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Coronavirus, a Verona in vendita le mascherine con l’effige del duce, Il Pd: “Fermare subito il mercato dell’orrore

Un’azienda veronese sta commercializzando mascherine con il ritratto di Benito Mussolini, il senatore Dem D’Arienzo: “Una massiccia dose di ignoranza di cui Verona poteva fare a meno, tra le tante cose che possono capitare in una pandemia questa è fra le più sgradevoli”

Di Tiziano Grottolo - 08 maggio 2020 - 19:43

VERONA. “Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere” questo il motto scelto per pubblicizzare le mascherine con l’effige di Benito Mussolini. Le mascherine in questione sono state messe in commercio un’azienda di San Giorgio in Salici in provincia di Verona.

 

Un’operazione commerciale che sta facendo parecchio discutere ma che potrebbe configurare anche alcune ipotesi di reato come l’apologia di fascismo che punisce, fra le altre cose, chiunque “pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

 


 

Sono molte le aziende che propongono versioni personalizzate e “alla moda” delle mascherine chirurgiche, ormai diventate strumento indispensabile nella vita di tutti i giorni, ma in questo caso probabilmente si è andati oltre, cosi come rilevato dal senatore del Partito Democratico (anche lui veneto) Vincenzo D'Arienzo che su Facebook ha chiesto di “Fermare subito il mercato dell’orrore – aggiungendo – tra le tante cose che possono capitare in una pandemia, quella di vendere mascherine per la protezione individuale con l’effige del duce fascista è la più sgradevole di tutte”.

 

Un gesto dunque da condannare con fermezza perché, spiega sempre il senatore, “da un lato c'è l’emergenza e la necessità di tutelare la vita umana e dall’altro, approfittando di ciò, c'è la ricerca spasmodica del profitto utilizzando la propaganda politica”.

 

Nel frattempo monta la polemica e non è escluso che si attivi anche la magistratura, così come si auspicano in molti: “Una massiccia dose di ignoranza di cui Verona poteva fare a meno – rincara la dose D’Arienzo che conclude – la società civile e democratica non consenta a nessuno di riportarci al passato, in un periodo storico in cui non era un virus che uccideva le persone, ma proprio quel fascista disegnato sulle mascherine”.

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