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Salvini contro la cannabis light ma uno studio rivela i benefici per la lotta alla criminalità. Il punto vendita di Trento: ''Rispettiamo la legge ma siamo molto preoccupati''

I titolari del Cannabis Amsterdam Store di Trento: "Siamo sempre stati in regola". Il ministro dell'interno ha annunciato una direttiva ai prefetti. Giovanni Bianco: "Esiste la legge e non può essere cambiata da un giorno all'altro". Uno studio rivela che la legalizzazione della cannabis light ha portato a una riduzione del 14% dei sequestri di marijuana illegale per punto vendita e a una riduzione dell'8% della disponibilità di hashish

Di Giuseppe Fin - 09 maggio 2019 - 18:18

TRENTO. Il ministro dell'interno Matteo Salvini si è espresso quest'oggi contro la vendita della cannabis light.

 

Lo ha fatto prendendo spunto dalla chiusura di tre negozi a Macerata spiegando su Facebook che “lo Stato dimostra di non essere complice di chi vende prodotti che fanno il male dei nostri figli” e annunciando che “il 'modello Macerata' può essere replicato con successo in tutta Italia, oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione”.

Una dichiarazione che ha immediatamente creato non poca preoccupazione tra i tanti titolari di negozi di cannabis light presenti sul territorio nazionale e che negli ultimi anni hanno visto un continuo aumento di clienti.

 

“Siamo molto preoccupati – ci spiegano i titolari del Cannabis store Amsterdam di Trento – perché abbiamo aperto da circa due anni, investendoci. La chiusura significherebbe mettere una famiglia per strada e non avrebbe alcun senso”.

 

Sulle dichiarazioni fatte questa mattina dal leader leghista e ministro dell'interno Matteo Salvini occorre però fare delle precisazioni. La vendita della cosiddetta cannabis light è regolata da una legge che è stata fatta nel 2016 nella quale si stabilisce che è ammesso il commercio di prodotti a base di canapa purché il loro contenuto di Thc sia inferiore allo 0,6%. Difficile quindi che la direttiva di un ministro porti alla disapplicazione della legge dall'oggi al domani.

 

Il secondo aspetto riguarda i negozi che sono stati chiusi a Macerata. La loro chiusura deriva dal fatto che questi punti vendita vendevano canapa con un contenuti di Thc ben superiore al limite consentito dalla legge.

 

L'offensiva di Salvini, tra l'altro, contro i negozi, trova anche un altro stop che è rappresentato dalla sentenza della Corte di Cassazione che è arrivata a gennaio e che ha stabilito che la vendita di prodotti a base di marijuana light è legale se ovviamente rispetta il tetto dello 0,6% di Thc. A fine maggio ci dovrebbe essere un nuovo pronunciamento della Cassazione.

 

“Salvini non può chiudere dall'oggi al domani i nostri negozi – ha spiegato Giovanni Bianco procuratore di Cannabis store Amsterdam – che rispettano tutte le regole italiane e dell'Unione Europea. La legge non si può disapplicare da un giorno all'altro”.

 

In Italia la catena di Cannabis store Amsterdam ha visto i propri punti vendita moltiplicarsi e radicarsi su tutto il territorio. A Trento la prima apertura è avvenuta il 16 settembre del 2017 con l'arrivo di molti clienti di tutte le età. All'interno sono presenti diversi prodotti derivati dalla canapa “Tutti – spiegano i titolari – con un contenuto di Thc che rientra nei limiti di legge. Abbiamo avuto delle visite sia da parte della Polizia che da parte della Finanza, gli abbiamo fatto vedere i prodotti e non ci sono mai stati problemi”.

 

Tra l'altro, proprio il punto vendita di Trento, ha ottenuto un cofinanziamento europeo, con tanto di stemma dell'Unione Europea e della Provincia autonoma di Trento, “Nell'ambito del programma operativo Fesr 2014 – 2020 della Provincia autonoma di Trento, importo messo a contributo pari a 20 mila euro” a favore della crescita e dell'occupazione.

“Noi – spiega Bianco – abbiamo oltre 100 negozi in tutta Italia e in poco più di un anno abbiamo dato lavoro ad oltre mille persone rispettando tutte le regole. Ci fa piacere se il ministro dell'interno decide di fare dei controlli che devono servire però ad individuare quei punti vendita che non rispettano la legge. Non ci si può svegliare una mattina e dare contro a tutte le attività”.

 

Esiste anche uno studio portato avanti da alcuni ricercatori che evidenzia gli effetti e benefici dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista della lotta alla criminalità organizzata. Lo studio "Light cannabis and organized crime: evidence from (unintended) liberalization in Italy" (Qui l'articolo completo pubblicato in aprile dalla rivista European economic review mostra come l'introduzione in un territorio di cannabis light legale nuoce e indebolisce economicamente la malavita.

 

I ricercatori hanno scoperto che la legalizzazione della cannabis light ha portato a una riduzione del 14% dei sequestri di marijuana illegale per punto vendita e a una riduzione dell'8% della disponibilità di hashish. Tutto questo, ovviamente, si traduce con un calo notevole dei ricavi da parte delle organizzazioni criminali. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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