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Coronavirus, concluso il rimpatrio degli studenti dall'estero: 42 sono quelli rientrati mentre 15 hanno deciso di restare fuori dall'Italia

La Regione Trentino-Alto Adige ha concluso le procedure di rimpatrio dei 57 studenti beneficiari di una borsa di studio per la frequenza dell'anno scolastico all'estero. 42 sono quelli tornati da Inghilterra, Irlanda, Francia, Germania e Austria, mentre 15 giovani hanno preferito rimanere fuori dall'Italia

Pubblicato il - 22 aprile 2020 - 13:46

TRENTO. Si è concluso il rientro degli studenti trentini e altoatesini beneficiari di borse di studio per la frequenza dell'anno scolastico all'estero. Con un accordo siglato dalla Regione ancora nella giornata del 17 aprile, coloro che hanno deciso di tornare sono definitivamente sbarcati sul suolo nazionale.

 

A inizio anno scolastico gli studenti impegnati nell'anno all'estero erano 60, divisi tra Inghilterra (26, nelle località di Arnewood, Avonbourne e Highcliffe), Irlanda (19 tra Cork e Carlow), Francia (4 tra Strasburgo e Montpellier), Germania (5 tra Regensburg e Augsburg) e Austria (6 a Graz e Salisburgo). Tra questi, tre avevano interrotto i propri studi rientrando già nel 2019 per motivi personali.

 

A inizio pandemia, pertanto, gli studenti all'estero beneficiari di borse di studio regionali erano 57. ben 15 di loro non hanno voluto rientrare, preferendo rimanere nei Paesi che li ospitano (12 di loro si trovano in Irlanda, 1 in Austria e 2 in Germania). 42, invece, hanno deciso di essere rimpatriati.

 

Per le difficili condizioni imposte ai trasporti internazionali, i rientri si sono dimostrati alquanto complicati, ma la Regione ha deciso di farsene completamente carico, organizzando nel limite del possibile, un rapido rimpatrio dei giovani dalle rispettive sedi di studio. Molti di questi studenti, tra l'altro, sono minorenni.

 

Il rimpatrio è così avvenuto a scaglioni, prendendo avvio il 26 marzo quando da Dublino 7 studenti sono rientrati con un volo per Roma, e un successivo viaggio in pullman ai rispettivi Comuni di residenza a Rovereto, Trento, Egna, Bolzano e Bressanone. Nella notte del 28 marzo, poi, si sono aggiunti i 23 giovani rimasti bloccati nel Regno Unito. Anche per loro è stato predisposto un volo dalla capitale britannica a Roma con successivo trasporto a Rovereto, Trento, Bolzano, Chiusa e Bressanone.

 

I rimanenti rientri sono infine avvenuti l'1 aprile per 4 studenti presenti a Graz, il 2 aprile per 3 studenti da Strasburgo, il 3 aprile per 3 studenti da Regensburg e per 1 da Salisburgo e il 9 aprile per uno studente a Montpellier.

 

Gran parte dell'organizzazione e della gestione amministrativa è stata svolta dall'Ufficio per l'integrazione europea e per gli aiuti umanitari. Il rimpatrio, nondimeno, è avvenuto nel completo rispetto delle norme di sanità, con il supporto del Servizio di prevenzione della Regione, il quale ha provveduto alla consegna di mascherine, guanti, gel disinfettanti e informazioni sugli obblighi di quarantena imposti ai ragazzi dopo il rientro.

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