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Gli studenti trentini partono verso Canada e Stati Uniti per completare l'anno scolastico: ''Covid mi ha insegnato quanto sia importante la condivisione di un'aula''

Le difficoltà in ambito scolastico sono molte a causa dell'emergenza Covid-19. A fronte delle enormi incertezze e il ricorso alla didattica a distanza, che non sempre incontra il gradimento di famiglie e studenti, molti studenti hanno comunque deciso di investire sul proprio futuro per un'esperienza formativa all'estero

Di L.A. - 19 January 2021 - 20:37

TRENTO. Undici studenti trentini di quarta superiore sono pronti a volare in Nord America per intraprendere sei mesi all'estero. La meta più gettonata è il Canada, quindi gli Stati Uniti d'America mentre nessuno ha scelto l'Europa.

 

Le difficoltà in ambito scolastico sono molte a causa dell'emergenza Covid-19. A fronte delle enormi incertezze e il ricorso alla didattica a distanza, che non sempre incontra il gradimento di famiglie e studenti, molti studenti hanno comunque deciso di investire sul proprio futuro per un'esperienza formativa altrove. Non mancano, infatti, le partenze verso scuole estere per svolgere parte dell'anno.

 

Solitamente viene scelto il periodo intero di 9 mesi, ma il perdurare delle criticità attuali hanno spinto molti studenti a rivedere i piani e orientarsi verso questa scelta sul secondo semestre: I dati di YouAbroad tra gli operatori italiani più importanti del settore, specializzato in High School Program, ha fatto registrare un +200% di partenze invernali rispetto agli scorsi anni.

 

Sono circa 250 gli studenti con le valigie pronte in tutta Italia, principalmente Torino, Milano e Roma, ma non mancano i trentini. Giovani degli istituti Prati, Galilei e Sophie Scholl a Trento, Istituto tecnico Tambosi a Pergine, Floriani a Riva del Garda, Enrico Medi a Ziano di Fiemme, La Rosa Bianca a Cavalese e la sezione del Marie Curie sull'Altopiano della Vigolana. 

 

“Da questa pandemia - racconta Sara G. di Trento che è partita per il Canada sabato scorso, 16 gennaio – ho capito quanto sia preziosa e importante la condivisione in un’aula scolastica. Da questa esperienza mi aspetto tanto, soprattutto di crescere sotto il profilo personale, superare le paure, acquisire maggiore sicurezza in me stessa. Il ritorno in classe, il rapporto sociale con studenti e insegnanti, la fine di un vero e proprio isolamento che ormai dura da un anno sono già un traguardo importantissimo. Credo che l’istruzione in presenza non faciliti l’apprendimento ma sia essenziale per la formazione personale e della definizione del carattere e della personalità di un adolescente. Non vedo l’ora di iniziare e sono grata ai miei genitori e a YouAbroad per avermi dato, in tempo di Covid-19, una possibilità così preziosa".

 

I motivi sarebbero la volontà di studenti e famiglie di non rinunciare a un’esperienza formativa importante, soprattutto in un momento di grande incertezza per la scuola italiana e di forte malcontento per la didattica a distanza. “Per noi è stata una crescita impressionante e inaspettata vista la situazione internazionale attuale. Sicuramente  - spiega Patrizia Groppo, managing director & board member di YouAbroad – il valore inestimabile dell’esperienza di studio all’estero e le garanzie di sicurezza e professionalità che YouAbroad ha dimostrato con le partenze estive e un impegno ormai decennale giocano un ruolo importante, ma percepiamo anche un forte desiderio di investire sul futuro dei propri ragazzi che, secondo molti, l’emergenza sanitaria sta mettendo in secondo piano. Negli Stati Uniti e in Canada c'è la Dad, ma è gestita su base volontaria oppure con modalità blended (mista in presenza e online), l’organizzazione degli istituti e gli strumenti tecnologici assicurano continuità anche da casa e pari opportunità, senza inficiare la qualità dell’insegnamento e dell’esperienza”.

 

Quello della continuità scolastica è un tema particolarmente delicato, soprattutto in questo momento condizionato dall'emergenza Covid-19. Impreparazione, debiti, connessioni lente o assenti e la fatica a concentrarsi dietro uno schermo sono questi alcuni dei principali ostacoli che si frappongono tra i giovani studenti e la didattica a distanza. 

 

Da un’indagine condotta Ipsos per Save the Children, su un campione di adolescenti tra i 14 e i 18 anni, emerge un quadro preoccupante: il 28% degli intervistati sostiene che almeno un compagno di classe avrebbe smesso di frequentare le lezioni. Tra questi stessi studenti, un quarto ritiene che siano addirittura più di 3 i ragazzi che non partecipano più alle lezioni (Qui articolo). Altri reagiscono alle difficoltà e sfruttano un'opportunità non pianificata: un anno o sei mesi all'estero.

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