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Alto Adige, il coronavirus è costato alle casse pubbliche quasi 1 miliardo di euro. Kompatscher: ''Un secondo lockdown non possiamo permettercelo''

Tracciato il bilancio ancora parziale, il risultato arriva dalla somma fra le minori entrate (543,5 milioni di euro) e le maggiori spese (370,3 milioni). Per il 2021 la Provincia stima maggiori costi legati alle misure anti Covid per circa 600 milioni di euro. "I circa 500 milioni di euro di minori entrate derivanti dalle agevolazioni statali alla popolazione saranno interamente compensati dallo Stato'' ed entro agosto va fatto il programma di investimenti per accedere alle risorse europee

Pubblicato il - 28 luglio 2020 - 19:37

BOLZANO. Quasi 1 miliardo di euro. E' questa la stima fatta dalla Provincia di Bolzano per quanto riguarda i danni causati alle casse pubbliche dal coronavirus in questi cinque mesi. Il risultato arriva dalla somma fra le minori entrate (543,5 milioni di euro) e le maggiori spese (370,3 milioni) e va a superare quota 910 milioni di euro. Questo bilancio è stato tracciato oggi (28 luglio) dal presidente della Provincia Arno Kompatscher nella conferenza stampa a margine della seduta di Giunta, sulla base dei dati del bilancio di assestamento esposti nella seduta del 14 luglio.

 

"In quell'occasione il tema erano le risorse disponibili - ha detto il numero uno dell'Alto Adige - oggi abbiamo parlato solo dei costi del Covid: ci siamo confrontati insieme ai colleghi della Giunta, facendo il punto della situazione attuale e stabilendo le priorità per destinare le misure anti-Covid per il futuro". A farne le spese maggiori i settori di sanità, economia, turismo e agricoltura. Dei 370,3 milioni di euro di maggiori spese rispetto a quanto previsto, la voce più consistente riguarda sovvenzioni per le piccole imprese e misure generali per l'economia e il turismo: in tutto 148,5 milioni di euro.

 

Seguono le voci occupazione e lavoro (60,2 milioni), sanità (54 milioni), famiglia, sociale, giovani e sport (37,4 milioni) e agricoltura (16,4 milioni). La voce principale delle minori entrate del 2020 fa riferimento al minore gettito derivante da misure Covid e altre agevolazioni fiscali a vantaggio della popolazione (429,5 milioni). Per il 2021 la Provincia stima maggiori costi legati alle misure anti Covid per circa 600 milioni di euro. "Questa è la somma che abbiamo messo a disposizione, ma potranno essere necessarie ulteriori risorse" ha detto il presidente. "I circa 500 milioni di euro di minori entrate derivanti dalle agevolazioni statali alla popolazione saranno interamente compensati dallo Stato grazie al recente accordo con il Governo per il ristoro integrale dei costi del Covid".

 

Parallelamente occorre prevedere anche ulteriori misure economiche per il contrasto alla pandemia e per il sostegno delle categorie economiche e sociali più colpite dalle conseguenze del Covid. Per mettere in sicurezza i posti di lavoro e creare nuova occupazione, la Giunta sta lavorando a un pacchetto complessivo per rivitalizzare la congiuntura economica. Si tratta di investimenti aggiuntivi nei settori ambiente, formazione e infrastruttura digitale. Tali misure saranno da finanziarsi con le risorse europee del Recovery Fund. Il programma di investimenti dev'essere pronto entro agosto e sottoposto al Governo italiano, affinché le proposte possano essere integrate nel piano nazionale che deve essere inviato entro il 15 ottobre alla Commissione europea.

 

Tutto questo, ha detto il presidente, è necessario per attenuare le conseguenze del primo lockdown: "Dobbiamo essere disciplinati e attenti. Un secondo lockdown non possiamo semplicemente permettercelo". Di qui l'appello alle altoatesine e agli altoatesini ad attenersi alle regole in modo attento e rigoroso: "Vedo in giro una leggerezza crescente. I nostri dati epidemiologici, per quanto relativamente buoni allo stato attuale, non devono farci peccare per troppa sicurezza: il virus è ancora fra noi", ha detto il presidente della Provincia. A questo proposito, ha ricordato il presidente, basti pensare ai nuovi focolai sviluppatisi in Alta Austria, Baviera e a Rovereto, oltre che alla crescita trasversale dei casi in molti Paesi europei che hanno dovuto introdurre nuovamente l'obbligo di mascherina o di quarantena per i cittadini che rientrano dai viaggi all'estero.

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