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Coronavirus, Bordon: “Stiamo sperimentando un farmaco che in alcuni casi ha dato dei risultati positivi”

Sono tre i farmaci attualmente in fase di sperimentazione per la cura del coronavirus, Bordon: “Abbiamo chiesto all’Agenzia italiana del farmaco di poter partecipare ai test” e sui Dpi: “Fin tanto che non ci saranno scorte sufficienti procederemo al razionamento”

Di Tiziano Grottolo - 22 marzo 2020 - 19:56

TRENTO. “Tocilizumab”, “Remdesivir”, “Avigan”, nomi esotici di tre farmaci diversi che potrebbero rappresentare un efficace rimedio al coronavirus. “L’Azienda sanitaria segue passo per passo le indicazioni farmacologiche più avanzate nella cura di questa malattia”, ha specificato il direttore generale Paolo Bordon, durante la conferenza stampa (QUI approfondimento).

 

Il condizionale però è d’obbligo perché tutti è tre sono attualmente in fase di sperimentazione e non è ancora stato accertato se siano utili per affrontare la malattia. Finora l’unico disponibile anche in Trentino è il Tocilizumab, farmaco utilizzato per l’artrite reumatoide che a quanto pare sta dando buoni risultati nei casi di polmonite interstiziale causati dal nuovo coronavirus.

 

“In alcuni casi – ha detto Bordon – abbiamo riscontrato dei risultati positivi, alcuni pazienti sembrerebbero aver risposto positivamente alla somministrazione”. In particolare risponderebbero bene alla cura i malati che si trovano in una fase intermedia della malattia, meno quando le condizioni sono più critiche. “Siamo in possesso di questo farmaco – continua – e quando i nostri clinici ritengono, secondo le linee guida, lo somministrano”.  

 

Poi c’è il Remdesivir, su questo medicinale Bordon ha reso noto che l’azienda sanitaria ha chiesto all’Agenzia italiana del farmaco la possibilità di partecipare allo studio: “Abbiamo chiesto che anche Trento possa entrare fra i soggetti capofila per la sperimentazione di questi principi attivi che pare stiano dando dei risultati contro il Covid-19”.

 

Per quanto riguarda il terzo, l’Avigan (nome commerciale del medicinale, il principio attivo si chiama Favipiravir), si tratta di un farmaco antivirale sviluppato nel 2014 dal gruppo giapponese Fujifilm Toyama: “Proprio oggi – ha ricordato Bordon – abbiamo parlato con il presidente nazionale di Aifa affinché Trento venga inclusa nella sperimentazione”.

 

Il direttore generale ha ammesso che attualmente, all’interno dell’ospedale Santa Chiara di Trento, alcuni turni degli infermieri sono stati allungati “per questioni organizzative”, ha precisato, aggiungendo che tali orari potranno cambiare ancora a seconda delle esigenze. Sui Dispositivi di protezione individuale invece, “fin tanto che non ci saranno scorte sufficienti dovremmo procedere con il razionamento di quelli in nostro possesso”. In questo modo si pensa di poter aumentare le scorte dei magazzini dell’Apss. Infine, dopo il cambio di rotta sui tamponi, Bordon ha sottolineato che si cercherà di passare dagli attuali 400 giornalieri a un totale di 1000 referti al giorno.

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