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La cannabis light sarà legale ma tassata. L'azienda trentina 'Cime di Montagna': ''Regole certe per rendere il settore più forte''

E' stato approvato un sub-emendamento per la Finanziaria che regolamenta la commercializzazione di prodotti a base di canapa che abbiano un contenuto di Thc inferiore allo 0,5%. Andrea Cavattoni: "Si potrà lavorare meglio con regole precise e certe. Maggiore sicurezza anche per i rivenditori" 

Di G.Fin - 14 dicembre 2019 - 12:58

TRENTO. La cannabis light sarà legale, a stabilirlo è un sub-emendamento alla legge di bilancio che regolamenta la commercializzazione di prodotti a base di canapa che abbiano un contenuto di Thc inferiore allo 0,5%.

  

Il testo che mette fine alle polemiche e che cerca di dare una qualche certezza ad un settore che in Italia ha vissuto per molti anni un enorme vuoto legislativo porta le firme di Loredana De Petris e Paola Nugnes (LeU), Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (PD), Francesco Mollame e Matteo Mantero (M5S).

 

La normativa introdotta in commissione in Senato, e che quindi dovrà essere confermata dal voto dell'assemblea di palazzo Madama, aggiunge alcune disposizioni all'articolo 92 del disegno di legge bilancio.

 

“Con questo intervento emendativo a mia prima firma – ha spiegato il senatore del M5S Mollame - accolto in Commissione Bilancio, andiamo a regolamentare un comparto della produzione agricola caratterizzato da poca chiarezza dovuta ad incertezze normative e giurisprudenziali. Andiamo ad integrare la legge 242/2016 dove non si parlava specificamente di vendita e a definire, una volta per tutte, che se una pianta ha un tenore di Thc non superiore allo 0,5% non può essere considerata uno stupefacente”.

Della cannabis, viene poi spiegato, non si butta via niente:fibre, bioedilizia, farina, olio, cannabinoidi per uso cosmetico e farmaceutico. Norme certe, quindi, e più sicure per chi lavora. In Italia ci sono più di 10 mila operatori e circa 3 mila aziende.

 

Sempre nel testo dell'emendamento viene anche precisato che "a decorrere dal 1º gennaio 2020, la biomassa di canapa (Cannabis sativa L.), composta dall'intera pianta di canapa o di sue parti, è sottoposta ad imposta di fabbricazione applicando al prezzo di vendita le aliquote percentuali in misura pari ad euro 12 per mille chilogrammi, per ogni punto percentuale (% p/p) di cannabidiolo (CBD) presente nella biomassa".

 

Anche in Trentino non mancano le aziende che sono state avviate nel corso degli ultimi anni nel settore della cannabis light che ora salutano positivamente questo importante intervento normativo. Tra le realtà locali più attive in questo settore c'è l'azienda “Cime di Montagna che in poco tempo è riuscita ad ingrandirsi e ad investire anche al di fuori del territorio provinciale trentino. “Finalmente – ha spiegato l'amministratore Andrea Cavattoni – si è arrivati a riempire un vuoto normativo che da tempo metteva in ginocchio un settore intero”.

 

Per il titolare di “Cime di Montagna” riuscire a normare la vendita di cannabis light “rappresenta una sicurezza sia per chi la produce ma anche per i tanti rivenditori”. “Tante attività - ci spiega Cavattoni – erano spaventati e non voleva rivendere il prodotto. Non c'erano regole e questo creava solo confusione e inutili paure. Ora invece l'approvazione in finanziaria di questo emendamento consentirà anche agli imprenditori del settore di guardare avanti, poter investire e ingrandirsi”.

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