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| 07 mar 2020 | 22:35

Coronavirus, aumentano i contagi in Trentino e saltano le messe. Il vescovo celebra la cerimonia in streaming

Questa la decisione dell'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, dopo essersi confrontato con le Autorità provinciali e sanitarie. Fino a revoca niente celebrazioni pubbliche sul territorio della Diocesi di Trento

Coronavirus, aumentano i contagi in Trentino e saltano le messe
di Redazione

TRENTO. Aumentano in contagi in provincia (Qui articolo) e vengono sospese le messe in Trentino, questa la decisione dell'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, dopo essersi confrontato con le Autorità provinciali e sanitarie. Fino a revoca niente celebrazioni pubbliche sul territorio della Diocesi di Trento. 

 

Il provvedimento si rende necessario a causa dell’aumento del rischio di espansione del contagio. Le chiese resteranno aperte, ma solo per la preghiera personale. L’arcivescovo Lauro presiederà domani, domenica 8 marzo, a porte chiuse la s. Messa in Cattedrale alle 10, con diretta streaming su Telepace e sul portale web della Diocesi (Qui info).    

 

Nel frattempo prendono forma le nuove misure nazionali di contenimento dell'emergenza da coronavirus. Oltre al divieto di ingresso e uscita dalla Lombardia, così come da altre 11 province (Qui articolo), vengono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

 

Sospese anche tutte le manifestazioni organizzate e gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

 

Bar e ristoranti aperti ma solo se in grado di distanziare i clienti, l'obbligo ricade sul gestore e la distanza di sicurezza interpersonale è di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione.

 

Sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale. Inoltre l'accesso di parenti e visitatori alle strutture ospedaliere è limitato solo a determinati.

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