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Belluno
21 maggio | 16:14

Nevegal, scoppia lo 'scandalo' della cordata algerina: ''Troppa facilità di denaro. Paccate di milioni da raddoppiare o triplicare''. Il sindaco: “Noi all'oscuro. Pronti a tutelarci''

Ivano Viel, socio di Nevegal365, ha pubblicato sul suo profilo social i retroscena del fallimento della cordata italo-algerina in Nevegal, difendendo l’assessore Franco Roccon dalle accuse mosse contro di lui per il ritiro dei finanziatori algerini dall’investimento. Dietro l'operazione ombre e sospetti legati a riciclaggi di denaro e strane operazioni. Forza Italia e Patto per Belluno hanno depositato un’interrogazione al sindaco e chiesto le dimissioni di Roccon. De Pellegrin: ''Ritengo che l’assessore abbia sempre agito per il bene del territorio e che mai contro la legge'' 

BELLUNO. Nei giorni scorsi Ivano Viel, socio di Nevegal365, ha pubblicato sul suo profilo social i retroscena del fallimento della cordata italo-algerina in Nevegal, difendendo l’assessore Franco Roccon dalle accuse mosse contro di lui per il ritiro dei finanziatori algerini dall’investimento. Un caso di presunti giri internazionali, poco chiari, di denaro, che ha sollevato non poche polemiche in questi giorni. A difesa dell’amministrazione interviene ora il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin.

 

“Come sindaco - afferma - ho chiarito più volte il ruolo dell’amministrazione sulla vicenda. Anche in occasione della convocazione delle commissioni nelle quali è stato trattato il tema avevo dichiarato come l’amministrazione da tempo non avesse più alcun tipo di rapporto con questi privati. Ho letto con stupore e preoccupazione le affermazioni del signor Viel: dei fatti da lui ricostruiti non sono mai stato informato, né potevo immaginare quanto descritto relativamente a quella che era un'operazione privata che, è bene precisarlo, non ha mai visto esborso di soldi pubblici o coinvolgimento della pubblica amministrazione. Il Comune non poteva di certo fare indagini per rilevare quanto affermato, compito che spetta agli organi preposti, anche se per scrupolo aveva comunque condotto tutti i controlli possibili muovendosi anche con la Prefettura, che non ha rilevato alcun impedimento. In ogni caso anche i consiglieri di minoranza, laddove avessero nutrito dubbi, avrebbero potuto fare le proprie segnalazioni”.

 

Secondo quanto dichiarato da Viel, il progetto è naufragato perché, di fronte a possibili rischi di riciclaggio, Roccon decise di tirarsi indietro. Per convincere Viel ad assumere la presidenza, infatti, il socio finanziatore gli mise a disposizione “una paccata di milioni, con disponibilità - scrive lo stesso Viel - di raddoppiare o triplicare secondo le mie esigenze. Troppa facilità di denaro, anche perché in occasione di una sua visita a Belluno mi mostra delle foto dove appare in una stanza piena di lingotti d'oro, chiaramente di contrabbando”. Dopo indagini svolte anche personalmente da Viel a conferma dell'illiceità degli investimenti, Roccon decise di rinunciarvi e così si chiuse il capitolo della cordata algerina.

 

Dopo queste dichiarazioni, Forza Italia e Patto per Belluno hanno depositato un’interrogazione al sindaco e chiesto le dimissioni di Roccon. “Ripeto nuovamente - scrive ancora Viel in un più recente post - che il socio Khalfi Lyes ha tentato, senza riuscirci, di coinvolgermi in affari internazionali ricchi di compensi milionari. Non è facile rinunciare, nei tempi moderni, a queste opportunità e scommetto che più della metà dei sant'uomini che cercano di montare uno scandalo si sarebbero buttati a corpo morto in questa vasca di contanti. Ma veniamo alle colpe dell'amministrazione: innanzitutto preciso che la società Nevegal 365 è ancora attiva, in quanto abbiamo bisogno della presenza del dott. Khalfi, irreperibile, per chiuderla. Di questi dubbi ho parlato non molto tempo fa con l'assessore, il quale non ha voluto giustamente entrare nel merito della mia vicenda personale ma mi ha consigliato di non cercare avventure più grandi di me. Essendo fatti personali e non avendo mai ricevuto un euro, ho chiuso la faccenda senza informare nessuno, tanto meno gli amministratori del Comune. Perché ho scritto le 9 puntate su Facebook? Semplice: avevo letto che qualcuno ha chiesto le dimissioni di Roccon e io, conoscendo la sua completa estraneità, ho voluto raccontare l'accaduto: mi spiace che le mie parole vengano stravolte per cercare colpevoli assolutamente estranei”.

 

“Vista la gravità delle affermazioni - conclude De Pellegrin - che il signor Viel chiarirà eventualmente alle pubbliche autorità, ho interpellato subito Roccon, che mi ha garantito che nulla sapeva riguardo alle presunte situazioni criminose descritte e mai ha avuto informazioni su possibili reati, che avrebbe sicuramente denunciato. Ritengo che l’assessore abbia sempre agito per il bene del territorio e che mai contro la legge per eventi che, se fossero veri e dimostrati, vedrebbero questa amministrazione vittima e non certo complice. Stiamo valutando pertanto le opportune azioni a tutela dell’immagine del Comune, del sottoscritto, dell’assessore e della località del Nevegal che, dopo tanto tempo e grazie a un progetto concreto di rivitalizzazione, sta tornando ad avere un’immagine positiva e un futuro davanti a sé. Risponderemo alle interrogazioni in maniera trasparente non accettando che questi gravi fatti, laddove dimostrati e da dimostrare, siano strumentalizzati a livello personale e politico e ricadano sull’operato dell’amministrazione che ha sempre agito per il bene del territorio e con assoluta limpidezza”.

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