati il 21, 1 il 20 e 1 il 19 (6 parti in 7 giorni totali che però mostrano come la tendenza sia costante in realtà). Per quanto riguarda le persone da fuori provincia al 13 agosto sono stati 6 le mamme non trentine (tre semplicemente con cittadinanza straniera e tre italiane di cui una di Trodena e una di Roma)

Di Luca Pianesi - 22 agosto 2019 - 20:12

CAVALESE. ''Vi sono stati 5 parti in 24 ore. La tendenza alla progressiva crescita dei parti è evidente'' e sui cesarei si aggiunge che ''parte di questi sono programmati (anche da fuori Provincia) proprio per poterlo vivere in un ospedale sicuro e poco affollato''. Non è preoccupato Alessandro Arici responsabile dell'associazione Parto per Fiemme da sempre grandi sostenitori della riapertura del punto nascita di Cavalese. Non è preoccupato per i dati molto bassi di parti (0,4 al giorno di media, circa 14 al mese) e non è preoccupato nemmeno per il dato molto alto, rispetto agli standard provinciali, di tagli cesari (il 25% di quelli eseguiti sino ad oggi nonostante nella struttura non vengano presi in carico parti a rischio). Eppure i numeri sono là, li abbiamo pubblicati in esclusiva qualche giorno fa (QUI ARTICOLO).

 

E il commento del presidente dell'ordine dei medici Ioppi al riguardo è stato chiarissimo: ''L'elevata percentuale di tagli cesarei a Cavalese è il risultato, purtroppo, del ricorso alla medicina difensiva e questo conferma che vengono a mancare quei requisiti di sicurezza che sono irrinunciabili per svolgere un'attività così importante e rischiosa come quella della sala partoI medici hanno il dovere di tutelare la salute e il benessere delle persone ed evitare che corrano rischi".

 

Arici ribatte con altri numeri, spiegando come nelle ultime (ci riferiamo a ieri 21 agosto) ore ci siano stati 5 parti in 24 ore. Abbiamo chiesto informazioni all'Azienda sanitaria al riguardo e agli atti ne risultano 4 in un giorno e 6 in 7 giorni. Senza dubbio ottime notizie che però mantengono i ritmi in media con gli scorsi mesi durante i quali non c'è stata una vera ''tendenza progressiva alla crescita'' visto che a gennaio ci sono stati 14 parti, a febbraio 19, a marzo 13, ad aprile 12, a maggio 12, a giugno 13 e luglio 14. Insomma queste sembrano essere le cifre e il trend.

 

E anche il discorso dei parti da fuori provincia (l'Associazione Parto per Fiemme ha tra i suoi progetti quello molto bello di dare servizi e alloggio gratuito alle famiglie che scelgono di partorire a Cavalese) va ridimensionato: da gennaio al 13 agosto degli oltre 100 parti avvenuti nella struttura della Val di Fiemme le partorienti residenti da fuori provincia (da dati ufficiali dell'Apss) sono state solo 6. Di queste una è kossovara, una è marocchina, una è rumena (che quindi, probabilmente, semplicemente hanno la cittadinanza non italiana ma è difficile siano partite dai loro Paesi per scegliere Cavalese come luogo per partorire) e tre sono italiane (una sicuramente di Trodena che dista 12,8 chilometri da Cavalese e una di Roma che è stata raccontata anche sulle pagine di alcuni giornali locali). L'attrattività da ''fuori provincia'' dunque al momento è in stand-by anche se l'auspicio è che le cose migliorino sempre di più anche perché è necessario che i numeri aumentino per far aumentare la casistica e quindi la tranquillità di chi si trova a operare.

 

Pubblichiamo, comunque, per intero il comunicato di Parto per Fiemme in forma integrale: 

 

Cavalese 21 agosto

Pur nel rispetto dei ruoli di ognuno, per quanto riguarda i numerosi articoli e servizi contro il Punto Nascita di Cavalese apparsi in questi giorni, mi permetto, a nome delle numerose associazioni che sostengono i servizi socio-sanitari nelle nostre Valli, di esprimere alcuni dati di fatto: Al Punto Nascita di Fiemme, Fassa e Cembra da questa mattina ad ore 6.40 vi sono stati 4 nati e, se si parte dalla nascita di ieri pomeriggio, vi sono stati 5 parti in 24 ore.

 

Uno dei parti del mattino ha avuto luogo in 20 minuti ed è avvenuto con 2 settimane di anticipo, sarebbe quindi stato un parto in vettura o in elicottero se vi fosse ancora l'obbligo di partorire a Trento. Uno dei neonati ha la famiglia residente a Pergine e, in mattinata, abbiamo ricevuto una richiesta di accoglienza per una famiglia della Provincia di Bolzano il che dimostra che stiamo tornando ad essere attrattivi ben oltre Fassa, Fiemme e Cembra.

