Treni rumorosi a Cristo Re, la prima udienza l'1 marzo. Tutti i cittadini che subiscono disagi possono costituirsi parte civile
L’inchiesta era stata avviata con due esposti, poi riuniti in uno, presentati dai residenti di Cristo Re e di via Lavisotto. Imputati 5 funzionari delle Fs. Il Pm ha disposto la notificazione per pubblici proclami. Degasperi (M5S): "Vergognoso che il Comune non sia a fianco dei cittadini"

TRENTO. Si avvicina una delle date più importanti nella battaglie che i cittadini di Trento, quelli residenti in via Lavisotto, via Canestrini e corso Buonarroti, stanno portando avanti da anni contro i rumori dei treni e la mancanza di qualsiasi azione che possa in qualche modo diminuirne gli effetti. Il primo di marzo al tribunale di Trento si terrà la prima udienza del processo che vede tra gli imputati cinque funzionari di Trenitalia.
L'inchiesta, già avviata nel 2015, è partita da due esposti presentati entrambi da residenti della zona colpita dai rumori nell'area di Cristo Re. I due esposti sono stati riuniti in un unico procedimento che è stato poi affidato al pubblico ministero Carmine Russo.
I cinque funzionari sono imputati, come già detto, in qualità di referenti di alcune aziende legate a Trenitalia che con il passaggio notturno dei treni ha provocato disturbo del sonno e problemi anche agli edifici che si trovano accanto alla ferrovia. Una parte dei residenti, inoltre, è stata costretta anche ad assumere dei farmaci induttori del sonno.
Nell'orario notturno, secondo i dati forniti, passato a Trento da un minimo di 33 treni ad un massimo di 54. Il pubblico ministero, per valutare la situazione ha deciso di chiedere una consulenza per stabilire se il rumore superava i limiti stabiliti dalla legge. L'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, alla fine del 2015 ha presentato le rilevazioni effettuate in due punti: via Canestrini e via Lavisotto. In entrambi i casi è stato osservato “che i livelli di rumore rilevati nei due punti di misura analizzati offrono valori medi superiori ai limiti di 5,2 (±1,2) dB(A) durante il periodo diurno (06-22) e di 16,7 (±1,5) dB(A) durante quello notturno (22-06) per il punto di misura n. 1 di Via Giuseppe Canestrini n. 21; mentre, nel punto di misura n. 2 di Via Lavisotto n. 7, i superamenti sono risultati rispettivamente di 9,3 (±1,2) dB(A) e di 20,2 (±1,6) dB(A), rispetto ai valori limite previsti per le infrastrutture esistenti e di nuova realizzazione con velocità di progetto non superiore a 200 km/h”.
Da qui è arrivata la decisione del Pm di chiedere il processo dei funzionari di Trenitalia che si occupano dei tratti in questione. A seguire la questione è stato anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi, che già in passato aveva fondato un comitato dei cittadini antirumore: "Mi vergogno - ha affermato - che dei cittadini da soli siano dovuti rivolgere da soli al tribunale nel disinteresse totale soprattutto del Comune di Trento ma anche della Provincia che non si sono mossi con i residenti".
I cittadini che hanno contribuito all'esposto e che si sono affidati all’avvocato Mario Giuliano, sono stati riconosciuti come parte offesa e potranno costituirsi come parte civile. Lo potrà fare non solo chi ha firmato l’esposto, ma tutti i residenti che subiscono il disagio. Essendo infatti difficile procedere alla notificazione nei modi ordinari per il rilevante numero di destinatari o comunque per la difficoltà di identificarli tutti, il pubblico ministero, infatti, ha disposto la notificazione per pubblici proclami.













