Emergenza Coronavirus, rientrati i 23 studenti bloccati nel Regno Unito. Decisivo l'intervento della Regione
Rimasti bloccati dopo la serrata decisa dal governo Johnson, i 23 studenti trentini e altoatesini impegnati nel quarto anno all'estero, di cui alcuni minorenni, sono rientrati con un volo a Fiumicino e prelevati con un pullman che li ha riportati a casa. Sono ancora diversi, però, quelli ancora fuori dai confini nazionali

TRENTO. L'odissea dei 23 studenti trentini e altoatesini rimasti bloccati nel Regno Unito si è finalmente conclusa. Grazie all'intervento della Regione e al coordinamento della Farnesina i ragazzi, giunti ad agosto nella cittadina inglese di New Milton per frequentare il quarto anno all'estero, sono rientrati in aereo, volando su Roma, da cui un pullman li ha prelevati per riportarli a casa.
Atterrati nella capitale con un volo Alitalia proveniente da Londra, i giovani al penultimo anno di superiori erano rimasti bloccati nell'isola britannica in virtù del lockdown deciso dopo giorni di titubanza dal premier inglese Boris Johnson. Da quel momento era cominciato un vero e proprio calvario, con le famiglie e i ragazzi sospesi in un impasse superata solo a più di una settimana di distanza dall'assessore regionale all'Integrazione europea Giorgio Leonardi.
Prima di loro, altri 7 studenti – anch'essi all'estero con una borsa di studio regionale – erano rientrati con un volo da Dublino, mentre 27 rimangono ancora fuori dai confini nazionali con gli uffici regionali impegnati a organizzarne – nei casi in cui le famiglie lo desiderino – il difficile rientro complicato dalle cancellazioni o sospensioni dei voli e dalla chiusura delle frontiere.
Per gli studenti rientrati dall'Inghilterra, a cui era stato cancellato nei giorni scorsi il volo di rientro ad Innsbruck, il rientro è avvenuto con sbarco a Fiumicino nella notte e viaggio in pullman con arrivo alle 9 nel capoluogo trentino, il tutto secondo gli standard di sicurezza richiesti dall'emergenza. Per loro inizierà a questo punto un periodo di quarantena di due settimane come previsto dal Dpcm. Il loro rientro andrà comunicato all'Azienda sanitaria, che ne monitorerà il quadro medico.






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