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Sbattuti fuori di casa per un debito di qualche migliaio di euro. Ora vivono nella ex scuola di San Felice: ''Aiutateci''

È la vicenda kafkiana che coinvolge una famiglia di Mori che ora si trova in gravi difficoltà economiche dopo che la banca ha pignorato e messo all’asta la loro casa. Ad acquistarla, dopo otto aste andate vuote, sarebbero stati i vicini con i quali la famiglia aveva in contenzioso

Di Tiziano Grottolo - 05 luglio 2019 - 09:39

MORI. Ho costruito quella casa con le mie mani – afferma disperato Massimo il padre sfrattato assieme alla sua famiglia – e adesso me l’hanno portata via, lì dentro c’è un pezzo della mia anima”. È una vicenda che sembra uscita direttamente da un romanzo di Kafka, purtroppo però si tratta della vita reale e coinvolge loro malgrado una famiglia di Mori con quattro figli.

 

Tutto è iniziato diversi anni addietro – spiega Romina la moglie di Massimo – quando ci lamentammo con i vicini di una barchessa che giudicavamo pericolosa per l’incolumità dei nostri figli”. Ne nacque una lite e anche un contenzioso in tribunale che si concluse con un nulla di fatto, ma con un rapporto d’amicizia ormai guastato che negli anni avrebbe dato il via ad una serie di denunce incrociate che hanno contribuito non poco all’epilogo dei fatti.

 

Pochi anni dopo Massimo, che di mestiere fa l’artigiano e riesce a dare lavoro anche a un dipendente oltre a pagare il mutuo della sua casa a Manzano, frazione di Mori, si trova coinvolto in un’altra causa di lavoro. “Mi trovavo in un momento di difficoltà – spiega – i soldi non erano molti ma la mia attività era in espansione e riuscivo a pagare regolarmente fornitori e mutuo”.

 

Il tribunale però lo condanna a risarcire il committente per un importo tutto sommato modesto che si aggira attorno ai 2000 euro. “Abbiamo tentato di fargli un’offerta per dilazionare i pagamenti nel tempo, ma non c’è stato verso – racconta la moglie – sono arrivate solo altre denunce e infine l’ingiunzione che prevedeva il pignoramento dell’immobile”.

 

Nel frattempo i rapporti con i vicini non migliorano, anzi le denunce si accumulano: “Sono rimasto sopraffatto dalla situazione – afferma Massimo – non riuscivo più a lavorare e la mia salute ha iniziato a peggiorare”. La situazione precipita ulteriormente quando la banca comunica che la casa deve essere sgombrata perché sarà messa all’asta per pagare i debiti accumulati. Per riuscire a venderla è stato più volte richiesto lo sgombero della famiglia. 

 

Il 20 giugno dello scorso mese, dopo una lunga trattativa con carabinieri e autorità, la coppia con i suoi 4 figli è costretta ad abbandonare la casa. Dal 2015 sono stati 8 i tentativi della Cassa Rurale Alto Garda di venderla, tutti a vuoto. Lunedì però l’ultimo colpo di scena, nonostante la presenza di diverse persone arrivate per testimoniare la propria solidarietà alla famiglia, qualcuno si è presentato per fare un’offerta e aggiudicarsi l’immobile.

 

È un cerchio che si chiude secondo Romina che sostiene che ad aggiudicarsela siano stati dei vicini con i quali non correvano buoni rapporti. “80mila euro per una casa da 270 metri quadri che ne valeva quasi 400mila, una miseria – aggiunge sconsolata la donna. Cifre assurde se consideriamo che il debito accumulato dalla famiglia di Mori era di poche migliaia di euro.

 

Da 15 giorni la famiglia è ricoverata nella ex scuola di San Felice, unica soluzione trovata per il momento dal comune di Mori. “Forse ci troveranno un appartamento a Terragnolo ma anche questa è una soluzione momentanea – afferma Romina – probabilmente accetteremo perché con quattro figli e tre cani è difficile trovare alternative, inoltre se non lo facciamo minacciano di separarci e per noi questo sarebbe inaccettabile”.

 

Ora la famiglia chiede aiuto alla comunità, per chi volesse contribuire con un gesto di solidarietà potrà fare un versamento al seguente iban IT90N0760105138218711118715, oppure con un’offerta di lavoro, ricordiamo che il padre è un apprezzato artigiano. Rimane ancora aperta anche la questione della casa, si sta ancora cercando infatti una sistemazione in grado di accogliere l’intera famiglia con i tre cani.

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