Utili A22, la società impugna la delibera del Cipe: "Rischia di violare principi costituzionali''
Il documento prevede che gli utili della società, successivi al rinnovo della concessione, entrino nel bilancio statale. Oggi è stato notificato il ricorso dell'A22 contro la delibera
_0_0_0.jpg?itok=QOpIxaI-)
TRENTO. L'Autostrada del Brennero ha ufficialmente impugnato, attraverso il ricorso al Tar del Lazio, la delibera numero 68/2018 del 28 novembre 2018 avente come oggetto l’”Approvazione dello schema di accordo di cooperazione all’affidamento della tratta autostradale A22 Brennero-Modena”.
Il documento ha già visto nei mesi scorsi le dure prese di posizione dei soci dell'Autobrennero visto che prevedeva che gli utili della società, successivi al rinnovo della concessione, entrassero nel bilancio statale. Una previsione che aveva immediatamente portato i soci a chiedere al cda di impugnare il documento considerato illegittimo.
Le polemiche erano proseguite anche nei giorni scorsi tra il ministro dei trasporti Danilo Toninelli e il governatore Kompatscher. Quest'ultimo, dopo essere stato a Roma, riferendosi alla questione degli utili accumulati dall'A22 negli ultimi 4 anni da versare nel bilancio dello Stato, aveva parlato di una “proposta definitivamente accantonata”. Un entusiasmo durato poco perché dopo un giorno Toninelli ha commentato che la situazione si è sbloccata ma “non è accettabile che qualcuno ancora oggi non voglia apporre l'ultima firma e tagliare il traguardo solo perché, diciamocelo, ha l'obiettivo di tenersi il vecchio bottino, a scapito delle popolazioni e delle comunità interessate''. Un commento, quest'ultimo, che ha dimostrato come le parti siamo rimaste comunque molto lontane.
Oggi è invece arrivata la comunicazione ufficiale dell'A22 di notifica al Cipe, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero dell’economia e delle finanze, all’ARS e al NARS il ricorso al Tar del Lazio, per l’annullamento della delibera del Cipe. Viene infatti considerato illegittima la previsione che il valore di subentro possa essere a debito del concessionario uscente. “È vero il contrario – viene spiegato in una nota dell'A22 - il valore di subentro è un indennizzo che il concessionario subentrante riconosce al concessionario uscente per la realizzazione delle opere eseguite sulla base della convenzione approvata che, al momento della scadenza della concessione, non risultino ancora ammortizzate. Invertendo il senso della locuzione 'valore di subentro' - definita ancora nella direttiva ministeriale n. 283 del 20 ottobre 1998 - con un semplice tratto di penna, la previsione del Cipe trasforma il possibile credito del concessionario uscente in un suo debito nei confronti dello Stato”.
Viene poi considerata “Indeterminata e infondata” la previsione del Cipe in riferimento ai supposti “benefici” conseguiti da Autostrada del Brennero in quanto concessionario uscente dalla data di scadenza della concessione. “La gestione in prorogatio - chiesta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ad Autostrada del Brennero (nota n 1948 del 25 febbraio 2014) - impedisce che vi sia un’interruzione dell’erogazione del servizio pubblico autostradale, a tutela dei diritti degli utenti del servizio. Non si vede – viene spiegato ancora nella nota - perché tale richiesta debba ritorcersi in capo al concessionario scaduto, che nel frattempo non è mai venuta meno al suo compito di assicurare tutti gli interventi di anutenzione necessari al mantenimento degli standard di sicurezza dell’infrastruttura autostradale”.
Inoltre, l'Autobrennero ha ricordato che anche in regime di prorogatio il concessionario è pure sempre un’impresa che opera con criterio “economico”, cioè di copertura dei costi e conseguimento di un profitto. Rimuovere tale “beneficio” significherebbe violare principi pacifici anche di rango costituzionale.