 

Per quanto riguarda le critiche relative ai costi, alla percentuale di parti cesarei e all’inattività del personale, preciserei quanto segue:

 

- sul medio periodo, una volta consegnata la sala operatoria dedicata, c'è modo di argomentare un notevole abbassamento dei costi e un maggior impiego delle forze vive del reparto con l'attivazione, fra l'altro, delle operazioni mono e bioperatore per i ginecologi. Ricordiamo che, sino a ottobre 2014, Cavalese era l'ospedale con il costo posto letto più basso del Trentino, la progressiva riattivazione dei servizi sospesi permetterà di tornare a livelli di sostenibilità più che accettabili.

 

- nel 2017, con il Punto Nascita di Cavalese sospeso, furono 97 le mamme di Fiemme e Fassa che partorirono in Provincia di Bolzano con un costo per la Provincia di Trento di 300.000 € circa. La mobilità attiva che vede sempre più famiglie scegliere Cavalese anche se provenienti da fuori Provincia aumenterà ulteriormente il bilancio positivo.

 

- la tendenza alla progressiva crescita dei parti è evidente. Come detto, ed è solo un esempio, fra ieri pomeriggio e oggi pomeriggio vi sono stati 5 parti in 24 ore e, visti i risultati in termini di sicurezza e di qualità, sono sempre più frequenti le richieste per poter partorire a Cavalese. Una volta la sala operatoria dedicata consegnata a inizio settembre, vi sarà la possibilità di potenziare la comunicazione per l'accoglienza gratuita delle partorienti provenienti da fuori Provincia. Nel giro di 2 anni di attività piena sarà possibile immaginare di accogliere un centinaio di persone all’anno provenienti da fuori Provincia con un introito positivo di ulteriori 300.000 €.

 

- Il 25% di tagli Cesarei per un ospedale alpino di 1° livello è un buon dato. Negli anni scorsi si è arrivati a un massimo del 32% che, con altro clima politico, non infastidiva nessuno. Parte dei cesarei sono programmati (anche da fuori Provincia) proprio per poterlo vivere in un ospedale sicuro e poco affollato; è evidente che se si fanno dei calcoli partendo dai primi 100 parti anche un solo parto cesareo in più pesa enormemente in percentuale. È in corso con i referenti del Ministero un primo contatto per valutare la possibilità di poter proporre alle partorienti di Cavalese il parto naturale dopo aver subìto un taglio cesareo nel parto precedente. Così facendo la percentuale migliorerebbe ulteriormente.

 

- 2 giorni fa un ragazzino di 11 anni ha scoperto d'essere allergico ad alcuni alimenti e, in pieno shock anafilattico potenzialmente mortale, ha trovato lo staff al completo, in piena notte, pronto a salvarlo (così come la turista austriaca che, per una criticità di qualche mese fa, deve la Vita alla presenza degli anestesisti in una notte senza possibilità di far volare l'elicottero). Sono solo due degli esempi che si possono fare dalla riapertura dei servizi del 1° dicembre 2018, trattandosi di vite salvate parlare di costi e di sicurezza implica anche la considerazione dei servizi che, grazie al Punto Nascita attivo, vengono offerti 24/7 a tutte le persone presenti nelle nostre Valli, qualsiasi sia il loro sesso o la loro età.

 

Come volontari delle Associazioni a sostegno dei servizi socio-sanitari nelle Valli possiamo capire che molte delle critiche mosse in questi giorni siano di stampo politico e abbiano come obiettivo di provocare una reazione dell'Assessorato e siamo d’accordo che non dovrebbe essere un semplice valligiano a doversi esprimere su questi argomenti, ma queste critiche spaventano oltre misura il personale medico che, alla lunga, rischia di perdere quella serenità e quella motivazione che sono necessarie per un presidio ospedaliero alpino (e non possiamo credere che questa sia una delle ragioni che porta a focalizzare le critiche su Cavalese dimenticando altre realtà trentine che necessiterebbero sostegno e soluzioni).

 

Un'ulteriore nota positiva è che, per la prima volta da 4 anni, quest'estate le 900.000 persone presenti nelle tre vallate, possono dirsi veramente accolte dal sistema sanitario ed è normale che sia così considerati i costi sostenuti dai turisti per passare le vacanze nelle nostre Valli trentine. Per quanto riguarda le difficoltà nel reperire personale medico per i reparti di Cavalese mi permetto di segnalare che si tratta di una realtà trentina e italiana e che, a fronte di un pediatra che ha recentemente scelto per motivi famigliari di trasferirsi altrove, ve ne sono due che hanno chiesto e ottenuto di lavorare all’Ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra.

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