Rinvenute alcune granate a oltre 2 mila metri, sentieri chiusi e operazioni di bonifica nel bellunese
Le granate sono state trovate a quota 2.184 metri sul monte Sief lungo alcuni sentieri del Cai, il numero 21, il 21D "Teriol Ladin" e il 21C. Immediata la riunione del comitato in Prefettura a Belluno per delineare le misure organizzative per delineare le operazioni di bonifica

LIVINALLONGO. La montagna restituisce altri ordigni bellici, alcune granate da 210 e 149 millimetri, e sono così scattate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona nel bellunese.
Le granate sono state trovate a quota 2.184 metri sul monte Sief lungo alcuni sentieri del Cai, il numero 21, il 21D "Teriol Ladin" e il 21C. Immediata la riunione del comitato in Prefettura a Belluno per delineare le misure organizzative per delineare le operazioni di bonifica.
Misure che sono previste da oggi, martedì 24 settembre, e per tre giorni. Le aree tra Lagazuoi, val Trabernanzes e monte Sief sono state, ovviamente, evacuate e chiusi i sentieri nel bellunese per un raggio di 1.500 metri per ragioni di sicurezza. Il sindaco ha emesso un'ordinanza e il Cai di Livinallongo del Col di Lana ha affisso appositi cartelli lungo i sentieri per delimitare l'area interdetta. I residuati bellici saranno trasportati altrove oppure fatti brillare in loco.
E' noto, il pericolo sulle montagne tra Cortina e Livinallongo è nascosto sotto terra: questa zona di confine tra Veneto e Trentino Alto Adige era utilizzata durante la seconda guerra mondiale per creare depositi di armi e esplosivi lungo la linea blu per difendere la ritirata della Wehrmacht.
Non solo, una polveriera italiana era ancora attiva fino a 20 anni fa, tanto che nel luglio scorso un paio di ordigni erano esplosi per innescare un incendio boschivo nella valle del Mis tra i comuni di Sospirolo e Gosaldo (Qui articolo).













