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Serata Bisesti-Segnana, Ianeselli : ''Dalla maggioranza affermazioni segno di inadeguatezza e incapacità di porsi come rappresentanti delle istituzioni''

 L’Amministrazione provinciale spiega in una nota di aver verificato i video della sorveglianza e di confermare che due porte a vetri sono state forzate da alcune persone. La Provincia procederà a segnalare all'autorità giudiziaria il comportamento illegale di chi è entrato con tali modalità 

Di Giuseppe Fin - 26 March 2019 - 05:01

TRENTO. Continuano a mantenersi alti i toni dopo gli scontri avvenuti in Provincia venerdì scorso in occasione dell'incontro pubblico organizzato dai due assessorati all'istruzione e alle politiche sociali, Mirko Bisesti e Stefania Segnana. L'Amministrazione provinciale, con una nota, ha fatto sapere di aver potuto oggi visionare il video, già a disposizione delle forze dell’ordine, registrato dalle telecamere di sorveglianza installante all'interno della sede di Piazza Dante.

“Il filmato conferma – viene spiegato nella nota - che due porte a vetri, di prassi chiuse in entrata, da cui si accede passando dal parcheggio interno, sono state forzate da alcune persone”.

 

Sulle porte, viene precisato, sono affissi due cartelli, nel primo si precisa che le porte sono chiuse e nel secondo si chiede di non forzare le porte. “La Provincia – conclude la nota - procederà, pertanto, a segnalare all'autorità giudiziaria il comportamento illegale chi è entrato con tali modalità”. Nei giorni scorsi il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, si è detto pronto a denunciare alle autorità competenti chi è “entrato illegamente” all'interno del Palazzo della Pat chiedendo “Pene severe”. Domenica, invece, è stato il turno della capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio, che su Radio Padania fra le tante cose dette ha anche attaccato il segretario della Cgil, Franco Ianeselli che, secondo l'esponente leghista, avrebbe aizzato le persone. Accuse, queste, che sono state rispedite al mettente dalla Cgil.

 

Tra i punti da chiarire, per i quali Paolo Ghezzi di Futura ha presentato una interrogazione provinciale, vi è anche il fatto che chi si trovava all'esterno della sala del convegno non è stato fatto entrare nemmeno dopo che all'interno della sala una parte dei partecipanti se ne erano andati lasciando quindi le sedie vuote.

 

Franco Ianeselli, cosa risponde alla capogruppo della Lega secondo la quale lei ha “aizzato le persone” che si trovavano in Provincia venerdì scorso?

Mi pare che da una parte degli esponenti, a partire dal presidente della Provincia, all'assessore all'istruzione e alla capogruppo, stiano arrivando in sequenza una serie di definizioni e affermazioni che ancora una volta segnalano una inadeguatezza e incapacità di porsi come rappresentanti delle istituzioni.

 

Chi si trovava all'esterno della sala del convegno è stato definito da alcuni “nazista rosso”.

Sono anche altre le definizioni date ai manifestanti a partire da 'golpisti' per arrivare a 'democratici di merda'. Io sono molto colpito da come si sta cercando di trasformare questa discussione in una gara tra chi la spara più grossa. Il convegno ha mostrato la mancanza di un confronto come quello che è mancato nella scelta di abolire i corsi sulla parità di genere. Abbiamo assistito ad un convegno realizzato senza relatori riconosciuti dalla comunità scientifica, pubblico ma alla fine a porte chiuse e senza contraddittorio.

 

Si è parlato anche di responsabilità di chi rappresenta una istituzione. Cosa ne pensa?

Chi rappresenta le istituzioni, chi ha legittimamente vinto alle scorse elezioni, ha una responsabilità forte di non gettare benzina sul fuoco. Definire 'nazisti rossi' tutti coloro che hanno manifestato pare molto grave. Non denota di certo alcuna responsabilità. Chi ricopre dei ruoli istituzionali deve essere molto attento.

 

E la Cgil per quale motivo si trovava all'esterno del palazzo della Provincia?

Abbiamo partecipato al volantinaggio perché siamo contrari alla soppressione di corsi sulla parità di genere, perché siamo vicini alle lavoratrici che sono state umiliate. Qualcuno è andato addirittura a verificare le loro pagine Facebook. I consigli dei genitori nelle scuole si sono espressi e nessuno ha tenuto conto di quello che hanno detto. Inizialmente non volevo entrare ad ascoltare ma poi ho cambiato idea perché siamo in democrazia e volevo sentire le varie posizioni dei relatori.

 

Quello che è mancato in quella situazione è stato un confronto tra i rappresentanti delle istituzioni e chi si trovava all'esterno della sala?

Le istituzioni non possono pensare di gestire la protesta, anche quella dura con termini non condivisibili e non condivisi, barricandosi e non accettando il confronto. Abbiamo avuto una gestione della pubblica sicurezza molto piegata alle esigenze di chi detiene il potere e meno a tutela dei manifestati. E il giorno dopo qualcuno ha rincarato la dose con frasi molto gravi. Si è superato il segno.

 

Quindi le responsabilità per quello che è successo, non sono solo da una parte come qualcuno sta dicendo.

Hanno vinto le elezioni, nessuno lo nega. Sono state vinte democraticamente e nessuno le disconosce. Poi in democrazia liberale ci sono pesi e contrappesi, c'è il diritto di parola e di critica. Mi sembra che per qualcuno l'aver vinto le elezioni lo porti a pensare di poter reprimere chi dissente. Non deve passare questa idea. Noi vogliamo essere garanti della libertà di espressione non violenta e democratica del dissenso. Su questo deve farsi sentire la società trentina. In una democrazia ci sono anche gli antagonisti e questo fa parte del gioco democratico.

 

Fugatti dice che segnalerà alle autorità chi è entrato in maniera illegale in Provincia e chiede pene severe.

Un presidente deve fare il presidente e non il pubblico ministero, esiste ancora la separazione dei poteri. Più che fare il procuratore aggiunto, compito che non è suo, pensi al fatto che forse in una situazione del genere qualcuno doveva metterci la faccia parlando con i manifestanti e non usando solo le forze dell'ordine.

 

Comunque la si guardi quella di venerdì è stata una pagina buia per il Trentino. Ora voi cosa farete?

Ovviamente non ci faremo intimorire. Ci sono due appuntamenti ai quali non mancheremo. Sabato prossimo saremo a Verona ma anche a Trento per prendere parte alla manifestazione “L'Italia che resiste”. Non ci fermiamo.

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