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Coronavirus, 23 studenti trentini intrappolati a Londra: “Riportateci i nostri figli, ci sentiamo abbandonati vogliamo risposte”

I ragazzi, 3 trentini e 20 altoatesini, sono rimasti bloccati dopo che il loro volo è stato cancellato ma, nonostante fossero nel Regno Unito con una borsa di studio regionale, nessuno ha ancora trovato il modo di farli tornare. Degasperi presenta un’interrogazione: “Studenti e famiglie non siano abbandonati”

Di Tiziano Grottolo - 25 marzo 2020 - 12:09

TRENTO. Ad agosto erano arrivati a New Milton, una cittadina inglese di 23mila abitanti, con una borsa di studio promossa dalla regione Trentino-Alto Adige, nel Regno Unito, una ventina di studenti avrebbero dovuto affrontare il quarto anno di scuola superiore all’estero, seguendo le lezioni in una scuola inglese approfondendo la conoscenza della lingua. Così è stato fino a quanto venerdì scorso, 20 marzo, il premier britannico Boris Johnson non ha deciso di chiudere tutte le scuole del paese. QUI AGGIORNAMENTO

 

Da quel momento per 23 giovani studenti, 3 trentini e 20 altoatesini, è iniziato un calvario non ancora risolto con i ragazzi e famiglie che sono rimasti sospesi in un limbo senza sapere bene cosa fare. “Sabato mattina avrebbero dovuto imbarcarsi con un volo che da Londra avrebbe dovuto portarli ad Innsbruck – spiega il padre di una delle ragazze bloccate nel Regno Unito – da lì con un autobus sarebbero rientrati a casa”. Qualcosa però è andato storto e il volo è stato cancellato. Fino ad ora la Regione e le Province autonome di Trento e Bolzano non sono ancora riuscite a capire come riportare gli studenti, fra cui diversi minorenni, in Italia.

 

 

La questione è emersa solo dopo che il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione per far luce sulla vicenda e chiedere alla Provincia di attivarsi. “Fino a questo momento abbiamo ottenuto solo risposte vaghe, recentemente ci è persino stato inviato un modulo per chiederci se vogliamo far rimpatriare i nostri figli o se acconsentiamo a lasciarli a New Milton dove sono ospitati da famiglie locali e non possono comunque andare a scuola”, afferma un genitore. Eppure in una precedente comunicazione la Regione sottolineava come fosse obbligatorio rientrare in Italia.

 

Le famiglie sono preoccupate, nel frattempo non avendo ottenuto certezze circolano le voci più disparate: “Al telefono mi è stato detto di contattare privatamente l’ambasciata – racconta un genitore di Avio – altri di noi hanno suggerito di provare a contattare degli imprenditori per far rientrare i nostri ragazzi con dei voli privati”.

 

 

La situazione è precipitata in fretta e se fin a qualche giorno fa tutti erano tranquilli ora non lo sono più: “Sono 4 gironi che mia figlia ha la valigia pronta per partire ma non sappiamo ancora quando potrà farlo – continua il padre di un ragazza – le informazioni che ci arrivano dicono che Johnson si sta attivando per far rientrare gli inglesi che si trovano all’estero ma noi non possiamo ancora riabbracciare i nostri figli”. Chi ha provato a muoversi da solo ha trovato il numero della Farnesina sempre occupato: “Sapere che nostra figlia di 17 anni è lontana con tutto quello che sta succedendo ci preoccupa molto”, chiosa uno dei genitori che possono tenere i contatti solo con le videochiamate.

 

Degasperi, da parte sua, si è detto rammaricato per certe risposte ottenute dai genitori, dicendosi al contempo certo che la Regione si attiverà fin da subito in tutte le sedi opportune per consentire ai ragazzi trentini di rientrare in sicurezza. Proprio per questo il consigliere ha chiesto di sapere quali siano le strategie che la Regione adotterà sia per mantenere i contati con i giovani che per riportarli in Italia.  “La ragazza tedesca che condivideva la stanza con mia figlia è già rientrata nel suo paese – osserva un genitore – adesso vogliamo delle risposte chiare e soprattutto riabbracciare al più presto i nostri figli”.

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