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Bufera a Bolzano sul sovrintendente scolastico che replica: ''Nessuna pressione per i voti di mio figlio. Attacco politico, delegittimazione morale e critica personale''

La vicenda è quella relativa all'intervento del dirigente della sovrintendenza che avrebbe aggiustato i voti del figlio. Un 6 e un 7 in pagella che sarebbero diventati 8 dopo un intervento di Gullotta e che è rimbalzata anche a livello nazionale. Il dirigente: "Avviate le indagini e la verità verrà a galla. Decisione autonoma del consiglio di classe"

Di L.A. - 20 giugno 2020 - 17:12

BOLZANO. "Le imminenti indagini dimostreranno la mia totale estraneità ai fatti e individueranno i responsabili dell’accaduto, che dovranno rispondere delle loro azioni". Così Vincenzo Gullotta, il sovrintendente a Bolzano finito nella bufera in quanto avrebbe chiesto di alzare i voti del figlio (Qui articolo). Il dirigente aggiunge: "Anche l’amministrazione ha avviato un’indagine, che sono certo dimostrerà la mia innocenza, ma soprattutto la volontà di attaccarmi. Un misto di attacco politico, delegittimazione morale e critica personale. Io procederò nel mio lavoro come ho sempre fatto, la verità viene sempre a galla".

 

La vicenda è quella relativa all'intervento del dirigente della sovrintendenza che avrebbe aggiustato i voti del figlio. Un 6 e un 7 in pagella che sarebbero diventati 8 dopo un intervento di Gullotta e che è rimbalzata anche a livello nazionale, tanto da essere finita sulle pagine del Corriere della sera e de Il Fatto Quotidiano. Un episodio sul quale si è mosso il Partito democratico in Provincia di Bolzano per chiarire la situazione.

 

Ora arriva la replica di Gullotta che rispedisce le accuse al mittente. "In questi giorni - dice il dirigente - ha sollevato grande scalpore la vicenda relativa alle presunte pressioni che avrei fatto per cambiare i voti assegnati nella pagella di mio figlio. Desidero fare chiarezza a questo punto in merito alla mia posizione. Si parla di una presunta telefonata ad hoc ad un dirigente di una scuola media per chiedere di alzare due valutazioni. In realtà sento i dirigenti scolastici quasi quotidianamente, soprattutto in questo periodo di emergenza, in particolare quelli che fanno parte della task force per la riapertura della scuola a settembre".

 

Tutto risale a venerdì 12 giugno, ultimo giorno di lezione a distanza per le scuole secondarie di primo e secondo grado dell’Alto Adige e giorno di pubblicazione delle pagelle. Un anno scolastico complicato a causa dell'emergenza coronavirus e diverse difficoltà legate alle lezioni in remoto per docenti e studenti.

 

"Quel giorno - spiega Gullotta - ho parlato proprio di questo con il dirigente in questione, come con altri dirigenti. Prima di salutarci abbiamo parlato anche delle schede di valutazione e ho appreso che erano state appena pubblicate, così ho subito aperto la scheda di mio figlio. A questo punto ho preso atto del documento, compresi i voti di tecnologia e musica, che apparivano diversi rispetto al primo quadrimestre. Me ne sono accorto perché i voti dei due quadrimestri sono disposti su due colonne allineate".

 

Ma non ci sarebbe stata alcuna richiesta di cambiare le valutazioni. "Non ho fatto alcuna pressione per modificare i voti di mio figlio - continua il dirigente - ritengo che il percorso annuale e il giudizio finale siano più importanti dei singoli voti, soprattutto a questa età. Non ho chiesto né di riconvocare il consiglio di classe né di cambiare i voti. A chi dubita che si possano verificare degli errori utilizzando il registro elettronico, rispondo che normalmente questo non avviene. Ma nel secondo quadrimestre di quest’anno, non si trattava di effettuare una semplice media aritmetica calcolata da un programma elettronico. Vista la situazione e l’adozione della didattica a distanza, infatti, l’Istituto ha stabilito nella sua autonomia di basare la valutazione non solo su tutti i voti ricevuti nell’intero anno scolastico ma anche su altri indicatori".

 

Consiglio di classe che è stato riconvocato per correggere un errore formale nella valutazione finale. "Il consiglio di classe - evidenzia il sovrintendente - ha ritenuto opportuno procedere, modificando le due votazioni. In questo caso si fa riferimento alla Legge 241/1990, che consente alla pubblica amministrazione di riesaminare in autotutela i suoi provvedimenti, modificandoli laddove sia stato rilevato un errore, senza aspettare che il cittadino, leso nei suoi diritti, li impugni in tribunale. Può quindi accadere che le scuole rivedano le 'pagelle' già pubblicate e non è detto che ciò sia conseguente alla richiesta della famiglia. Dalla mia esperienza come dirigente posso confermare che alla fine dell’anno scolastico molte famiglie prendono contatti con la scuola anche per avere chiarimenti sulle valutazioni".

 

Una vicenda destinata a essere lunga. "Ho dato disposizioni ai miei legali - conclude Gullotta - di denunciare alle autorità competenti coloro che mi hanno diffamato e anche la scuola sta procedendo con azioni legali. Non va dimenticato che in questa occasione è stato violato il segreto d’ufficio e sono stati divulgati dati sensibili relativi a un minore. Le indagini dimostreranno la mia totale estraneità ai fatti e individueranno i responsabili dell’accaduto, che dovranno rispondere delle loro azioni. Anche l’amministrazione ha avviato un’indagine, che sono certo dimostrerà la mia innocenza, ma soprattutto la volontà di attaccarmi. Un misto di attacco politico, delegittimazione morale e critica personale. Io procederò nel mio lavoro come ho sempre fatto, la verità viene sempre a galla. Concludo ribadendo la mia amarezza".

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