Telecamere in asili, scuole e case di riposo, Cgil contro: ''Tolgono fiducia a migliaia di lavoratori e lavoratrici''
Per i sindacati la via da seguire sarebbe quella di un potenziamento degli organici attraverso nuove assunzioni e investimenti nella formazione

TRENTO. No alle telecamere in asili, scuole e case di riposo perché “E' una risposta sbagliata, che mortifica la professionalità, l'impegno e la dedizione di moltissimi lavoratori e lavoratrici”.
Questa la posizione dei segretari della funzione pubblica e della Flc del Trentino, Luigi Diaspro e Cinzia Mazzacca in merito alla mozione approvata nei giorni scorsi in consiglio provinciale. La mozione era stata presentata da Giorgio Leonardi (Forza Italia) e prevede l'arrivo, su base volontaria e d’intesa con gli operatori, i sistemi di videosorveglianza.
Per i sindacati, però, un provvedimento del genere, invece, contribuisce ad avvalorare nell'opinione pubblica, un messaggio distorto fondato sul sospetto generalizzato compromettendo così il clima di benessere e la spontaneità delle relazioni. “Dando per scontato che l'obbligo per il rispetto e l'attenzione per le persone, siano queste anziani o bambini, è principio fondamentale e che ogni eventuale comportamento scorretto va sempre prevenuto e stigmatizzato, siamo assolutamente contrari all'idea della videosorveglianza – dicono i due segretari – perché toglie a priori la fiducia a migliaia di lavoratori e lavoratrici che si dedicano tutti i giorni con passione e dedizione al lavoro di tutela cura ed educazione dei nostri figli e dei nostri anziani dando un servizio di alta qualità”.
Per questa ragione, secondo Fp e Flc del Trentino, più che telecamere servono un potenziamento degli organici attraverso nuove assunzioni, investimenti nella formazione continua delle diverse figure professionali e contratti di lavoro dignitosi.
“E' importante inoltre costruire una relazione di fiducia con le famiglie, che non può prescindere dal loro coinvolgimento nelle attività che vengono svolte. Come in moltissime strutture già avviene”. Non sfugge inoltre, secondo Diaspro, il sospetto che per questa via “oltre a violarsi il diritto dei lavoratori alla propria dignità e libertà durante l'attività lavorativa sancito dallo statuto dei lavoratori” s'introduca un elemento che possa determinare in futuro la sostituzione degli operatori nella vigilanza notturna nelle case di riposo, con conseguenze quindi anche sul versante occupazionale e sulla qualità ed efficacia delle prestazioni.





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